(Sesto Potere) – Bologna – 14 luglio 2026 – Lo Zecchino d’Oro torna al Giffoni Film Festival nella sua 56esima edizione, che si terrà il 17 al 25 luglio come di consueto a Giffoni Valle Piana (Salerno) e il cui tema portante è Le cose impossibili.
Il ricco programma di appuntamenti pensati per coinvolgere e far divertire i più piccoli a cura dello Zecchino d’Oro inizierà domenica 19 luglio con il “Zecchino d’Oro Family Party” alle ore 21.00 presso il Giardino degli Aranci, dove la coppia di talent Mìmi e Nartico, animerà il pubblico con giochi coinvolgenti e tanta musica insieme al Piccolo Coro di Caivano diretto da Antonia Di Maio, progetto promosso dal Ministero della Cultura in collaborazione con Antoniano-Opere Francescane.
La festa sarà arricchita da battle musicali tra Mìmi e Nartico, coinvolgenti babydance e giochi per scoprire chi nel pubblico è un vero esperto dello Zecchino d’Oro.
Lunedì 20 luglio dalle ore 9.30, spazio allo Zecchino d’Oro Lab, un laboratorio di canto corale curato dal Maestro Alessandro Visintainer, per divertirsi a diventare un vero coro.
Le iscrizioni per partecipare al Lab saranno aperte da domani, mercoledì 15 luglio, al seguente link: https://giffoni.it/events/laboratorio-zecchino-doro-con-elements-6/.
Sempre il 20 luglio, alle ore 19.00, Mìmi e Nartico tornano, a suon di challenge musicali e babydance, per un evento speciale dedicato alla giuria Elements +3. Uno show musicale ricco di sorprese e momenti imperdibili, con i cartoni animati dello Zecchino d’Oro che catapulteranno bambine e bambini nel magico mondo dei personaggi dello Zecchino d’Oro, tra grandi cult e nuovi classici.
«È un legame, quello con Giffoni, che ogni anno è sempre più forte e che cresce perché si fonda da un obiettivo comune: dare ai bambini e ai ragazzi uno spazio per potersi esprimere e fare esperienza condivisa. Siamo molto contenti, perciò, di essere anche quest’anno a Giffoni, con le attività Zecchino d’Oro e anche con qualche novità, sarà una nuova occasione per proseguire il percorso che stiamo costruendo insieme»: spiega Frate Giampaolo Cavalli, Direttore dell’Antoniano.
Quest’anno la collaborazione tra Zecchino d’Oro e Giffoni si arricchisce di un nuovo importante tassello: nasce infatti un premio firmato Zecchino d’Oro e Giffoni, dedicato alla migliore colonna sonora tra le proposte d’animazione per i più piccoli, che verrà consegnato il 25 luglio, nel corso della serata conclusiva della 56ª edizione del Giffoni Film Festival.
Si segnala che lunedì 20 luglio alle ore 11.00 è inoltre in programma una conferenza stampa dello Zecchino d’Oro presso la sala De Masi della Multimedia Valley, per presentare una novità in anteprima assoluta.
ANTONIANO
Antoniano, oggi diretto da Frate Giampaolo Cavalli, nasce nel 1954 a Bologna dal desiderio di Padre Ernesto Caroli di mettersi al servizio dei più svantaggiati, valorizzando in parallelo il talento dei più giovani. Alla distribuzione di pasti caldi presso la mensa di Bologna e alle attività di sostegno per i più bisognosi, si affiancano lo Zecchino d’Oro (1959) e il Piccolo Coro dell’Antoniano (1963), intitolato alla sua fondatrice Mariele Ventre: due realtà nate dal desiderio di diffondere valori quali solidarietà, accoglienza, fraternità e cura per gli altri e per la terra.
Grazie alle attività dello Zecchino d’Oro, di tanti generosi donatori e preziosi volontari, negli anni è stato possibile sostenere i numerosi progetti sociali di Antoniano e ampliare la rete di mense francescane che, in Italia e nel mondo, offrono pasti e cure attraverso la campagna “Operazione Pane”. Attualmente si contano 20 mense nella Penisola, 1 in Siria, 3 in Ucraina e 1 in Romania.
Musica e solidarietà trovano spazio anche nelle attività del Centro Terapeutico aperto a Bologna negli anni Ottanta, dove, attraverso un approccio multidisciplinare, si accompagnano e supportano bambini con diverse fragilità per favorirne lo sviluppo fisico e cognitivo.
Oltre al Pane per chi è affamato, l’Antoniano realizza diverse iniziative culturali, proponendosi come connettore e strumento di coesione sociale, per riprendere a immaginare il futuro e per farlo come atto di benessere, connessione, cura.

