(Sesto Potere) – Rimini, 5 ottobre 2026. Si è chiuso ieri al Palacongressi di Rimini il 127° Congresso Nazionale della SIMI – Società Italiana di Medicina Interna, la più antica società medica italiana, che conta 5.230 soci. Dal 2 al 4 ottobre oltre 2.000 medici internisti, Società scientifiche e istituzioni si sono confrontati su multimorbilità, fragilità e cronicità, ma anche su temi caldi come il ruolo dei vaccini nella prevenzione diretta e indiretta, aderenza terapeutica, appropriatezza clinica e intensità di cura con l’obiettivo di avere una medicina interna capace di integrare competenze e tecnologie per la presa in carico del paziente complesso, dalla fase acuta al territorio.
La tre giorni congressuale ha visto susseguirsi 56 sessioni scientifiche, la presentazione di oltre 700 abstract, letture magistrali, tavoli istituzionali e workshop.
“Il paziente moderno è un paziente estremamente complesso che richiede una visione olistica. La grande affluenza a questo Congresso ha confermato quanto la medicina interna possa essere sia un pilastro portante della cura dei pazienti sia il raccordo tra le specializzazioni”, ha sottolineato il professor Nicola Montano, Presidente della Società Italiana di Medicina Interna.
Il Congresso ha offerto importanti momenti di dibattito istituzionale. Venerdì 2 ottobre si è discusso di Intensità di cura in medicina interna e della necessità di ripensare il modello organizzativo ospedaliero tradizionale superando la classica divisione per reparti specialistici e integrando nei reparti di medicina interna competenze e tecnologie di semintensiva che consentano di trattare adeguatamente i pazienti con un’intensità di cura medio-alta. Il workshop ha visto l’intervento di Walter Bergamaschi, direttore della Direzione generale della programmazione e dell’edilizia sanitaria del Ministero della Salute, che ha sottolineato come ottimizzare il percorso di cura tra ospedale e territorio sia essenziale per ridurre i ricoveri evitabili e garantire continuità assistenziale dopo le dimissioni, e Giorgia Duranti, Responsabile tecnico Indicatori PNE di AGENAS, che ha evidenziato come dati chiari e interconnessi siano decisivi per la governance a livello nazionale, regionale e delle aziende sanitarie.
“Il taglio del 31% dei posti letto in Medicina Interna dal 2003 al 2023, unito a un 25% di reparti occupati da bed blocker, è la vera causa del sovraffollamento nei Pronto Soccorso – ha commentato il professor Montano -. Per risolvere questa emergenza serve una profonda riorganizzazione: ospedale e territorio devono integrarsi in un unico sistema di presa in carico, senza il quale continueranno a crescere liste d’attesa e ricoveri impropri. Durante il congresso la discussione sulle trasformazioni organizzative necessarie ha fatto emergere con ancora maggiore impellenza il bisogno di far procedere insieme innovazione e sostenibilità nel Servizio Sanitario Nazionale”.
Grande attenzione al tema della disabilità. Il modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) è stato oggetto di un tavolo istituzionale molto partecipato che ha messo alla luce dati allarmanti: le persone con disabilità hanno un’aspettativa di vita inferiore di circa 20 anni a causa di fattori di rischio correlati allo stile di vita, di determinanti sociali e di una peggiore assistenza sanitaria. I numeri evidenziano come il 49% delle morti sarebbe evitabile (studio UK) e nel 25% dei casi le persone si sarebbero potute curare. Lo studio “Association of Intellectual Disability with Delayed Presentation and Worse Outcomes in Emergency General Surgery” entra nel merito in particolare delle persone con disabilità intellettiva: questi pazienti hanno il 31% di probabilità in più di presentare una malattia più grave; il 71% in più di avere una complicanza; e il 143% di probabilità in più di mortalità ospedaliera. La discussione del tavolo ha sottolineato come un’adeguata formazione e diffusione del modello DAMA a livello ospedaliero possa ridurre drasticamente questi numeri a favore di una gestione clinica senza disparità di trattamento del paziente con disabilità.

Fari puntati anche su temi di grande attualità, come il ruolo dei vaccini contro Herpes Zoster, Influenza, Covid o Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) non solo per evitare una riacutizzazione del virus ma anche nella prevenzione indiretta degli eventi cardiovascolari e cerebrovascolari. Studi recenti mostrano un rischio circa doppio nelle prime due settimane successive all’infezione da zoster e superiore del 20% a sei mesi dall’episodio, che si traduce in una riduzione del rischio di ictus e infarto nell’ordine del 20% nei soggetti vaccinati.
Si è parlato di aderenza terapeutica nei pazienti ipertesi e di come questa si possa migliorare grazie alla costituzione di un’alleanza terapeutica medico-paziente, che veda quest’ultimo protagonista del suo percorso di cura. Ma anche di come la terapia debba necessariamente essere personalizzata sulle esigenze e caratteristiche del singolo paziente, in considerazione di fattori che vadano oltre le linee guida e che comprendano stile di vita, condizioni fisiche e socio-ambientali, età. Un focus è stato fatto anche sui nuovi farmaci e in particolare sulle formulazioni “Single-Pill Combination”, che combinano più principi attivi in un’unica compressa agevolandone l’assunzione, soprattutto in pazienti anziani e comorbidi.
Tra i momenti di maggiore prestigio, la consegna del SIMI International Award a Richard Horton, editor-in-chief della rivista scientifica The Lancet, che ha portato sul palco del Congresso una riflessione sul ruolo della scienza e della medicina in una fase di profonde trasformazioni. Al centro del suo intervento un’idea di scienza come ricerca aperta, libera da pregiudizi e capace di mettere continuamente in discussione le proprie convinzioni, seguendo la direzione indicata dai fatti. Così come la consegna del Premio SIMI per la Solidarietà alla Comunità Papa Giovanni XXIII per le iniziative di inclusione in ambito sanitario.
Il simposio ha celebrato anche la dimensione umana della professione con la premiazione del Contest di scrittura creativa in collaborazione con la Scuola Holden. I circa 100 racconti presentati dai medici internisti hanno restituito gli aspetti più intimi del rapporto con i pazienti e le loro famiglie.
Infine, domenica 4 ottobre alle ore 13.00, a conclusione dei lavori, sono stati conferiti i Premi Giovani Ricercatori SIMI (intitolati a Giuseppe Licata, Mario Condorelli e Alberto Malliani) insieme ai riconoscimenti per le migliori comunicazioni orali e i migliori poster.
Il 127° Congresso ha segnato il debutto ufficiale di SIMICURA.it, il nuovo portale di divulgazione medico-scientifica della SIMI, e di IPPOCRATE SIMI un software in fase di sviluppo per la formazione nella relazione empatica attraverso un framework che utilizza l’AI per simulare profili comportamentali persistenti.

