venerdì, Agosto 28, 2026
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Tensioni in Medio Oriente, Confartigianato Cesena: export moda e macchinari in forte calo

(Sesto Potere) – Cesena – 28 agosto 2026 – La tensione geopolitica in Medio Oriente si traduce anche in un pesante contraccolpo per le imprese che esportano. Nei quattro mesi del conflitto, l’export italiano verso l’area è diminuito del 22,7%, una flessione di ben 14 punti superiore alla media dell’Unione europea, ferma al -8,7%.

In valore assoluto, l’Italia ha perso 2,162 miliardi di euro di esportazioni. Un dato che, secondo Confartigianato Cesena, deve essere letto con particolare attenzione perché il Medio Oriente rappresenta uno sbocco importante per numerose produzioni del made in Italy e per filiere nelle quali la presenza delle micro e piccole imprese è significativa.

Negli ultimi dodici mesi a giugno 2026, alimentare, moda, legno e arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria hanno esportato nell’area 7,703 miliardi di euro, pari al 29,2% dell’export complessivo verso il Medio Oriente. Nei quattro mesi di guerra questi comparti hanno registrato complessivamente una contrazione del 17,3%.

Particolarmente pesante il dato della moda, con un calo del 33,7%, mentre pelletteria e prodotti in pelle arretrano addirittura del 44,1%. I mobili perdono il 14,4%, le altre manifatture il 14,9% e l’alimentare il 7,7%.

In controtendenza i prodotti in metallo, che segnano un +2,3%. La crisi si riflette direttamente anche sul sistema produttivo regionale. Nei settori a maggiore presenza di MPI, l’Emilia-Romagna registra un calo dell’export verso il Medio Oriente del 19,9%. Un dato particolarmente significativo per una regione dove manifattura, artigianato, subfornitura e piccola impresa costituiscono una parte essenziale della competitività.

Il riflesso riguarda inevitabilmente anche Cesenate e Romagna, territori fortemente inseriti nelle filiere regionali e nazionali dell’export.

«Il dato dell’Emilia-Romagna – evidenzia Confartigianato Cesena – conferma quanto le tensioni geopolitiche possano arrivare direttamente ai bilanci delle imprese. Per le piccole aziende, che hanno meno strumenti per assorbire shock improvvisi, diventa ancora più importante diversificare mercati e clienti». A preoccupare è anche la flessione del 18,6% dei macchinari, principale tipologia produttiva esportata nell’area: un comparto che coinvolge numerose filiere di subfornitura e lavorazioni specializzate.

«Non dobbiamo arretrare sull’internazionalizzazione – conclude Confartigianato Cesena – ma rafforzare gli strumenti che consentono alle imprese di affrontare mercati sempre più instabili. La qualità e la specializzazione delle nostre aziende restano un punto di forza: ora occorre accompagnarle nella diversificazione degli sbocchi commerciali e nella gestione del rischio geopolitico».