(Sesto Potere) – Roma – 21 luglio 2026 – Si è svolto questa mattina a Roma, presso il MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy (nella foto la sede), il secondo vertice istituzionale con il Ministro Urso sulla vertenza Electrolux, che segue i precedenti incontri tecnici e che è stato convocato dopo l’annuncio dei 1.700 tagli occupazionali e strutturali che destano forte preoccupazione tra i lavoratori. Il confronto è stato aggiornato a settembre.
In apertura, il Ministro Adolfo Urso ha confermato l’impegno del Governo in sede europea attraverso il documento strategico “non paper”, per ottenere interventi sulla riduzione del costo dell’energia, oltre al sostegno alla ricerca e allo sviluppo di prodotto.
Da parte sua, Electrolux ha ribadito le difficoltà legate alla pressione competitiva dei mercati asiatici, dichiarando comunque di aver individuato azioni di efficientamento dei costi e di focalizzazione sui prodotti a maggiore marginalità, su cui intende rivedere il piano industriale.
Per lo stabilimento di Forlì, l’azienda ha confermato investimenti mirati sui piani di cottura a gas e sulla gamma dei forni, finalizzati alla riduzione dei costi di prodotto e al rilancio della competitività di gamma.
“I piccoli passi mossi nei tavoli tecnici di questi mesi non sono sufficienti a mettere in sicurezza l’occupazione e il futuro del settore degli elettrodomestici in Italia – ha dichiarato la FIM CISL Romagna -. Il piano presentato inizialmente dall’azienda prefigura un inaccettabile processo di deindustrializzazione, e ogni intervento sui costi energetici o sul quadro regolatorio è determinante per costruire una reale prospettiva di rilancio industriale e occupazionale. Per quanto riguarda il nostro territorio, prendiamo atto con attenzione degli investimenti confermati su Forlì per i piani di cottura a gas e per la gamma dei forni, finalizzati alla riduzione dei costi di prodotto e al rilancio della competitività. Si tratta di un segnale che va nella giusta direzione, ma che da solo non basta: servono garanzie chiare sui volumi produttivi e sulla piena tenuta occupazionale dello stabilimento, elementi che finora non hanno trovato risposte concrete”.
“Mentre il confronto è ancora in corso – aggiunge la FIM CISL Romagna -, registriamo con forte preoccupazione il proseguimento del trasferimento di codici di produzione e di volumi da Cerreto d’Esi verso l’estero. Chiediamo all’azienda un atto di responsabilità immediato: congelare queste iniziative e garantire la piena continuità produttiva del sito”.
“Resta inoltre del tutto inaccettabile l’ipotesi di passare da due turni a un solo turno negli stabilimenti, Forlì compreso: nel nostro settore, rinunciare al doppio turno significa peggiorare l’efficienza organizzativa e compromettere la sostenibilità economica necessaria a salvaguardare i posti di lavoro diretti, incluse le aree strategiche di Ricerca, Sviluppo e Qualità. Apprezziamo l’impegno del Ministero su contratti di sviluppo, innovazione e iniziative in sede europea – conclude la sigla sindacale -, ma questi strumenti non sono ancora sufficienti: ci auguriamo possano rafforzarsi e soprattutto concretizzarsi. Da Electrolux ci aspettiamo massima trasparenza: non accetteremo trattative parziali o soluzioni azzoppate in partenza”.
“A settembre serve una vera quadratura del cerchio, che dia garanzie e prospettive a tutti i lavoratori, a partire dalla certezza della continuità industriale a Cerreto e dal rilancio pieno dello stabilimento di Forlì.”: conclude il sindacato.

