(Sesto Potere) – Forlì – 18 agosto 2026 – Una rosa per ricordare Vergarolla. Questa mattina, presso il Cippo commemorativo del Ricordo nei Giardini Orselli di Forlì, il Presidente del Comitato provinciale Forlì-Cesena dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Alberto Urizio, (nella foto), ha deposto una rosa in memoria delle vittime della strage di Vergarolla, a Pola, nel suo ottantesimo anniversario.
Era il 18 agosto 1946 quando, sulla spiaggia di Vergarolla, gremita di famiglie e bambini accorsi per assistere alle gare della Coppa Scarioni organizzate dalla società nautica Pietas Julia, l’esplosione di un deposito di mine disinnescate provocò una delle più tragiche
stragi della storia italiana del dopoguerra.
Pola apparteneva allora ancora all’Italia, seppure sottoposta all’amministrazione militare angloamericana. Le vittime identificate furono 65, mentre altre decine di corpi non poterono essere riconosciuti a causa della violenza dell’esplosione; i feriti furono oltre duecento secondo le ricostruzioni dell’ANVGD.
«Vergarolla è una ferita italiana – ha dichiarato Alberto Urizio – una ferita che il tempo non può e non deve cancellare. Ricordiamo centinaia di innocenti, uomini, donne e soprattutto bambini, vittime di una tragedia che colpì una comunità italiana nel cuore dell’Istria. Deporre oggi una rosa significa compiere un gesto semplice, ma carico di significato: dire che quelle vite non sono state dimenticate».
Nel ricordo della strage non può mancare la figura del dottor Geppino Micheletti, medico dell’Ospedale Santorio di Pola, divenuto simbolo di straordinario coraggio e dedizione umana. Dopo l’esplosione, Micheletti si dedicò senza sosta ai feriti, operando per oltre 24 ore. Lo fece anche dopo aver appreso che tra le vittime vi erano i suoi stessi figli, Carlo e Renzo, di appena cinque e nove anni. Per il suo comportamento gli è stata recentemente conferita, alla memoria, la Medaglia d’oro al Merito della Sanità Pubblica della Repubblica Italiana.
Vergarolla rappresenta inoltre una pagina fondamentale della storia del confine orientale italiano, intimamente legata alla vicenda dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Il suo ricordo rientra oggi nel più ampio percorso di conoscenza e divulgazione promosso attraverso il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 92 del 2004.
«Ricordiamo per restituire un nome, una dignità e una memoria a chi non ebbe più voce. La memoria è un dovere civile. E oggi, a ottant’anni da Vergarolla, Forlì vuole dire ancora una volta: noi ricordiamo», conclude Alberto Urizio.

