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2.868 vittime in incidenti stradali nel 2025 (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%): i dati Istat e Aci

(Sesto Potere) – Roma – 25 luglio 2026 – Nel 2025 si sono verificati in Italia 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 2.868 e i feriti 237.822. Rispetto all’anno precedente, i morti sulle strade diminuiscono del 5,3%, mentre il numero di incidenti e quello dei feriti registrano un aumento (rispettivamente +2,2% e +1,7%); il tasso di mortalità stradale passa da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti.
Rispetto al 2019, anno di benchmark per il decennio 2021-2030 della sicurezza stradale, le vittime della strada, che ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti, diminuiscono del 9,6%.
Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone – calcolato con parametri aggiornati da Istat e ACI nel 2023 – ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da ANIA), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro.

Nel 2025, il numero di vittime per incidenti stradali diminuisce, seppur meno intensamente rispetto all’Italia, anche nel complesso della Ue27 (-2,4% rispetto al 2024), riduzione simile a quella dell’anno precedente (-2,5%); rispetto al 2019, la variazione percentuale è stata del -14,7%. In termini assoluti, le vittime nella Ue27 sono state 19.463 nel 2025, a fronte di 19.945 nel 2024 e 22.823 nel 2019. Sebbene nel nostro Paese il tasso di mortalità sia diminuito rispetto al 2024, passando da 51 a 49 vittime per milione di abitanti, l’Italia scende dal 19° al 20° posto nella graduatoria europea della mortalità stradale: il tasso di mortalità stradale nella Ue27 è pari a 43 decessi per milione di abitanti.

GIOVANI E BAMBINI I PIÙ ESPOSTI, IN AUMENTO LE DONNE TRA LE VITTIME
Le vittime di incidenti stradali sono state 2.868 nel 2025: 2.300 uomini (80,2%) e 568 donne (19,8%). I conducenti deceduti ammontano a 2.089 (1.865 uomini e 224 donne), i passeggeri a 360 (186 uomini e 174 donne) e i pedoni a 419 (249 uomini e 170 donne).
Guardando la distribuzione per età, il numero assoluto di vittime risulta più elevato nelle classi di età 55-59, 60-64 e 20-24 anni, sebbene tra le donne le classi più numerose siano quelle delle over 75. Rispetto al 2024 gli aumenti più consistenti si registrano tra i bambini 0-4 anni (da 8 a 14 vittime; +75%) e i giovani di 18-19 anni (da 78 a 87 vittime; +11,5%).
Si segnala, inoltre, che, tra le donne, si registrano incrementi significativi anche nelle classi di età 20-24 anni, 45- 64 anni. Resta infine preoccupante, e in aumento rispetto all’anno precedente, il numero di bambini tra 0 e 14 anni deceduti in incidenti stradali entro il 30° giorno dall’evento: nel 2025 le vittime sono state 33, rispetto alle 29 registrate nell’anno precedente.
Nonostante siano numerose le misure attuate per migliorare la sicurezza dei bambini in auto, anche supportate dalle indicazioni del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 (PNSS), le azioni di sensibilizzazione all’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione in auto e quelle sanzionatorie non hanno ancora raggiunto l’esito sperato.
L’obiettivo di vision zero per i bambini è quindi ancora lontano.
Tra il 2024 e il 2025 si osserva un aumento del numero dei feriti in incidenti stradali, particolarmente marcato tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni (+4,8%). Incrementi si registrano anche nelle classi di età superiori ai 55 anni (+3,1% nel complesso), con il valore più elevato nella fascia 75-79 anni (+9%).
Va inoltre segnalato che, rispetto al 2019, anno di riferimento per il decennio 2021-2030, si rileva un incremento del numero delle vittime nelle classi di età 15-17 anni (+10,4%) e 55-69 anni (+12,4%).
La distribuzione dei tassi di mortalità stradale per età, calcolati sulla popolazione residente, conferma lo svantaggio di giovani e anziani: il tasso specifico di mortalità più elevato è nella classe 85-89 anni (90,4 ogni milione di abitanti) seguita da quella 80-84 e 20-24 anni (rispettivamente 82,8 e 77,1 ogni milione di abitanti).

PIÙ VITTIME TRA CICLISTI, CONDUCENTI E PASSEGGERI DI MONOPATTINI E AUTOCARRI
Il numero delle vittime aumenta tra conducenti e passeggeri di biciclette, biciclette elettriche, monopattini elettrici e autocarri, mentre diminuisce per tutte le altre categorie di utenti della strada.
Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%).
Per il secondo anno consecutivo cresce il numero di deceduti tra gli occupanti di autocarri, che raggiunge 166 (+13,7%).
In diminuzione risultano invece le vittime tra gli occupanti di autovetture (1.125; -10,1%), i motociclisti (802; -3,4%), i ciclomotoristi (56; -8,2%) e i pedoni (419; -10,9%).
Nel complesso, gli utenti più vulnerabili rappresentano il 53,3% dei morti sulle strade (51,8% nel 2024).

