(Sesto Potere) – Forlì – 6 novembre 2026 – Un incontro a tutto campo a livello di area vasta su una delle questioni più urgenti per lavoratori, imprese e cittadini: l’emergenza abitativa. Da un lato Legacoop Romagna, associazione cooperativa che ha da poco presentato un proprio documento sul tema, dall’altro Cisl Romagna, organizzazione sindacale che sul diritto alla casa ha mantenuto un alto profilo di attenzione in tutte le province in cui opera.
I bisogni abitativi, questa l’analisi di partenza comune, negli ultimi anni sono cambiati profondamente in tutto il territorio, spinti dall’aumento del costo della vita e da fenomeni contingenti come la presenza universitaria e la diffusione delle locazioni brevi turistiche.
Il tema riguarda non solo le famiglie e i lavoratori, ma anche il tessuto produttivo: molte imprese faticano a reperire personale disposto a trasferirsi in zona proprio a causa della carenza di alloggi, con evidenti ricadute negative sullo sviluppo economico.
L’incontro ha coinvolto i vertici delle due organizzazioni. Per Legacoop Romagna erano presenti il presidente Paolo Lucchi, la responsabile delle Attività sindacali Simona Benedetti e la responsabile dell’area di Rimini Giorgia Gianni. Cisl Romagna era rappresentata dal segretario generale Francesco Marinelli e dal segretario del Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) di Cisl Romagna, Luca Giacobbe.
«La battaglia per il diritto alla casa – dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – ci accomuna a tutte le parti sociali e, in particolare, a un sindacato che presidia il nostro stesso livello di area vasta. Ringraziamo dunque Cisl Romagna per l’attenzione e la concretezza con cui si è confrontata con noi. L’auspicio comune che abbiamo registrato è di aprire al più presto un tavolo di lavoro fra tutte le parti in causa, dalle istituzioni fino alle componenti economiche e sociali. Il nostro documento di proposte spazia dalle possibili modifiche alla Legge regionale 24/2001 agli interventi sul patrimonio delle ACER, passando per un utilizzo alternativo di una quota del patrimonio immobiliare delle Case del Popolo, le foresterie per i lavoratori e il rilancio della cooperazione di abitanti, uno strumento che nel nostro territorio esprime ancora ampi margini di crescita potenziale»..

