(Sesto Potere) – Roma – 30 settembre 2026 -L’UNICEF Italia ha presentato i dati del IV Monitoraggio 2026 del documento “Le cose da fare. Agenda UNICEF 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza”.
Il rapporto annuale che restituisce un quadro sullo stato di attuazione delle priorità individuate per promuovere e tutelare i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti in Italia.
L’Agenda “Le cose da fare” si articola intorno a cinque priorità: Cambiamento climatico, Non discriminazione, Educazione di qualità, Salute mentale e benessere psicosociale e Genitorialità.
A seguire alcuni dati tratti dal Monitoraggio.
Povertà minorile: In Italia nel 2024, 1.283.000 minorenni vivono in famiglie in povertà assoluta, pari a circa 734 mila famiglie (12,3%) – dati Istat.
Nell’anno scolastico 2024/2025 solo il 40% degli edifici scolastici risulta accessibile agli alunni con disabilità motoria.
Nel 2025 vi è stato un calo dei NEET (cd giovani inattivi),che rappresentano il 13,3% dei giovani tra 15 e 29 anni (-1,9% rispetto al 2024).
Cambiamento climatico: secondo il sondaggio UNICEF-Youtrend, il 22% degli italiani dichiara di vivere esperienze riconducibili all’ecoansia.
l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia (fascia di età 0-2 anni), si riscontra una crescita, con una copertura nazionale di 31,6% nell’anno educativo 2023/2024.
Nell’anno educativo 2023/2024, il tasso di copertura dei posti nido e i servizi integrativi per i bambini tra 0 e 2 anni è stato del 31,6%.
“In questo scorcio di legislatura, continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento di agire dando priorità a misure che abbiano impatto positivo sulla vita presente e futura dei bambini e degli adolescenti. Il Monitoraggio 2026 ci consegna un quadro in movimento: alcuni indicatori migliorano, altri restano fermi o peggiorano, ma in ogni caso ci dicono che norme e politiche efficaci per l’infanzia e l’adolescenza non possono più essere rinviate. Siamo nella fase conclusiva della legislatura e questo è il momento di trasformare gli impegni assunti in azioni concrete e durature. Lo dobbiamo a ogni bambina, bambino e adolescente di questo Paese, indipendentemente da dove sono nati, da dove vivono o dalle condizioni della loro famiglia,” ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia, Nicola Graziano.
L’edizione 2026 partedalla voce delle ragazze e dei ragazzi, raccogliendo esperienze, opinioni e raccomandazioni maturate nei percorsi di partecipazione promossi dall’ UNICEF e integrandole con l’analisi degli indicatori disponibili, delle politiche pubbliche e dei più recenti provvedimenti normativi. Dai percorsi UNICEF, emergono richieste di partecipazione effettiva, di servizi accessibili e inclusivi, di maggiore attenzione alle disuguaglianze e di politiche capaci di rispondere alle differenze territoriali e alle condizioni di maggiore vulnerabilità.
“Il Rapporto offre elementi di riflessione e di confronto per le istituzioni politiche italiane, in particolare Governo e Parlamento, per verificare come gli impegni assunti dall’Italia si traducano in azioni concrete, nel quadro della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dell’Agenda 2030 e delle raccomandazioni del Comitato ONU”, ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Nicola Graziano – “Quest’anno abbiamo scelto di partire dall’ascolto: le ragazze e i ragazzi che abbiamo incontrato nei nostri percorsi di partecipazione ci hanno detto con chiarezza cosa manca e cosa funziona nella loro vita quotidiana. È una novità importante del Monitoraggio 2026, che non si limita a leggere i dati, ma li mette in dialogo diretto con le loro parole. Chiediamo alle istituzioni di ascoltare questa voce con la stessa serietà con cui noi l’abbiamo raccolta”.

