(Sesto Potere) – Forlì – 19 giugno 2026 – Presentato questa mattina in conferenza stampa il progetto “Le Macchine Barocche: Fede, Carità e Spettacolo Civile”, un’iniziativa di valorizzazione storica e culturale dedicata alle antiche confraternite dei Battuti di Forlì e al loro ruolo nella costruzione di un sistema cittadino di assistenza, solidarietà e partecipazione civica.
Un progetto ideato e realizzato dall’associazione culturale Metropolis Aps, in collaborazione con l’associazione culturale Teatro delle Forchette e la Diocesi di Forlì-Bertinoro. Con l’apporto della Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Hanno illustrato i dettagli dell’iniziativa – all’interno della sala d’onore della Diocesi di Forlì-Bertinoro, sede del Vescovado di Forlì – Marco Colonna, presidente di Metropolis; il Vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza; l’architetto Claudio Giannelli, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Diocesi di Forlì-Bertinoro; Umberto Pasqui, vicepresidente di Metropolis e Mario La Piano, socio Metropolis.
Presenti anche all’inaugurazione della mostra – con il rito del taglio del nastro – anche i soci di Metropolis: Massimo Monti, Idilio Galeotti e Cosetta Gardini e la consigliera regionale Valentina Ancarani.
Il progetto, collegato alla mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee” in corso al Museo Civico San Domenico di Forlì, prevede l’apertura di una mostra – allestita negli stessi locali del Vescovado nei due fine settimana del mese: il 20 e 21 giugno e il 27 e 28 giugno, dalle ore 15 alle 18 – e un convegno a tema che si terrà l’ultima domenica del mese di giugno nel pomeriggio, in orario di apertura della mostra, alle 17, a cura del prof. Mario La Piano.
“L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale forlivese e diocesano e intende contribuire alla conoscenza di una pagina significativa della storia cittadina, rendendola accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Continua, così, la collaborazione di Metropolis con la Diocesi di Forlì-Bertinoro che s’è concretizzata in questi anni con i progetti di apertura delle chiese, della mostra ispirata alla Divina commedia di Dante Alighieri e, impossibile dimenticarlo, del progetto di restauro della tela L’Estasi di San Francesco del Guercino”: ha dichiarato Marco Colonna, presidente di Metropolis.
E l’arch. Giannelli ha aggiunto: “si rafforza con questa iniziativa la collaborazione con l’Associazione Metropolis, che ringraziamo per il lavoro svolto e il prezioso contributo alla valorizzazione del patrimonio e della storia religiosa e civile della nostra comunità”.
“Il progetto nasce dalla volontà di recuperare e reinterpretare le straordinarie “macchine” allegoriche, i carri Barocchi, che nel 1636 sfilarono per le vie della città in occasione delle celebrazioni dedicate alla Madonna del Fuoco. Attraverso un linguaggio contemporaneo, l’iniziativa restituisce il significato storico, sociale e simbolico di queste strutture monumentali, mettendo in luce il contributo delle confraternite allo sviluppo di una cultura della cura e della responsabilità collettiva.
Documentate a Forlì già dal XIII secolo, le confraternite dei Battuti rappresentano una delle più antiche e significative esperienze di welfare comunitario dell’Italia medievale e moderna. Ospedali, assistenza ai poveri, accoglienza dei pellegrini e sostegno ai più fragili costituivano il cuore della loro azione, ispirata ai principi della misericordia e della solidarietà”: ha aggiunto Umberto Pasqui, ideatore della mostra.
Il progetto prevede la messa in posa di sei grandi sagome tridimensionali, ispirate alle incisioni seicentesche che raffigurano le macchine delle confraternite forlivesi: la Salamandra dei Rossi, la Nave di Sant’Elmo dei Verdi, il Carro trionfale dei Celestini, la Selva con l’Arca di Noè dei Bigi, il Carro della Fama dei Bianchi e la Macchina dei Neri.
Le opere sono accompagnate da apparati divulgativi che ne illustreranno il contesto storico e il valore simbolico.
“Più che una rievocazione storica, “Le Macchine Barocche” si propone come un’occasione di riflessione sul rapporto tra memoria, identità urbana e coesione sociale, evidenziando come i temi della cura, dell’inclusione e della dignità della persona conservino una forte attualità”: ha aggiunto Mario La Piano.

