lunedì, Ottobre 19, 2026
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Guerriglia urbana a Bologna. 5 giovani arrestati e 75 feriti nelle forze dell’ordine. Sindacati di polizia: “Ora basta”

(Sesto Potere) – Bologna – 19 ottobre 2026 – Il Comune di Bologna ha convocato per la giornata di oggi le associazioni di categoria per valutare insieme iniziative di sostegno e risarcimento dei commercianti che il 17 ottobre hanno subito danni nelle agitazioni di piazza scatenate da gruppi di giovani in rivolta.

Nella giornata di sabato dai cortei di collettivi studenteschi e gruppi di giovani organizzati sono sfuggite alcune frange di facinorosi che si sono affrontate a lungo con le forze dell’ordine.
Teatro delle schermaglie soprattutto la zona della stazione ferroviaria.
Giovani violenti e mascherati, corpo attivo di una manifestazione partita dal centro cittadinp, hanno infranto decine di vetrine di negozi e distrutto infrastrutture, cantieri e arredi urbani, transenne e fioriere, danneggiate anche numerose bici ed e-bike (le bici comunali destinate al noleggio, ndr) ivi parcheggiate, utilizzati bidoni dell’immondizia e panchine come barricate o arieti contro Polizia e carabinieri.
S’è registrata anche una fitta sassaiola da parte degli autonomi che hanno lanciato, oltre alle pietre, anche bottiglie e fumogeni contro le forze dell’ordine.
Il bilancio della giornata di terrore è 75 feriti tra le forze dell’ordine, tra agenti di Polizia e militari dell’arma dei carabinieri.
E cinque ragazzi, tutti minori di 18 anni, sono stati arrestati.
Altre sette persone sono state denunciate e altre dieci accompagnate negli uffici della Questura.
Complessivamente, 40 giovani sono stati identificati nel corso degli scontri.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha commentato le scene a cui tutti hanno assistito nella zona della stazione bollendole come “inaccettabili” e ricordando che “la devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione”.

Nell’immediatezza dei fatti il sindaco di Bologna si era rivolto ai ragazzi scesi nelle in piazze di tante città italiane chiedendo di “isolare chi usa una manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia e devastare” le città, sostenendo che “chi usa la violenza scredita per prima cosa le ragioni di chi manifesta”.

Da parte del sindaco Lepore la vicinanza alle forze dell’ordine chiamate a contenere i disordini aggiungendo che si trattava di “una manifestazione che non ci risulta fosse autorizzata.”

“Sassi, bottiglie, fumogeni, transenne, biciclette e arredi urbani lanciati contro i poliziotti. Strade messe a soqquadro, danneggiamenti e scene di autentica guerriglia urbana, tanto da rendere necessario l’impiego di idranti e lacrimogeni per contenere i violenti. Non sono stati soltanto gli agenti a finire nel mirino dei violenti. Strade devastate, arredi urbani distrutti e tutto ciò che si trovava lungo il percorso preso di mira da chi ha trasformato le strade di Bologna in uno scenario di violenza. Sono arrivati persino a devastare le auto della Polizia di Stato, mostrando un disprezzo assoluto per le istituzioni, per chi le rappresenta e per le più elementari regole del vivere civile”: tutto questo spiega il sindacato di Polizia Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) di Bologna è “inaccettabile” e si chiede che i responsabili “paghino per i datti arrecati da queste devastazioni”.

“Preoccupa soprattutto che simili comportamenti emergano nel contesto di una manifestazione che ha visto una significativa partecipazione di giovani, alcuni dei quali sembrano aver scelto la violenza come strumento per ottenere visibilità e attenzione mediatica. Aggredire un poliziotto, distruggere un’auto della Polizia o mettere a ferro e fuoco una strada non può diventare un modo per far parlare di sé”: per questo il Coisp di Bologna torna a chiedere “una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche, senza distinzioni e senza ambiguità”.

Il segretario generale provinciale Coisp di Bologna Leo Pesce commenta quanto accaduto il 17 ottobre, rammentando le condizioni di sicurezza in cui lavorano quotidianamente i colleghi poliziotti: “Ancora una volta, Bologna si ritrova a fare i conti con una giornata di violenze, devastazioni e aggressioni alle Forze dell’Ordine. Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono i poliziotti feriti, i commercianti alle prese con danni economici pesantissimi e i lavoratori costretti a rinunciare alle proprie attività e ai propri guadagni. Non possiamo continuare a rassegnarci all’idea che tutto questo faccia parte dei servizi di ordine pubblico. I poliziotti e i cittadini si aspettano che, una volta accertate le responsabilità, chi ha causato queste devastazioni paghi fino all’ultimo centesimo”.

