(Sesto Potere) – Forlì – 13 ottobre 2026 – “Oggi abbiamo indetto una conferenza stampa per denunciare l’ennesimo annullamento di una seduta già programmata del Consiglio comunale a causa della mancanza di delibere di Giunta. Si tratta della terza volta che ciò accade da inizio anno: anche le sedute del 27 gennaio e del 14 luglio erano state cancellate per la medesima ragione. Complessivamente, in questi primi 10 mesi del 2026, l’attività del Consiglio è stata interrotta 3 volte per la durata di un mese, oltre a una pausa estiva di quasi 2 mesi. Quanto sta accadendo è grave e senza precedenti”: affermano in una nota i consiglieri comunali del gruppo del Pd di Forlì.
“La mancata convocazione del Consiglio fa venire meno lo spazio del confronto democratico sulle questioni che riguardano la vita dei forlivesi e il futuro della città. Il fatto che ciò avvenga perché la Giunta Zattini non ha prodotto delibere conferma la stagnazione della maggioranza e restituisce l’immagine di un governo della città senza idee e progetti, che aspetta stancamente la scadenza del 2029, data però ancora lontanissima. E’ paradossale il fatto che questo avvenga in un momento nel quale si stanno giocando alcune partite di estremo rilievo per il futuro della città -dal Piano strategico al nuovo Pug- che dovrebbero essere oggetto di un dibattito politico-istituzionale ampio e approfondito e che invece l’Amministrazione continua a gestire nelle segrete stanze, senza entrare mai nel merito e, nel caso del Pug, avendo già accumulato un ritardo enorme e inspiegabile. Oltretutto, facendo saltare sistematicamente le sedute del Consiglio, non solo la Giunta rinuncia a governare ma impedisce anche all’opposizione di svolgere il proprio ruolo di stimolo, proposta e controllo sulle numerose problematiche che interessano Forlì”: aggiunge il gruppo comunale del Pd.
“Se infatti l’Amministrazione non aveva preparato alcuna delibera, il nostro Gruppo aveva invece depositato, per la seduta del 13, diverse interrogazioni e ordini del giorno, che finiranno però rimandati di settimane e settimane. Varie interrogazioni, che peraltro aspettavano risposte già da precedenti Consigli, riguardano la condizione di crescente degrado e profonda incuria della città, così come i continui disservizi del sistema di raccolta dei rifiuti. Problematiche che sono sotto la luce del sole, rispetto alle quali la Giunta dovrebbe smetterla di trovare scuse e invece approntare le risorse e gli interventi necessari. Altrettanto pressante sarebbe stato discutere della situazione dei tanti cantieri caratterizzati da ritardi inspiegabili e immotivati, con particolare riferimento al destino di quelle opere finanziate dal Pnrr e non ancora concluse, in relazione sia alle effettive tempistiche di fine lavori che a eventuali rischi di perdita dei finanziamenti”: continuano i consiglieri comunali del gruppo del Pd di Forlì..
“Il Consiglio del 13 doveva inoltre essere l’occasione per fare chiarezza sulla vicenda del geologo Miccoli, che ha annunciato in Consiglio comunale a Faenza le proprie dimissioni in quanto nominato “coordinatore del Piano strategico” di Forlì. Se il nostro accesso agli atti ha chiarito che tale incarico non è mai esistito, e che Miccoli ha solo preso parte ad alcune riunioni dei tavoli di lavoro del Piano, la vicenda presenta però ancora molti elementi di oscurità. Non sono infatti comprensibili le ragioni per le quali Miccoli si sia pubblicamente attribuito un incarico fantasma né i motivi per cui il Comune di Forlì non gli abbia chiesto, anche a propria autotutela, una pubblica rettifica. Così come non si riescono a capire i passaggi che hanno portato al coinvolgimento di un cittadino di Fusignano nei tavoli di lavoro del Piano strategico della nostra città”: commentano gli esponenti del Pd.
“A confermare l’impressione di un pasticcio, che sta creando divisioni all’interno della maggioranza, è il fatto che sulla questione non sia arrivata nessuna risposta del Sindaco, che pure avevamo chiamato in causa direttamente, né di nessun altro della Giunta, lasciando ai soli esponenti della Lega -di cui Miccoli era il candidato Sindaco a Faenza- il compito di mettere in atto una goffa difesa d’ufficio. Come si vede, quindi, i problemi da affrontare e le questioni rispetto alle quali Forlì attende risposte e chiarimenti non mancano di certo e il pesante immobilismo amministrativo dalla Giunta, unito alle continue “fughe” dalla discussione nelle sedi istituzionali componenti, non fa che aggravarli, a tutto danno del territorio e dei cittadini”: conclude il gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì.
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