AUMENTANO DI POCO LE VITTIME SULLE AUTOSTRADE, MA IN CALO SULLE STRADE URBANE
Nel 2025 si registra, rispetto al 2024, un aumento degli incidenti stradali sulle strade urbane (+1,8%) e sulle strade extraurbane (+4,7%), mentre sulle autostrade e i raccordi si osserva una diminuzione (-2,4%). Anche rispetto all’anno di riferimento 2019 gli incidenti risultano in aumento sulle strade urbane (+1,7%), sulle autostrade (+1,6%) e, in misura più consistente, sulle strade extraurbane (+7,6%).
Nel 2025 il numero delle vittime diminuisce, rispetto al 2024, sulle strade urbane (-7,1%) e sulle strade extraurbane (-4,9%), mentre registra un lieve aumento sulle autostrade (+0,8%). Nel confronto con il 2019, il numero dei morti risulta in calo per tutte le categorie di strada (-9,6% nel complesso), con una riduzione particolarmente marcata sulle autostrade (-16,8%).
La distribuzione percentuale conferma che gli incidenti avvengono con maggior frequenza sulle strade urbane (72,9%), mentre il maggior numero di vittime si concentra sulle strade extraurbane (48,8%). Sulle autostrade e i raccordi si registra, invece, il 5,2% degli incidenti e il 9,0% dei deceduti.
L’indice di mortalità resta più elevato sulle strade extraurbane, con 3,6 decessi ogni 100 incidenti, scende a 2,8 sulle autostrade, mentre è pari a 0,9 sulle strade urbane (rispettivamente 4,0, 2,7 e 1,0 nel 2024). La media nazionale è pari a 1,6.

TASSO DI MORTALITÀ SOPRA LA MEDIA NAZIONALE IN 13 REGIONI, STABILE PER I GRANDI COMUNI
Nel 2025 il numero di morti per 100mila abitanti risulta più elevato della media nazionale (4,9) in 13 regioni, da 7,4 della Basilicata, a 5,0 della Toscana. Viceversa, il tasso di mortalità è più basso della media nazionale in Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte (valori dei tassi da 3,5 a 4,7), in Puglia il tasso di mortalità coincide con quello nazionale (4,9).
Le variazioni percentuali del numero delle vittime rispetto al 2024 e all’anno di benchmark 2019 mostrano una variabilità territoriale.
La diminuzione delle vittime, nel 2025, a livello nazionale è pari a 162 (-5,3%), la riduzione più significativa rispetto all’anno precedente si osserva per il Sud (-11,8%), seguito dal Nord-est (-6,7%).
Il Nord- ovest mantiene valori stabili rispetto al 2024, mentre le Isole rappresentano l’unica area con un aumento rispetto al 2019 (+22,1%). Il tasso di mortalità nazionale scende da 5,1 a 4,9 decessi per 100.000 abitanti; nel 2025 i valori più elevati si registrano nel Nord-est e nelle Isole (5,5), mentre il Nord-ovest presenta il tasso più basso (3,9).
L’analisi dell’incidentalità stradale nei Grandi Comuni italiani consente di delineare importanti caratteristiche nelle principali realtà urbane e di individuare elementi utili per le politiche sulla sicurezza stradale locale.
I Grandi Comuni selezionati, in ordine di posizione geografica, sono Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania.
Nel 2025 gli incidenti stradali in tali aree rappresentano il 25,5% del totale (45.121), le vittime il 12,1% (348), la popolazione residente il 15,9% (oltre 9 milioni di abitanti) e il parco veicolare il 14,6% (8.255.915 veicoli).
Nel 2025 il numero delle vittime nei Grandi Comuni è stato pari a 348, in aumento solo di 3 unità rispetto al 2024 (345). L’aumento registrato (+0,9%) è in controtendenza rispetto a quello osservato nel complesso in Italia (-5,3%).
Rispetto alla distribuzione delle vittime per ambito stradale, si osserva un aumento sulle strade extraurbane (da 48 a 59 vittime, pari a +22,9%) e una diminuzione sulle strade urbane (da 297 a 289 vittime, pari a -2,7%).
Nel confronto con il 2019 si rileva una diminuzione solo dello 0,9% (-9,6% in media nazionale). Il tasso di mortalità stradale rimane stabile a 3,7 per 100mila abitanti, rispetto al 2024, contro una media nazionale di 4,9 e varia tra 1,7 di Milano a 6,7 di Catania.