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Imprese, pagamenti digitali sempre più in crescita anche nel Cesenate, indagine Confartigianato

(Sesto Potere) – Cesena – 12 settembre 2026 – Da una indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato emerge che la trasformazione digitale sta cambiando in profondità le abitudini di pagamento degli italiani, con le carte ormai largamente prevalenti tra gli strumenti alternativi al contante. Un fenomeno che interessa da vicino anche il tessuto economico del Cesenate, dove micro e piccole imprese del commercio, dei servizi e dell’artigianato sono chiamate a rendere sempre più efficienti i propri sistemi di incasso.

Nel 2025 le operazioni con carte effettuate presso POS fisici e da remoto hanno raggiunto in Italia 12,4 miliardi, per un valore complessivo di 505 miliardi di euro. L’importo medio è sceso a 40,80 euro, contro i 47,43 euro del 2022: un dato che conferma la crescente abitudine a utilizzare la carta anche per gli acquisti di piccolo importo.

«La progressiva diffusione dei pagamenti digitali è una trasformazione strutturale che riguarda anche le imprese del nostro territorio – sottolinea il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto qui a lato) –. Come emerge dallo studio di Confartigianato, le carte vengono utilizzate sempre più spesso anche per importi contenuti e questo rende ormai indispensabile per le attività commerciali e artigiane offrire modalità di pagamento rapide e semplici».

Secondo l’analisi di Confartigianato, nel 2025 le operazioni con carta presso POS sono state 9,7 miliardi, per un valore di 372,6 miliardi di euro, mentre quelle da remoto hanno raggiunto 2,7 miliardi, per 132,4 miliardi di euro.

Una trasformazione che si accompagna alla diffusione del contactless: le operazioni di questo tipo sono state 8,6 miliardi, pari all’88,3% dei pagamenti effettuati fisicamente presso gli esercenti.

«Per le piccole imprese – prosegue il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – la digitalizzazione degli incassi può rappresentare anche un’opportunità per ridurre i costi e i rischi legati alla gestione del contante. Lo studio evidenzia infatti come nelle piccole imprese il costo di gestione del contante sia superiore del 33% rispetto alla media del sistema. Meno contante significa meno tempo e risorse dedicate agli incassi e una minore esposizione ad ammanchi, furti e rapine».

Un altro dato significativo riguarda i pagamenti da smartphone: nel 2025 le transazioni tramite dispositivi mobili hanno superato i 3,5 miliardi, per un valore di 124,7 miliardi di euro. Nel frattempo, il valore delle transazioni con carta in rapporto ai consumi delle famiglie è salito dal 32,1% del 2022 al 38,3% del 2025.

«Anche nel Cesenate – conclude il Gruppo di Presidenza – questa evoluzione sta diventando parte integrante della competitività delle imprese. Come emerge dal rapporto di Confartigianato, la frontiera dei pagamenti si sposta verso soluzioni sempre più immediate e digitali. È quindi importante accompagnare questa transizione prestando attenzione all’efficienza delle infrastrutture e, soprattutto per le piccole attività, alla sostenibilità delle commissioni».