(Sesto Potere) – Forlì – 14 settembre 2026 – Oggi, 14 settembre, ricorre il settimo anniversario della beatificazione nel Duomo di Forlì di Benedetta Bianchi Porro, nata nella vicina Dovadola l’8 agosto 1936 (quest’anno ricorre il 90° della nascita).
“Ieri, domenica 13, abbiamo inaugurato una targa commemorativa a lei dedicata, per valorizzare la sua luminosa testimonianza nell’attraversare una terribile malattia con amore per la vita, fede e speranza, per sé e per gli altri.”: spiega il Vicesindaco e assessore alla Cultura Vincenzo Bongiorno.
Tra i tanti presenti, anche Emanuela Bianchi Porro, sorella di Benedetta, il vicario generale della Diocesi di Forlì-Bertinoro, mons. Enrico Casadei Garofani, il direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, don Giovanni Amati, i religiosi del Convento forlivese dei Servi di Maria, padre Rey e padre Arnel, Gabriele Zelli, già sindaco di Dovadola, Giancarlo Biserna, già vicesindaco di Forlì assieme al quale ho ideato le Giornate Pellegriniane.
La targa è stata posizionata a lato della Basilica di San Pellegrino Laziosi, patrono di Forlì, venerato come protettore degli ammalati di tumore e della malattie gravi.
“Benedetta era laureanda in Medicina, ed è significativo che la targa si trovi in piazza Giovanni Battista Morgagni (1682-1771), grandissimo medico forlivese di fama mondiale. Sono onorato di aver rappresentato la Città in un momento tanto significativo, che va a confermare Forlì crocevia nel dialogo tra scienza e fede. È stato un grande dono anche dal punto di vista personale, poiché a breve mi dovrò sottoporre ad un intervento chirurgico per una patologia oncologica, recentemente scoperta, per fortuna in tempo utile per considerare il tutto superabile.”: racconta Vincenzo Bongiorno nelle sue pagine social.
“A 47 anni è la terza volta che mi succede, dopo i tumori quando avevo 2 anni e 15. Con serenità e determinazione affronterò anche questo, grazie al sostegno della famiglia e di tantissime persone care. Ho deciso di condividere e rendere pubblica la mia vicenda, poiché credo che la fragilità di ciascuno di noi, come quella di una momentanea malattia, non sia da censurare, ma bensì possa essere occasione di crescita personale e comunitaria. E il mio affettuoso pensiero va a chi è più gravemente malato, casomai da lungo tempo. Coraggio, un fortissimo abbraccio”: conclude il Vicesindaco Bongiorno.


