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Presentata la 2a stagione di ‘Una Zebra in Corsia’ un podcast sul cancro: “Perché capire è un’azione di cura”

(Sesto Potere) – Cesena – 29 aprile 2026 – Presentata oggi, presso il Prime Center dello IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) a San Cristoforo di Cesena,  la 2a stagione di “Una Zebra in Corsia”, il podcast ideato dalla giovane ingegnera Chiara Pennuti, scomparsa lo scorso anno a causa di un sarcoma, e che affronta il cancro senza tabù, in modo chiaro e diretto. Perché capire è un’azione di cura.

Al podcast, realizzato grazie anche a professioniste e professioniste Prime Center e IRST, è legata una raccolta fondi su piattaforma di crowdfunding a favore della ricerca sui sarcomi.

“Una Zebra in Corsia” è progetto nato per contribuire a un racconto più aperto, consapevole e accessibile della malattia oncologica. Ideato da Chiara Pennuti, paziente oncologica scomparsa nel maggio 2025, il podcast nasce con l’obiettivo di rompere i tabù legati al cancro, affrontando la malattia in modo diretto, trasparente e profondamente umano. Dopo la sua scomparsa, il progetto prosegue oggi grazie all’impegno di un gruppo di amici e familiari, con il coordinamento di Martina Cavallucci, dando continuità alla sua visione.

Un progetto nato dalla comunità

La prima stagione è stata resa possibile grazie a una campagna di crowdfunding che ha coinvolto un’ampia comunità di sostenitori, permettendo non solo la realizzazione del podcast ma anche un sostegno concreto alla ricerca.

Sono stati raccolti oltre 6.000 euro, interamente destinati alla ricerca sui sarcomi presso l’IRST IRCCS di Meldola. In particolare, la donazione ha contribuito a sostenere due linee di ricerca: una focalizzata su approcci immunoterapici innovativi per il trattamento dei sarcomi e una dedicata allo studio delle caratteristiche biomolecolari di questi tumori rari, con l’obiettivo di sviluppare nuovi approcci terapeutici basati su nanofarmaci.

La raccolta fondi è tuttora attiva sulla piattaforma GoFundMe https://www.gofundme.com/f/una-zebra-in-corsia-chiara-pennuti

e resterà aperta per tutta la durata di pubblicazione delle puntate. Quanto raccolto, tolti i soli costi di produzione e diffusione del podcast, sarà devoluto a favore della ricerca sui sarcomi.

Dal racconto all’incontro

La prima stagione, realizzata in collaborazione con IRST IRCCS, ha affrontato temi centrali del percorso oncologico, tra cui comunicazione medico-paziente, psiconcologia, ruolo del caregiver e innovazione tecnologica, attraverso il contributo di pazienti, professionisti sanitari e cittadini.

Il progetto ha trovato anche una dimensione pubblica con l’evento del 27 settembre 2025, all’interno del Festival del Buon Vivere, presso i Musei San Domenico di Forlì, dove il podcast è stato portato dal digitale al vivo, coinvolgendo professionisti, pazienti e cittadini in un dialogo aperto sui temi della diagnosi, della comunicazione e del prendersi cura.

Il progetto continua nella seconda stagione

La nuova stagione rappresenta un’evoluzione del progetto: accanto alla dimensione narrativa, il podcast propone un approfondimento su temi concreti del percorso di cura: alimentazione, attività fisica e diritti del paziente oncologico, argomenti che Chiara Pennuti aveva già individuato come centrali e che oggi vengono sviluppati con il contributo di professionisti e professioniste del settore sanitario.

L’obiettivo è offrire strumenti informativi chiari e accessibili, ampliando lo sguardo sulla cura oltre l’aspetto strettamente clinico, per accompagnare pazienti e caregiver in un percorso più consapevole ed informato.

I temi della seconda stagione

Quattro ambiti chiave sono stati raccontati attraverso il contributo di professionisti e professioniste che ogni giorno lavorano accanto ai pazienti, offrendo uno sguardo concreto su aspetti spesso poco approfonditi del percorso oncologico.

Alimentazione e cancro
Il rapporto tra nutrizione e malattia oncologica è stato affrontato con un approccio scientifico ma al tempo stesso vicino alla quotidianità dei pazienti. Sono intervenuti Sara Boni, dietista del Prime Center IOR, e Giandomenico Di Menna, oncologo dell’IRST del gruppo mammella e ginecologico, approfondendo il ruolo dell’alimentazione come parte integrante del percorso di cura.

Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto delle terapie su appetito, gusto e peso corporeo, così come alla necessità di un approccio personalizzato, capace di adattarsi alle condizioni e ai bisogni della persona. È stato inoltre affrontato il tema della disinformazione, evidenziando i rischi legati a diete estreme o prive di basi scientifiche e sottolineando l’importanza di un’educazione alimentare consapevole e basata su evidenze.

