lunedì, Ottobre 5, 2026
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Vertenza Electrolux, FIM CISL Romagna dopo il tavolo al MIMIT: “cambio di passo decisivo per l’azienda”

(Sesto Potere) – Forlì – 5 ottobre 2026 – Si è svolto questa mattina a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il vertice ministeriale sulla vertenza Electrolux alla presenza del board dell’area EMEA del Gruppo Svedese.

In contemporanea, le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Forlì hanno dato vita a un’importante giornata di mobilitazione proclamata unitariamente da FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL e UGLM, con 8 ore di sciopero e un presidio ai cancelli, a conferma di quanto la vertenza sia sentita dall’intero territorio.

Al termine dell’incontro, la FIM CISL rileva un fondamentale cambio di impostazione rispetto alla fase di profonda criticità vissuta all’apertura del confronto.

L’azienda ha presentato un nuovo piano industriale, riconoscendo di aver sbagliato nel proporre un piano di licenziamenti unilaterali ed annunciando il ritiro dei 1.719 licenziamenti inizialmente previsti su scala nazionale. La multinazionale ha quindi illustrato una nuova proposta basata su un percorso di uscite unicamente volontarie e incentivate per un massimo di 1.250 lavoratori nei prossimi 3 anni.

Il piano prevede inoltre 90 milioni di euro di investimenti complessivi, il ricorso agli ammortizzatori sociali, la revisione della gamma prodotti e la conferma di voler mantenere in Italia il presidio industriale e i centri di Ricerca e Sviluppo.
Rispetto allo stabilimento di Cerreto d’Esi, viene rivista la chiusura inizialmente prevista per il 31 dicembre, aprendo un tavolo dedicato alla reindustrializzazione del sito per garantire la continuità occupazionale e la salvaguardia delle competenze professionali senza far ricadere i costi del processo sulle spalle dei lavoratori.

Durante la riunione è emersa anche la necessità di sostenere la competitività del settore dell’elettrodomestico a livello europeo agendo su energia e revisione del CBAM, dossier sui quali il ministro Urso ha confermato l’impegno del Governo in sede UE.

“Siamo di fronte a un cambio di passo decisivo rispetto a una fase iniziale drammatica, che rischiava di colpire duramente la nostra base industriale con tagli pesantissimi e una drastica riduzione dei volumi produttivi”, spiegano i rappresentanti della FIM CISL Romagna presenti al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Forlì. “Avere costretto la multinazionale ad abbandonare la strada degli atti unilaterali per passare a una logica basata sul confronto, sull’incentivazione volontaria e sulla ricerca di un accordo condiviso è un primo fondamentale risultato ottenuto grazie alla lotta e alla compattezza di tutti i lavoratori insieme al sindacato.”

Per lo stabilimento di Forlì, l’azienda ha prospettato il rafforzamento dei piani cottura a gas della fascia Premium e il potenziamento dei forni Steam Crisp e pirolitici. Un’inversione di tendenza rispetto alla proposta iniziale che prevedeva la dismissione del settore dei piani cottura e quasi 400 esuberi sul sito forlivese.

“Le rassicurazioni emerse al tavolo ministeriale vanno nella direzione giusta, ma la partita per il nostro territorio si gioca sul merito industriale e sui numeri concreti”, sottolinea la FIM CISL Romagna. “Non bastano gli impegni di principio: occorrono garanzie trasparenti su come verranno ripartite le uscite volontarie tra i diversi siti, ma soprattutto risposte certe sui volumi di produzione per saturare gli impianti e garantire la stabilità futura dello stabilimento. Se le uscite comportano la perdita di professionalità chiave, servono ammortizzatori sociali robusti, politiche attive mirate e strumenti come la staffetta generazionale per garantire il ricambio e non lasciare indietro nessuno.”
“Lo stabilimento di Forlì costituisce un presidio industriale ed economico imprescindibile per la Romagna, per il tessuto produttivo locale, per l’indotto e per le tantissime famiglie coinvolte”, conclude la sigla sindacale. “Accogliamo con favore l’apertura del tavolo e il confronto sulla competitività europea per energia e CBAM, ma pretenderemo il rispetto rigoroso degli accordi aziendali vigenti e un piano industriale che garantisca lavoro e dignità a lungo termine.”

Il percorso negoziale proseguirà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il tavolo plenario fissato per il prossimo 29 ottobre. La FIM CISL Romagna affronterà ogni singolo punto della trattativa con rigore e trasparenza, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e in stretto raccordo con le istituzioni locali e regionali.