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Il turismo italiano tiene nonostante tensioni geopolitiche e rincari energetici. I dati dello studio Xenia/Nomisma

(Sesto Potere) – Bologna, 23 luglio 2026 – In un contesto macroeconomico segnato dalle tensioni geopolitiche, dal rincaro energetico e da consumi domestici sotto pressione, il turismo italiano conferma una resilienza strutturale: le presenze crescono, la domanda internazionale si rafforza e l’interesse degli italiani per il viaggio resta elevato nonostante la cautela che caratterizza gli altri ambiti di spesa.

È quanto emerge dall’analisi di contesto condotta da Nomisma per Xenia nell’ambito del progetto Mapping Tourism Opportunities, finalizzato a identificare dimensioni, trend e attrattività dei territori italiani. Lo studio, basato su un’approfondita analisi desk di fonti primarie e secondarie, restituisce un quadro articolato che intreccia lo scenario congiunturale generale con le dinamiche specifiche del comparto ricettivo.

L’analisi individua una serie di tendenze strutturali, almeno tre, che contribuiscono a definire il contesto in cui opera il settore.

Rallentamento della crescita economica globale, condizionata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’andamento dei prezzi energetici.

Ripresa dell’inflazione in Italia, con impatti concreti su famiglie e imprese. Il differenziale tra dinamica salariale e inflazionistica resta ancora negativo a -7,1 punti, segnalando una perdita di potere d’acquisto non ancora recuperata rispetto ai livelli pre-2021.

Consumi ancora deboli e orientati alla cautela, con un’elevata incidenza delle spese obbligate — affitti, bollette, trasporti e salute — che pesano per il 70% sul budget delle famiglie italiane, lasciando margini ridotti per la spesa discrezionale. Evoluzione del comportamento dei consumatori verso scelte più pragmatiche, con il risparmio che guida e orienta le scelte del 42% della popolazione italiana.

All’interno di questo scenario, si registra una buona tenuta del settore turistico nel suo complesso, con una crescita trainata principalmente dalla componente internazionale.

turisti a roma

Nello specifico, nel 2025 l’Italia ha registrato 138,4 milioni di arrivi e 476,9 milioni di presenze complessive, confermandosi quarto paese europeo per arrivi e secondo per presenze, con il 15% del totale presenze del continente. Lo studio mette in evidenza anche l’incremento delle presenze turistiche a fronte di una dinamica più debole degli arrivi domestici: nel 2025 le presenze totali crescono del +2,3% rispetto al 2024, trainate dai flussi stranieri (+4,3%), mentre quelle italiane restano stazionarie. Il peso della componente straniera sul totale presenze raggiunge il 56%, confermando l’internazionalizzazione strutturale della domanda turistica italiana.

Al contempo, in Italia il comparto alberghiero si conferma il canale ricettivo di riferimento: con il 67,7% degli arrivi e il 60,4% delle presenze totali, gli hotel restano il punto d’accesso principale al turismo italiano. Nel 2025 le presenze alberghiere crescono del +1,4%, con una tendenza all’allungamento dei soggiorni — la permanenza media sale a 3,1 notti — che segnala una domanda più matura e orientata alla qualità dell’esperienza. I dati del primo trimestre 2026 ci consegnano un quadro incoraggiante per il settore turistico nazionale, con la domanda che cresce del +4,2% in termini di arrivi e del +7,5% in termini di presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.

Parallelamente, la componente straniera continua a fare da traino: +10,2% di arrivi e +12,3% di presenze internazionali nel solo primo trimestre. Sul fronte della spesa, nei primi tre mesi dell’anno i turisti stranieri hanno già speso 9,1 miliardi di euro, il 5,4% in più rispetto a un anno fa.

Se a trainare la crescita resta il comparto extra-alberghiero, con arrivi a +13,1% e presenze a +14,7% nel primo trimestre, anche il comparto alberghiero mostra segnali incoraggianti: nonostante arrivi in calo, le presenze crescono del +3,9% con gli ospiti stranieri a +6,5%, con soggiorni che si allungano, segnale di una clientela sempre più orientata a un’esperienza di soggiorno ricca e prolungata.

I dati che emergono dalla ricerca ci rendono fiduciosi per il prosieguo della stagione, con prospettive positive per la domanda turistica nel nostro Paese. Nonostante molteplici fattori di incertezza e la pressione economica che caratterizza questa fase, il viaggio si conferma tra le forme di gratificazione personale più ricercate, seconda solo al tempo trascorso con amici e familiari, a dimostrazione del fatto che la propensione al turismo resta solida anche in un contesto di consumi complessivamente cauti” – afferma Paola Piccioni, Senior Project Manager di Nomisma.

L’internazionalizzazione della domanda e l’allungamento della permanenza media sono probabilmente la nuova normalità del ricettivo italiano. Per Xenia che – sia come operatore che come gruppo alberghiero – ha scelto di presidiare prevalentemente le destinazioni Tier 2 e territori meno presenti nelle rotte principali, questi dati offrono una chiave di lettura che riteniamo molto positiva e che supporta l’orientamento della nostra vision. La collaborazione con Nomisma è molto importante per noi anche per la possibilità di leggere lo scenario in modo chiaro e fare scelte industriali in modo più informato” – afferma Ercolino Ranieri, CEO di Xenia S.p.A. Società Benefit.