(Sesto Potere) – Forlì – 25 maggio 2026 – Il Comitato di Quartiere Romiti di Forlì comunica di non potere “più aspettare” e spiega: “Sono passati tre anni dall’alluvione che nel maggio 2023 ha colpito profondamente Forlì e in particolare i Romiti, lasciando nelle famiglie paura, angoscia e un senso di vulnerabilità che ancora oggi accompagna ogni nuova allerta meteo. I cittadini ricordano ancora l’acqua nelle case, il rumore della devastazione, il fango, le urla e il timore di perdere tutto. Da allora sono trascorsi tre anni di promesse, incontri pubblici, tavoli tecnici, rassicurazioni e annunci, ma la realtà è che il nuovo impianto idrovoro Fontana 2 in Via Martiri dele foibe non è ancora stato avviato”.
“In questi anni ai residenti è stato ripetuto che: “la sicurezza del territorio sarebbe stata una priorità assoluta”. Sono stati annunciati: “finanziamenti, illustrati cronoprogrammi e prospettate partenze dei lavori prima entro il primo semestre del 2025 e poi rinviate al 2026”. Nel frattempo, però, sul territorio non si vede alcun cantiere in merito all’idrovora Fontana 2, nè operai o date certe, mentre il quartiere continua a convivere con una fragilità evidente e con la paura concreta che un’altra emergenza possa ripetersi”: con queste premesse il Comitato di Quartiere Romiti, rappresentato dal coordinatore Stefano Valmori, chiede “con forza” che: “tutti gli enti coinvolti in particolare il Consorzio di Bonifica, Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, struttura commissariale e autorità competenti si assumano finalmente fino in fondo la responsabilità politica, tecnica e morale di questa situazione”.
“Il Fontana 2 non è un’opera secondaria: è un’infrastruttura fondamentale per la gestione delle acque consortili e per la sicurezza idraulica del quartiere Romiti e del fiume Montone. Qui non si parla soltanto di lavori pubblici, ma della protezione delle famiglie, delle case, delle attività e della serenità delle persone. La paura, infatti, non è teorica ma reale. Lo si è visto nuovamente il giorno di Natale del 2025, quando il quartiere ha vissuto momenti di forte tensione e apprensione. Molte famiglie hanno rivissuto l’incubo del 2023 guardando il fiume con lo stesso terrore di allora e temendo che tutto potesse accadere ancora. Questo dimostra chiaramente che il problema non è stato risolto e che il territorio non è ancora sicuro”: spiega, ancora, il Comitato di quartiere Romiti che ritiene: “che il tempo delle attese sia finito”.

“Non è più accettabile chiedere ai cittadini ulteriore pazienza, né continuare a parlare di progettazioni future mentre chi vive ai Romiti continua a sentirsi esposto e vulnerabile. Non bastano interventi tampone, rattoppi agli argini o opere provvisorie per affrontare un’emergenza che ormai è strutturale. Il cambiamento climatico corre molto più velocemente della burocrazia e mentre la natura accelera, le risposte delle istituzioni sembrano restare ferme”: aggiunge il Comitato di Quartiere Romiti che vuole quindi essere molto chiaro: “non accetterà più rinvii, né ulteriori rassicurazioni prive di risultati concreti. Le famiglie del quartiere meritano rispetto e il rispetto passa attraverso fatti concreti.”
Per questo dal Comitato di quartiere Romiti viene chiesto ufficialmente al Consorzio di Bonifica di spiegare con assoluta chiarezza: “perché i lavori del Fontana 2 non siano ancora partiti e quando inizieranno realmente; alla Regione Emilia-Romagna di vigilare e pretendere tempi certi per un’opera fondamentale per la sicurezza pubblica; al Comune di Forlì di esercitare con determinazione il proprio ruolo di controllo e tutela verso gli enti responsabili; alla struttura commissariale di garantire che le risorse stanziate si traducano finalmente nel cantiere e opere reale in merito al Fontana 2; e a tutte le istituzioni coinvolte di smettere di rincorrere l’emergenza e iniziare finalmente a prevenirla”.
“Oggi non è più in gioco soltanto un’infrastruttura, ma la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, la credibilità delle promesse fatte dopo l’alluvione e la serenità di centinaia di famiglie che da tre anni vivono nell’incertezza. Il quartiere Romiti non chiede privilegi: chiede sicurezza, rispetto, verità, trasparenza e tempi certi. Chiede che il Fontana 2 diventi finalmente realtà. Ogni giorno perso aumenta la paura, ogni mese di ritardo espone il territorio a nuovi rischi e ogni promessa non mantenuta allontana i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni. Non possiamo più permetterci immobilismo né aspettare una nuova emergenza per comprendere quanto sia urgente intervenire. Se davvero la sicurezza del territorio è una priorità, allora è arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti. I cittadini dei Romiti sono stanchi di vivere sospesi, stanchi di sentirsi dire che “serve tempo” e stanchi di vedere la politica e gli enti rincorrere procedure mentre le persone convivono con la paura”: conclude il quartiere Romiti che – per in ultimo – vuole sapere “definitivamente e concretamente” quando partiranno i lavori del Fontana 2, con “una data certa, un cronoprogramma pubblico, responsabilità precise e totale trasparenza”.
E soprattutto il Coordinatore del Quartiere Romiti Stefano Valmori a nome del Comitato: “vuole vedere finalmente il cantiere partire. Perché la sicurezza non può più aspettare. E perché i Romiti non resteranno più in silenzio”.


