(Sesto Potere) – Ravenna – 6 novembre 2026 – Si sono conclusi a Ravenna gli interventi sugli impianti idrovori della città, realizzati dal Gruppo Hera nell’ambito di un piano da oltre 3 milioni di euro per rinnovare le infrastrutture e migliorarne l’efficienza, la sicurezza e l’affidabilità. I lavori sono stati finanziati con i fondi del PNRR destinati alla ricostruzione post-alluvione, stanziati con l’ordinanza commissariale del 2024.
Gli interventi realizzati
Sei gli impianti principali coinvolti dal cantiere, durato dodici mesi e seguito da tecnici e progettisti di Hera insieme a fornitori esterni. A Porto Corsini e Marina di Ravenna sono stati rinnovati e sostituiti tutti i gruppi pompanti. In tutti gli impianti idrovori di Ravenna sono stati sostituiti sia i generatori di emergenza, che assicurano il funzionamento in caso di blackout, sia i generatori di potenza, che supportano l’attività ordinaria. L’impianto Sapir ha ricevuto quattro nuovi sgrigliatori e nuovi quadri elettrici e di automazione, mentre l’impianto Nord Città è stato oggetto di una riqualificazione strutturale dei manufatti e dei relativi quadri elettrici e di automazione.
A cosa servono gli impianti idrovori
Il territorio di Ravenna è pianeggiante, con ampie zone al livello del mare o più basse a causa della subsidenza: nei temporali più intensi l’acqua fatica quindi a defluire naturalmente.
“La motivazione principale alla base di queste opere è l’allontanamento degli scarichi di scolmatura della fognatura mista o bianca e lo smaltimento delle acque meteoriche dei rispettivi bacini urbani – spiega Francesco Maffini, responsabile Operations Idrico Romagna della Direzione Acqua del Gruppo Hera. – Gli impianti sollevano forzatamente i volumi d’acqua in eccesso accumulati nelle reti fognarie durante gli eventi meteorici e li convogliano verso i corpi ricettori finali, il Canale Candiano o i Fiumi Uniti, impedendo o riducendo il rischio di rigurgito delle reti e il conseguente allagamento delle aree stradali e residenziali. Sono impianti che svolgono quindi una funzione peculiare e specifica di questo territorio”.
I quattro impianti storici
Il sistema comprende anche quattro impianti storici. Il Nord Città, in via Pomposa, è il più grande della città: raccoglie le portate della fognatura mista del bacino settentrionale e le immette nella parte alta del Canale Candiano attraverso due sgrigliatori e sei pompe, con una portata massima di circa 19 metri cubi al secondo. Il Bidente, in circonvallazione Piazza d’Armi, drena le acque piovane dell’omonimo bacino urbano grazie a quattro sgrigliatori e quattro pompe, per una portata di circa 14 metri cubi al secondo.
Il Nuova Pirano, in zona Darsena, è stato realizzato tra il 2022 e il 2023 nell’ambito di un progetto Heratech con il Comune di Ravenna, in sostituzione della precedente idrovora di via Pirano risalente agli anni Ottanta: conta cinque pompe e una portata di circa 4 metri cubi al secondo. Il Fiumi Uniti, nel comparto sud della città, pompa le acque meteoriche nell’omonimo corso d’acqua tramite tre pompe, per una portata di circa 3 metri cubi al secondo.
“La sicurezza idraulica – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna Massimo Cameliani – è una priorità per il nostro territorio e richiede infrastrutture efficienti e costantemente aggiornate. La conclusione di questi interventi rappresenta un importante rafforzamento della capacità degli impianti idrovori di rispondere agli eventi meteorologici più intensi, a tutela della città e delle comunità. Proseguire in questa direzione significa investire concretamente nella prevenzione e nella capacità di Ravenna di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici”.

