(Sesto Potere) – Roma – 2 ottobre 2026 – “La disponibilità di posti e i costi degli asili nido sono un nodo ancora irrisolto nel nostro Paese. Il costo dei servizi per la prima infanzia continua a rappresentare una voce significativa per molte famiglie, con delle evidenti disparità territoriali che si aggiungono a quelle già esistenti nella disponibilità e nell’accessibilità dei servizi”.
Questa in sintesi è la valutazione del sindacato Uil che a livello nazionale ha condotto uno studio sul tema (uno studio sui servizi educativi alla prima infanzia a cura del servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Mezzogiorno, Immigrazione della Uil) attraverso un’indagine effettuata Comune per Comune, attraverso la consultazione di siti istituzionali, regolamenti, delibere e tariffari pubblicati dalle amministrazioni locali.
Per rendere omogenei e confrontabili i dati, la Uil ha adottato come parametro di riferimento un/una bambino/a frequentante l’asilo nido comunale a tempo pieno, considerando, ove previsto separatamente, anche il costo della refezione calcolato su 20 pasti mensili. Le tariffe
sono state rilevate per le fasce di ISEE fino a 15mila euro e fino a 25mila euro, e sono state elaborate applicando, nei Comuni che lo prevedono, le formule di calcolo o i sistemi di tariffazione personalizzata stabiliti dalle amministrazioni.
Il sindacato ha aggiunto che: “non sempre le informazioni su rette, fasce ISEE, modalità di calcolo e costi della refezione, sono pubblicate in modo chiaro, aggiornato e facilmente accessibile” e che in alcuni casi “le informazioni risultavano assenti, incomplete, non aggiornate o di difficile interpretazione, tanto che si è dovuta integrare la ricerca attraverso contatti telefonici e richieste inviate tramite posta elettronica agli uffici comunali competenti”.
Detto questo, emerge nella classifica che: “l’asilo nido è gratuito solo nel Comune di Mantova. Negli altri casi, invece, non solo i servizi per la prima infanzia non sono gratuiti, ma prevedono costi decisamente differenti tra un Comune e l’altro. Per i nuclei familiari con un figlio/a e un ISEE fino a 15mila euro, si passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per le famiglie con un/a figlio/a e un ISEE fino a 25mila euro, similmente, si passa dai 100 euro mensili sempre di Catanzaro ai 550 euro di retta del Comune di Imperia”.
Le città più virtuose, per i nuclei familiari con un figlio/a e un ISEE fino a 15 mila euro, sono Mantova, con una spesa mensile complessiva di 60 euro, seguite da Catanzaro, con una spesa complessiva di 80 euro, Ragusa con 110 euro seguita da Trapani con 111 euro e Parma con una spesa di 132 euro.
Le cinque città più care invece, sempre considerando la combinazione tra retta e costo del servizio mensa, sono Belluno con 553 euro mensili, Prato con 504 euro, Biella con 491 euro, Cuneo con 488 euro e, infine, Pistoia con 487 euro. La stessa iniquità si registra anche per i nuclei familiari con un figlio/a e con un ISEE fino a 25 mila euro.
Si confermano tra le città più virtuose (cioè meno care) Catanzaro, con una spesa mensile complessiva tra retta e mensa di 100 euro, Mantova con 102 euro e Ragusa, con 170 euro, Agrigento con 200 euro seguita da Parma con una spesa mensile di 223euro.
Le città più care, invece, sono Udine, con un costo mensile di mensa e nido di 645 euro, Sondrio con 641, Pistoia con 640 euro, Torino con 618 euro e, infine, Varese con ben 605 euro.

.
.

