venerdì, Ottobre 16, 2026
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Presentato a Forlì il 9° rapporto Cna sul settore della Nautica

(Sesto Potere) – Forlì – 16 ottobre 2026 – – La nautica italiana, le prospettive di sviluppo del comparto e le sfide che attendono le imprese: questi i temi al centro del convegno che si è svolto venerdì 16 ottobre a Forlì, nel corso del quale i ricercatori di CNA Nazionale hanno presentato il 9° Rapporto sulla nautica, uno strumento di analisi che offre una fotografia aggiornata del settore e delle sue principali dinamiche economiche e produttive.

Sala piena presso la sede provinciale CNA: l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto tra imprese, rappresentanti delle istituzioni e operatori del comparto, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato di salute di una filiera strategica per il Made in Italy e individuare le opportunità che possono sostenere la crescita e la competitività delle aziende.

Nei saluti iniziali, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha sottolineato come la nautica forlivese sia un’eccellenza riconosciuta a cui l’amministrazione è impegnata a dare continuità; il presidente provinciale della CNA Sandro Siboni ha ricordato come il 22% del fatturato nazionale della nautica sia prodotto nella provincia di Forlì-Cesena, così come appartiene alla nostra provincia il 13% degli addetti sul totale italiano. Nell’economia della città di Forlì il PIL prodotto dalla nautica è pari all’8%.

Il presidente della Camera di Commercio di Forlì e Rimini Carlo Battistini ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, mettendo il focus su nautica e aerospazio come settori strategici per il territorio.

Il responsabile nazionale di CNA Nautica Alessandro Battaglia insieme coi ricercatori di CNA nazionale Antonio Murzi e Fabio Piacenti hanno dato il via all’esposizione dei dati. Analizzando le caratteristiche del settore emerge come l’innegabile centralità dei grandi cantieri tenda a sminuire il contribuito assai rilevante proveniente dalle micro e piccole imprese che operano nel settore. Nella nautica da diporto, infatti, le imprese con meno di 50 addetti sono il 98,2% della base produttiva, occupano il 62,8% della forza lavoro, realizzano il 29,9% del fatturato, contribuiscono alla creazione del 35,8% del valore aggiunto. Una filiera ad alto valore aggiunto in cui CNA ha censito ben 38 mestieri diversi.

Una realtà complessa che vede i grandi cantieri cavalcare l’onda delle esportazioni, con una crescita dei volumi importante nell’ultimo quinquennio. A tirare forte, sui mercati internazionali, sono le unità da diporto più grandi (oltre i 12 metri), con propulsione a motore termico. Al boom dei grandi motoryacht fa da contraltare la costante riduzione dei volumi per le unità più piccole, in particolare le barche a vela.

Dal rapporto emerge una generale soddisfazione e tenuta del settore, soprattutto per quanto concerne maggiore capacità di leggere il mercato e della gestione HR, diversificazione di clienti e mercati, maggiore resilienza delle imprese, che dicono di aver imparato dai propri errori del passato.

CNA chiede strumenti adeguati per supportare le imprese nella transizione demografica, digitale ed ecologica, adatti alle micro e piccole imprese che costituiscono la stragrande maggioranza del comparto e necessitano dello status di operatore della nautica per partecipare a bandi e agevolazioni.

Al termine della presentazione dei dati si è aperta la tavola rotonda che ha visto protagonisti Riccardo Mellina, HR Manager del Cantiere del Pardo oltre che presidente di CNA Nautica Forlì-Cesena, Carlo Mazzini CFO di Quick, Elviro Marconi titolare dell’omonimo cantiere e il professor Alessandro Talamelli coordinatore del corso di laurea in Ingegneria nautica di Unibo. A moderare Riccardo Guardigli, referente di CNA Nautica Forlì-Cesena.

Fra i temi emersi, l’importanza della ricerca e della formazione: sul fronte dell’università, sta arrivando a conclusione il primo ciclo del corso di laurea in Ingegneria nautica a Forlì, inoltre nelle Gallerie Caproni a Predappio sarà costruito uno spazio per prove, dedicato al trasferimento tecnologico alle imprese. L’istituto tecnico aeronautico di Forlì ha inserito un corso dedicato alle costruzioni navali, che va a completare l’offerta formativa in cui spicca l’ormai consolidato IFTS per tecnico della filiera nautica di cui CNA Formazione Emilia-Romagna sta progettando la settima edizione.

C’è interesse e attesa verso il recentemente costituito distretto regionale della “Nautica Valley”.

Centrale il tema della filiera: qui a Forlì si realizzano prodotti molto customizzati: la catena di fornitura è fondamentale proprio per poter garantire le tante richieste di personalizzazione che arrivano dai clienti. I grandi player possono rimanere ai vertici a livello mondiale anche grazie a una filiera “ad alto valore aggiunto” in ogni anello della catena del valore.

Se le esportazioni continuano a salire, il mercato interno appare per lo più stagnante con una lieve tendenza in riduzione del numero delle imbarcazioni naviganti ormeggiate nei porti della penisola, segno tangibile della situazione economica del nostro paese.

La piccola nautica, ambito su cui è nato il distretto Forlivese, si è completamente fermata (-18%). Tutto ciò pesa sulla filiera dei servizi, manutenzione ormeggio e rimessaggio.

Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena ha concluso l’incontro, sottolineando come l’andamento del settore della nautica sia in controtendenza con il dato generale della produzione industriale di questo paese: +42% dal 2021, contro un -5,8%. Un dato che testimonia come in questo settore esprimiamo non solo capacità tecniche non comuni ma anche abilità nel leggere il mercato e nel dare valore a quel “made in Italy” che altrove sembra perdere almeno in parte il suo smalto. Il successo italiano è anche un successo emiliano-romagnolo, considerato il peso del nostro distretto, che è secondo per volumi ed occupati solo al polo tirrenico di Viareggio – La Spezia.

La nautica rappresenta un ambito nel quale competenze artigiane, capacità manifatturiera, innovazione tecnologica e qualità delle produzioni si integrano, contribuendo alla valorizzazione del sistema produttivo nazionale. In questo contesto, risulta fondamentale sostenere le imprese nell’affrontare le nuove sfide del mercato, favorendo investimenti, formazione, ricambio generazionale e percorsi di innovazione capaci di rafforzarne il posizionamento competitivo.

Tutti concordano, infine, nel dire che nella nautica si va a lavorare per passione, facendo esperienza in circoli velici e scuole di vela: è da qui che arrivano i futuri professionisti e appassionati di domani. Occorrono politiche che rilancino la cultura del mare e della navigazione che deve tornare ad essere patrimonio non di pochissimi fortunati, ma di un paese intero, attraverso la buona gestione delle infrastrutture e politiche che aumentino l’accessibilità e riducano i costi.

nelle immagini: un momento del convegno CNA di presentazione del 9° Rapporto sulla Nautica di CNA Nazionale e foto di gruppo