Attività fisica e cancro
Il tema del movimento durante le terapie è stato affrontato da Danilo Ridolfi, trainer oncologico e fisioterapista, Mattia Pirani, trainer oncologico, entrambi attivi presso il Prime Center. L’episodio ha approfondito il valore dell’attività fisica come parte integrante del percorso di cura, non solo per il miglioramento delle capacità fisiche, ma anche per il benessere psicologico e la qualità della vita

Sono stati trattati aspetti concreti legati alla gestione della fatigue oncologica, alla possibilità di adattare l’esercizio in presenza di sintomi come dolore, nausea o spossatezza, e al ruolo della riabilitazione nei percorsi di recupero dopo interventi chirurgici o trattamenti intensivi. È emersa inoltre l’importanza di un accompagnamento professionale, in grado di costruire percorsi sicuri e personalizzati.

Diritti del paziente oncologico
Un tema spesso percepito come complesso e burocratico è stato affrontato con taglio pratico da Daniele Di Pierro, responsabile provinciale del patronato EPACA Forlì-Cesena. L’episodio ha offerto un quadro orientativo sui principali strumenti a disposizione dei pazienti, tra cui invalidità civile, Legge 104, tutele lavorative e sostegni economici, oltre ai servizi di consulenza disponibili per pazienti e caregiver.

È stata evidenziata la difficoltà, per molte persone, di orientarsi in un sistema articolato proprio nel momento di maggiore fragilità, e il ruolo fondamentale dell’accompagnamento da parte di figure competenti. Come sottolineato dallo stesso Di Pierro,
“per rivendicare un diritto è necessario conoscerlo”.

Fine vita e autodeterminazione
La stagione si è chiusa con una riflessione su un tema complesso e delicato, affrontato da Marco Maltoni, direttore della rete cure palliative della Romagna, e Andrea Ansalone, coordinatore della cellula Luca Coscioni “Chiara Pennuti” di Forlì-Cesena, intitolata a Chiara in riconoscimento del suo impegno come volontaria attiva sul territorio.

L’episodio ha affrontato il tema del fine vita mettendo al centro il concetto di dignità della persona, il ruolo delle cure palliative e la possibilità di scelta nei percorsi assistenziali, tra assistenza domiciliare e hospice. Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti di autodeterminazione oggi disponibili, come il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento (DAT), nonché al quadro normativo attuale e al ruolo dell’informazione nel rendere le persone più consapevoli e preparate ad affrontare anche le fasi più delicate della malattia.

Esperienza del paziente

Accanto agli approfondimenti con i professionisti, la stagione dà spazio anche alla voce diretta di chi ha vissuto il percorso oncologico. In questo contesto, Licia, paziente seguita presso IRST e Prime Center, ha condiviso la propria esperienza, offrendo uno sguardo personale e autentico su ciò che accade dopo una diagnosi.

Il racconto ha attraversato le diverse fasi del percorso: dalla scoperta della malattia alle terapie, fino alla gestione degli effetti collaterali, mettendo in luce il modo in cui ciascuna persona prova a trovare il proprio equilibrio tra dimensione clinica, emotiva e quotidiana.

Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di “cura a 360°”, che integra accanto alle terapie farmacologiche anche attività fisica, supporto psicologico e pratiche come mindfulness e meditazione, evidenziando il valore di un approccio che consideri la persona nella sua interezza.

Le voci del progetto

Martina Cavallucci, coordinatrice del progetto:
“Questa seconda stagione nasce dal desiderio di dare continuità a ciò che Chiara aveva iniziato. Portare avanti questo progetto, per me, significa restare vicina alla sua visione e trasformarla in qualcosa di utile anche per altri. Parlare di cancro senza tabù significa rendere accessibili informazioni concrete, ma anche riconoscere che il percorso oncologico non è solo fatto di terapie: è fatto di vita quotidiana, di scelte, di fragilità e di cura.”

Giancarlo Pennuti, padre di Chiara:
“Diciamocelo: la parola che inizia con la “C” fa paura a tutti. Di solito, quando si parla di oncologia, la gente cambia stanza o abbassa lo sguardo. Chiara aveva deciso di alzare il volume.

Il Tabù: Sdoganato.

Le Parole: Quelle che fanno male, ma che servono.

Le Esperienze: Quelle che nessuno posta nelle storie.

Un podcast per raccontare l’oncologia oltre i camici bianchi. Si parla di quello che succede quando la vita ti mette davanti a una sfida che non avevi pianificato. Niente giri di parole, solo la verità di chi sa cosa significa lottare, cadere e rialzarsi (anche se fa schifo). Perché parlare è la prima forma di cura.”

Un progetto sostenuto da istituzioni e comunità

Il progetto è reso possibile grazie alle donazioni, che consentono sia la realizzazione del podcast sia il sostegno alla ricerca oncologica.
Il progetto è inoltre realizzato in collaborazione con IRST IRCCS “Dino Amadori” di Meldola, IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) e Prime Center, che contribuiscono con il coinvolgimento di professionisti e il supporto istituzionale.
La prima puntata della nuova stagione sarà disponibile a partire dall’8 maggio, con pubblicazione settimanale su YouTube e Spotify.

Didascalia: Nella foto in alto, da sinistra: Giancarlo Pennuti, Daniele Di Pierro (EPACA), Mattia Pirani (Prime Center IOR), Andrea Ansalone (Ass. Luca Coscioni cellula “Chiara Pennuti”), Martina Cavallucci, Giandomenico Di Menna (IRST).