Parma – 31 luglio 2026 – Una decisione unanime quella presa oggi dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (ADBPO), con una condizione di severità idrica che passa ad “ALTA” per l’intero Distretto.
In base all’analisi dei dati idrologici e climatici e alle proiezioni modellistiche per le prossime settimane analizzati nella seduta odierna, tutti i membri dell’Osservatorio (Ministeri, Regioni, istituti di ricerca, associazioni di categoria, multiutility) hanno condiviso la necessità di innalzare ulteriormente la condizione di severità idrica per l’intero distretto padano.
Nei prossimi giorni la Segreteria Tecnica dell’Autorità di Distretto, per conto dell’Osservatorio e conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 63bis, comma 3, del D.lgs. 152/06) provvederà ad inviare al Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile una relazione per informare sulle condizioni generali di disponibilità idrica nel Distretto evidenziando le principali criticità con particolare riferimento al settore delle forniture idropotabili.
Attualmente sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia in cui si registrano criticità nell’ambito degli approvvigionamenti. In diversi di questi, già da diversi giorni si sta facendo ricorso all’uso di autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti al fine di garantire continuità di servizio alle popolazioni (fonte: Utilitalia).
La maggior parte di questi comuni, tra l’altro, ha già provveduto ad adottare ordinanze locali per un utilizzo il più possibile oculato dell’acqua.
Nei prossimi giorni, complice la riduzione degli afflussi e delle portate nelle principali sezioni del fiume Po ci si aspetta anche una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta, con un possibile interessamento anche centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po (Rovigo).
Purtroppo, le proiezioni modellistiche non lasciano presagire possibilità di miglioramenti significativi nella disponibilità idrica, come confermato dal Segretario Generale dell’ADBPO, Alessandro Delpiano: “La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture a cominciare dal riso”.
Di seguito il dettaglio della situazione in Emilia-Romagna dove il fiume Po attraversa o lambisce le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara.
In Emilia-Romagna giù in picchiata le percentuali di riempimento degli invasi di Mignano (24,8%) e Molato (15,5%); migliore invece la situazione nel Bolognese, dove Suviana (92%), Brasimone (67%) e Renovivo (78%) consentono di soddisfare i bisogni del territorio. Bene anche per le dighe di Ridracoli (Forlì-Cesena) e del bacino del Conca (Rimini).
Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: Piacenza 186 metri cubi al secondo; Cremona 210 m3/s; Boretto (RE) 238 m3/s; Borgoforte (MN) 258 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 303 m3/s (confermata in lenta, progressiva discesa).
Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa dunque ad “alta”. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 6 agosto.
Fonte notizia e foto Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po – adbpo.it

