(Sesto Potere) – Rimini – 1 settembre 2026 – Nelle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato Questura di Rimini, in particolare personale delle Volanti della Questura, ha tratto in arresto un giovane di nazionalità nigeriana, resosi responsabili dei reati di furto in abitazione e tentata estorsione.
Nello specifico, intorno alle ore 01.55 circa, personale delle Volanti interveniva a seguito di segnalazione da parte della S.O. in una struttura ricettiva di Viale Cirene poiché era giunta una chiamata al NUE 112 da parte di un uomo lì alloggiato che riferiva di aver subito un furto da parte di un soggetto straniero a lui sconosciuto.
Nella fattispecie il richiedente, asseriva che alle precedenti ore 01:40 circa, mediante l’utilizzo dell’applicazione di incontri Grindr prendeva contatti con un uomo al fine di avere rapporti sessuali con quest’ultimo.
Pochi minuti dopo, l’uomo, giungeva presso l’hotel per incontrare il richiedente nella stanza. Una volta all’interno l’uomo chiedeva alla vittima una somma pari a 100 euro, ricevendo risposta negativa.
A quel punto, il soggetto iniziava ad agitarsi, insistendo con la richiesta sopracitata ed iniziava a frugare tra gli effetti personali che erano nella camera, per poi impossessarsi del telefono cellulare della vittima e lasciare la struttura.
In tale circostanza, sul balcone della camera, era presente un amico della vittima, il quale riferiva di non aver assistito a tutti i fatti sopracitati, ma una volta appreso quanto accaduto lo aiutava mediante il suo telefono a contattare il NUE 112.
Negli istanti successivi, la vittima, mediante un secondo telefono da lui posseduto, attraverso l’applicazione sopra menzionata si rimetteva in contatto con il presunto reo, chiedendo gli venisse restituito il proprio cellulare, ma alla richiesta lo straniero confermava la tesi, ovvero che glielo avrebbe restituito solamente in cambio della somma da lui precedentemente richiesta. A seguito di questa conversazione i due si davano appuntamento sulla pubblica via, davanti all’Hotel in questione.
Pochi istanti prima dell’incontro, tre equipaggi giungevano in loco, prendendo subito contatti con il richiedente presente in strada, il quale riferiva quanto sopracitato e mediante il secondo cellulare da lui posseduto mostrava tramite apposita applicazione la posizione in tempo reale del primo cellulare in possesso del reo.
Il dispositivo, infatti, risultava essere ancora acceso ed in movimento, nelle immediate vicinanze della struttura ricettiva.
Pertanto, gli agenti assieme al richiedente andavano nella direzione indicata, notando un soggetto che veniva immediatamente riconosciuta dalla vittima, per poi fermarlo e sottoporlo a controllo.
Lo straniero decideva di riconsegnare di sua spontanea volontà il bene asportato di proprietà della vittima, estraendolo dalla tasca e confessando di essersene impossessato in quanto non aveva ricevuto il denaro da lui richiesto alla vittima.
L’uomo veniva accompagnato presso gli uffici della Questura per essere sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici tramite i quali venivano accertate le generalità precedentemente dichiarate.
A seguito degli accertamenti di rito l’uomo veniva tratto in arresto e sottoposto al rito Direttissimo fissato per la data odierna.

