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I primi atti del Festival “Il Risorgimento appartiene a tutti noi. Forlì_2026. Chiamati a risorgere!”

(Sesto Potere) – Forlì, 14 settembre 2026 – Il Festival “Il Risorgimento appartiene a tutti noi. Forlì_2026. Chiamati a risorgere!” ha preso il via. Nel giro di ventiquattro ore la città ha aperto le due porte d’ingresso della manifestazione, quella della storia e quella dell’arte, avviando il percorso che fino a domenica 27 settembre porterà nel centro storico convegni, mostre, concerti e la grande rievocazione della Repubblica Romana del 1849. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Il primo atto si è svolto venerdì 11 settembre in sala Randi, sotto l’affresco di Pompeo Randi che raffigura Guido da Montefeltro mentre riceve dagli Anziani di Forlì l’ordine di combattere l’esercito di papa Martino IV, dipinto nel 1870, l’anno di Porta Pia. Coordinato da Simone Valmori e introdotto da Maurizio Casadei, presidente regionale dell’ANVRG, il convegno “Il Risorgimento: una storia ancora tutta da riscoprire” ha guardato all’Ottocento da tre angolazioni molto diverse. Marco Boniardi, docente del Politecnico di Milano e divulgatore di storia militare, ha raccontato come in poco più di vent’anni, dal Quarantotto a Porta Pia, la canna rigata, la retrocarica, l’artiglieria in acciaio e i nuovi esplosivi abbiano cambiato l’arte della guerra e pesato sugli esiti del Risorgimento. Andrea Sirotti Gaudenzi, avvocato cassazionista e saggista, ha ricostruito gli inizi carsici delle lotte risorgimentali in Romagna, tra società segrete, congiure e repressioni, ben prima del 1848. Giorgio Sangiorgi, storico del cinema, ha affrontato il modo in cui il grande schermo ha raccontato e trasformato il Risorgimento nella memoria degli italiani, con una domanda aperta: il cinema conserva la memoria o la sostituisce? Le conclusioni sono state affidate a Enrico Pieri, consigliere comunale e coordinatore del progetto, dalla cui intuizione il Festival è nato.

Sabato 12 settembre a Palazzo del Podestà è stata inaugurata “RES PUBLICA. Visioni contemporanee del Risorgimento italiano”, curata da Denis Jovanovic Romagnoli e realizzata in collaborazione con EXBA Milano. Diciotto opere inedite, tra pittura, scultura, fotografia, installazione, ceramica e sperimentazione audiovisiva, rileggono i simboli dell’Unità, dal tricolore a Garibaldi, Mazzini, Cavour e Anita, attraverso i temi dell’identità, della libertà, della partecipazione e del conflitto. La mostra ha un respiro internazionale, con artisti provenienti da tutta Italia, da Vienna, da Belgrado e da Odessa. Uno spazio importante è dedicato alle figure femminili del Risorgimento e alla “Stanza del Risorgimento”, un ambiente immersivo di immagini e suoni pensato per avvicinare le nuove generazioni alla storia. RES PUBLICA resta aperta fino al 27 settembre, dalle 15.30 alle 19, chiusa il lunedì, con apertura prolungata dalle 10 alle 19.30 nei giorni 18, 19 e 20 settembre.

I prossimi appuntamenti

Il Festival prosegue venerdì 18 settembre alle 20, nel salone comunale, con il secondo convegno “Oltre la camicia rossa: i valori garibaldini nel XXI secolo”: intervengono lo storico Aldo Alessandro Mola, Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, e Mario De Simone, coordinati dal giornalista Paolo Morelli. La stessa sera, alle 19, aprono in piazza Saffi le aree ristoro con la cucina risorgimentale e romagnola.

Sabato 19 e domenica 20 settembre è il cuore della manifestazione. Dalle 10.30 gli antichi mestieri sotto la loggia di piazza Saffi, i giochi d’epoca in piazzetta della Misura e l’area ludica nel chiostro di San Mercuriale, dove si potrà comandare le truppe e riscrivere la battaglia; dalle 12 l’accampamento storico militare ai giardini Orselli. Sabato alle 15 la cerimonia di apertura con l’alzabandiera, alle 15.30 la parata da piazza Ordelaffi lungo via delle Torri e la battaglia dal vivo in piazza Saffi, dedicata alla difesa della Repubblica Romana del 1849; alle 21, nell’ex chiesa di San Giacomo, il concerto verdiano con il soprano Antonella Orefice, il mezzosoprano Tatiana Shumkova, il tenore Christian Cola e il pianista Sergio Catalano. Domenica si comincia alle 9.30 con i picchetti d’onore e il cambio della guardia, alle 14.30 si replicano parata e battaglia, alle 16.30 la cerimonia di chiusura con l’ammainabandiera; alle 21, nell’Abbazia di San Mercuriale, il concerto per soprano e pianoforte con Orefice e Catalano.

Venerdì 25 settembre, alle 20, il terzo convegno “Garibaldi e Mazzini, due facce della stessa medaglia” con Pietro Caruso, direttore del Pensiero mazziniano, e Luigi Ascanio, presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, chiude il ciclo degli incontri, mentre le mostre restano visitabili fino a domenica 27.