Foto da profilo Fb di Michele de Pascale

“Le immagini di quanto accaduto a Bologna raccontano una serata di follia e violenza inaudita contro le Forze dell’Ordine. Uomini e donne in divisa sono stati bersaglio di attacchi feroci con pietre e oggetti contundenti. Il risultato? Colleghi feriti, città devastata e una violenza inaccettabile. Siamo stanchi di vedere chi indossa una divisa diventare un bersaglio, anche dell’odio sui social”: commenta con una nota il Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) di Bologna in una nota, con il sindacato che “chiede la costituzione di parte civile della Polizia di Stato a sostegno di tutti gli agenti rimasti feriti negli scontri.”

“Come sempre, metteremo a disposizione i nostri legali per tutelare i colleghi e agire anche contro chi offende la dignità e l’onore del nostro lavoro. Alla politica chiediamo di abbassare i toni, assumersi le proprie responsabilità e trovare soluzioni concrete. La violenza non può avere alibi né giustificazioni. Per chi si è reso responsabile di questi atti criminali, riteniamo che il posto giusto non possa che essere il carcere. Basta violenza, basta odio. Rispoetto per chi indossaz una divisa”: conclude il Siulp di Bologna.

Ha condannato i fatti anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “Mentre diverse città d’Italia, a partire da Bologna, sono teatro di intollerabili scene di guerriglia urbana, con le forze dell’ordine sotto attacco, le sinistre e Maurizio Landini preferiscono sfilare in piazza in piena frenesia da campagna elettorale. Da Elly Schlein, Fratoianni e Bonelli, e Giuseppe Conte non è arrivata una sola parola di condanna per gli agenti oggetti di un vile linciaggio con sassi e spranghe.”

Confesercenti Bologna aveva chiesto un incontro a prefetto e sindaco di Bologna per affrontare la questione. “Commercianti e gestori di pubblici esercizi chiedono che si metta fine, una volta per tutte, agli episodi di guerriglia urbana nel centro storico di Bologna, come quelli registrati sabato 17 ottobre. E chiedono un incontro urgente al Prefetto e al Sindaco di Bologna per trovare una soluzione forte e definitiva contro le degenerazioni cui hanno assistito tanti bolognesi e tanti turisti. Negozianti, baristi e ristoratori sono vicini a tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che sono rimasti feriti nel corso degli scontri. E, se da un lato, difendono il diritto di tutti a manifestare per esprimere le proprie rivendicazioni, dall’altro, chiedono che sia difeso anche il loro diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione. Si può rivendicare le proprie idee in modo civile e senza blocchi alla vita e alla mobilità della città”: ha commentato in una nota Confesercenti Bologna.

E Confesercenti Bologna abveva aggiunto: “Quanto visto e sopportato in questo fine settimana non è degno di una città democratica come Bologna. Non può essere sopportato da una città in cui il turismo è diventato uno dei principali asset economici della città. Il Commercio è alle prese con una situazione di congiuntura economica non facile. Non è pensabile che possano ripetersi continue manifestazioni (autorizzate o non autorizzate) nel centro storico in vista, delle prossime Festività Natalizie che sono un periodo fondamentale per le attività e per i tanti cittadini, consumatori e turisti che visiteranno la nostra città”.

E il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale conclude: “Il caro vita, gli stipendi troppo bassi, il costo dei carburanti e la difesa dei servizi pubblici sono problemi reali, che meritano risposte concrete. Ma chi aggredisce le forze dell’ordine, devasta le città e distrugge i beni pubblici non ha nulla a che fare con queste rivendicazioni e usa il disagio reale delle persone come pretesto per la violenza. La violenza non rafforza le ragioni di una protesta: le cancella. Manifestare è un diritto, aggredire e devastare no. Il compito di una buona politica progressista è lavorare ogni giorno per risolvere questi problemi e condannare senza ambiguità chi usa la violenza. Solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine feriti e a tutte le persone che hanno subito le conseguenze di questa giornata”.

Foto da profilo Fb di Michele de Pascale