(Sesto Potere) – Milano – 11 maggio 2026 – “È diventata una mia sfida personale e non solo di Governo, lo sento come dovere confronti degli italiani e dei giovani, perché o noi diamo a questo Paese le condizioni per poter competere a livello europeo e mondiale, o altrimenti quella ricchezza che noi abbiamo, in particolare in questa città che è simbolo del motore del Paese, e che ci hanno trasferito i nostri nonni e padri, o non riusciamo a trasferirla ai nostri figli e ai nostri nipoti”.
Lo ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, (nella foto) a proposito della composizione del quadro giuridico sul nucleare entro fine anno, nel suo intervento alla XXVIII edizione di “Futuro Direzione Nord”, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” in corso presso Assolombarda, con oltre 70 relatori e dibattiti istituzionali tra ministri, governatori, europarlamentari, sindaci, assessori regionali e comunali, a riflettere su un’agenda dedicata alle grandi transizioni del Paese.
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha tracciato il cronoprogramma legislativo: “fine maggio alla Camera, massimo fine luglio in Senato, fine estate in Parlamento. La legge delega prevede come primo percorso il passaggio al Governo per la legge di attuazione. La mia intenzione, che è espressione di quella del Governo, è arrivare entro fine anno ad avere tutte le norme attuative perché questo Paese abbia il quadro giuridico per le scelte di investimento sul nuovo nucleare”.
Secondo Pichetto Fratin, il gap con i competitor è netto: “Francia e Spagna hanno l’energia a metà prezzo, a volte anche meno, ma per una semplice ragione: oltre l 90% sul fronte dell’energia elettrica è nucleare. Il nucleare da noi è partito con uno studio profondo, fatto dai tanti esperti che questo Paese ha mantenuto”.
Un primato tecnico che il Ministro Gilberto Pichetto Fratin rivendica con forza: “noi siamo la seconda manifatturiera di materiale Nucleare in Europa, guidiamo ITER, il più il più grande centro per la fusione nucleare, e siamo i secondi solo perché ‘il mattone’ è in Francia, sennò saremmo anche al primo posto”.
Sul fronte dei costi immediati, Pichetto Fratin ha annunciato una misura per riequilibrare la competitività delle imprese: “Una norma che ho previsto per il decreto bollette, che è in discussione alla Comunità Europea, che potrebbe avere un effetto, che ci parificherebbe alla Germania. Lo dico qui a Milano perché il Nord è una delle più grandi aeree industriali d’Europa. Noi non possiamo staccarci dalla Germania per il prezzo dell’energia, perché è una questione di competitività, la Germania è partner e competitor”.
I decreti attuativi sul nucleare “li covano da due anni”, arrivarci entro fine anno come anticipato dal ministro Pichetto Fratin “vuol dire che cominciamo a pensare su come istituire l’autorità sul nucleare, non che cominciamo a costruire una centrale. Comunque, se il Governo li farà, Azione li voterà, ma non ci credo neanche se lo vedo perché questo governo ha un problema a fare cose che possono essere contestate con un referendum” ha dichiarato il senatore e segretario di Azione Carlo Calenda in occasione della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord.
Per Calenda serve “un piano europeo per il ritorno al nucleare” ed in generale è l’Europa l’orizzonte a cui si deve guardare.
“Bisogna riflettere su un’Eruopa più coesa – ha detto infatti Calenda – perchè se parliamo solo della grazia a Nicole Minetti ne usciamo male”. Per questo Azione ha lanciato una petizione per l’abolizione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo.
Intervistato da Fabio Massa, presidente Fondazione Stelline, e Giancarla Rondinelli, giornalista TG1, Calenda ha anche sottolineato che “piuttosto che di legge elettorale, suggerirei a Meloni di occuparsi di cose più rilevanti, dal collasso del Sistema sanitario nazionale ai salari, e lo dice chi ha sempre votato i provvedimenti ritenuti giusti, quindi non c’è antipatia ideologica”.
L’evento gode del patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Milano e di Fondazione Cariplo, della collaborazione con la Commissione europea, del contributo di Regione Lombardia e della Media Partnership di RAI.

