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TAAF e Parents for Future Forlì chiedono “consumo di suolo zero” nel prossimo Piano Urbanistico Generale

(Sesto Potere) – Forlì – 4 dicembre 2023 – Ornella Mordenti, coordinatrice del TAAF-Tavolo delle Associazioni Ambientaliste del Comune di Forlì, interviene con una nota dedicata alla situazione del consumo di suolo nel nostro territorio.

“Il suolo – evidenzia – è il sistema più complesso della Terra ed è vivo; è concentrato in uno strato sottile di circa 1 metro costituito da argilla, sabbie e limo, ma soprattutto da materia organica dove si apre/chiude il ciclo del carbonio, l’elemento della vita. Milioni di organismi viventi vi lavorano per generare quell’humus che è la base della alimentazione vegetale e della biodiversità. La sua perdita è per sempre! Questo suolo assorbe molta più CO2 della vegetazione ed è una gigantesca spugna che trattiene fino a 3,8 milioni di litri di pioggia per ettaro: questo spiega facilmente perché, continuando a cementificare, la quantità d’acqua esondabile è sempre maggiore. Le cementificazioni stanno dilapidando questo patrimonio”.

“Tutto questo gli amministratori non lo ritengono così importante da condizionare le scelte urbanistiche, ma prediligono rapide rendite economiche, non capendo che così continueranno a presenziare impotenti ai prossimi danneggiamenti ambientali, alluvioni, esondazioni, dissesto idrogeologico, ma anche siccità e temperature insopportabili che il clima, sempre più inclemente ci riserverà. I danni causati dalla perdita di suolo riguardano tutti i cittadini e in Italia sono stimati intorno agli 8 miliardi all’anno, una spesa che senz’altro rallenta la ripresa del nostro paese. Il Comune di Forlì sta ancora consumando suolo con la costruzione di medie strutture inutili, altri circa 320.000 mq. di consumo previsti”: aggiunge Ornella Mordenti.

Si indicano: Polo H, previsto a Vecchiazzano che prevede la costruzione di bar, ristoranti, supermercati, casa di riposo per oltre 8.000 mq. di superficie; Polo Formi, zona autostrada, già in costruzione che comprende 24 negozi e servizi per un totale di 75.000 mq. di suolo; e Polo Alpaca a Villa Selva che prevede la costruzione di un centro logistico per un totale di 240.000 mq di suolo.

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) e Parents for Future Forlì dicono “basta a queste scelte” che si ritengono “orientate esclusivamente ad un ritorno economico (per pochi) senza alcun rispetto per l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini. E’ sbagliato continuare a costruire nuove infrastrutture con ulteriore consumo di suolo e non recuperare invece tutte le strutture abbandonate che si trovano sul territorio forlivese. Poi fra pochi anni anche tutti questi nuovi centri commerciali chiuderanno e creeranno nuovi scheletri con tutto ciò che ne consegue a livello ambientale”.

Le due associazioni lanciano un appello all’amministrazione comunale affinché nel prossimo Piano Urbanistico Generale, che si sta definendo ma di cui dicono “non aver più avuto notizie sui risultati degli incontri” si preveda “consumo di suolo zero, non prendendo in considerazione nemmeno il 3% ancora concesso visto l’enorme consumo di suolo di questi anni”.

“Nel PUG vi deve essere solo riuso e rigenerazione di suoli e fabbricati. In tal senso, servono azioni concrete di censimento del patrimonio edilizio non utilizzato o abbandonato e un sistema di incentivi per il recupero di tale patrimonio. Nel Piano del Commercio del 2017 erano state previste 77 aree idonee, 51 sono state attuate o sono in fase di attuazione” aggiungono Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì e Parents for Future Forlì che chiedono di: “togliere dal PUG queste 51 aree ancora non assegnate e di trasformarle in zone verdi, con piantumazione di alberi e creazione di giardini”.

TAAF e Parents for Future Forlì annunciano infine che continueranno ad insistere “perché si affermi una visione di città che assuma la priorità della tutela ambientale e promuova un utilizzo del territorio coerente con essa, contrastando iniziative, come quella dell’apertura di nuovi supermercati o aree commerciali, che ripropongono una vecchia e superata idea di sviluppo del consumo e del commercio non più sostenibile”.