(Sesto Potere) – Forlì – 23 aprile 2026 – Il Panathlon Club Forlì ha consegnato mercoledì sera il “Premio Salvatore Gioiello” al giornalista Ubaldo Scanagatta, di fronte a un pubblico assai numeroso come da tempo non si vedeva.
Dopo l’intervento istituzionale della presidente Marilena Rosetti, è stata ricordata la figura di Salvatore Gioiello dal figlio Maurizio, che ha lasciato il microfono a Stefano Benzoni, conduttore della serata. Il giornalista forlivese ha esposto rapidamente la biografia di Scanagatta, per poi chiedergli perché abbia scelto di occuparsi di tennis.
“Si può dire che sono nato con una racchetta in mano – ha risposto Scanagatta -. Mio padre era presidente del circolo tennis di Firenze e a quattro anni già giocavo sui campi di terra rossa. Ho raggiunto livelli discreti ma ho capito che era meglio dedicarsi al giornalismo. La mia dote maggiore è la memoria, almeno per ciò che riguarda il tennis: sono capace di elencare anno per anno i vincitori di Wimbledon dal 1946 ad oggi. Nel corso degli anni mi sono ritrovato a vivere professionalmente ere diverse: ho iniziato con la macchina da scrivere presso “La Nazione”, poi è arrivato il computer; in seguito sono passato alla radio e alla televisione e, infine, oggi ho a che fare con i social. Sono tutti lavori somiglianti ma diversi e non è sempre facile cambiare.”
La chiacchierata è proseguita con una riflessione evidente a tutti: l’Italia sta vivendo un momento magico nel tennis. Come è potuto accadere?
“Nel 1976 a Parigi vinse Panatta – ha detto Scanagatta -, ricordo bene quel trionfo perché è stata la mia prima presenza al Rolan Garros. Ma poi non ci sono più state altre vittorie. Panatta è riuscito a diventare il numero quattro del mondo e Barazzutti il numero sette. Usciti di scena questi due, per anni e anni del tennis non si è più occupato nessuno. Ricordo che un anno a Wimbledon parteciparono 11 tennisti italiani che vennero eliminati tutti al primo turno! È dunque difficile spiegare quello che è successo, ma non siamo un’eccezione. Di tanto in tanto è in auge la Francia, altre volte la Germania oppure l’Inghilterra, e ora tocca a noi vivere questo momento stupendo. Un motivo però potrebbe essere quello di aver lasciato i giocatori liberi di allenarsi con chi volevano, mentre prima la Federazione Tennis voleva controllare i giovani. Nel 2018, Marco Cecchinato è stato colui che, allenandosi con un coach privato, è arrivato fino alle semifinali di un grande torneo e ha di fatto avviato questa modalità. Poi sono arrivati Berrettini e Sinner.”
A proposito di Sinner, qual è il suo punto di forza?
“Anzitutto Sinner si allena in un modo incredibile: per esempio in allenamento usa il rovescio a una mano anche se poi non lo utilizzerà quasi mai in partita. Si allena così perché sa che quanto fa oggi gli basta, ma se vorrà vincere anche domani dovrà migliorarsi sempre.
Oltre a questo c’è anche una forza in lui che deriva dagli esempi familiari. Lo scorso anno il padre di Sinner non è andato a Roma a vedere la finale del figlio perché doveva lavorare, visto che ancora gli mancava un anno e mezzo per andare in pensione.
Poi c’è da considerare, inoltre, il carattere affabile di questo ragazzo. Faccio un esempio: l’anno scorso vado in Arabia per seguire un torneo esibizione con in palio milioni di dollari. Nel pomeriggio mi reco a vedere Sinner che si allena. Al termine dell’allenamento gli dico che ho giocato con vari numeri uno, come McEnroe, Borg, Navratilova e Sales, quindi gli chiedo se vuole giocare con me, e lui mi risponde che non è più il numero uno. Ma poi, qualche scambio lo abbiamo fatto.”
Alcuni però hanno avuto il coraggio di criticare Sinner per aver perso due partite.
“Sono cose che succedono sempre, in tutti gli sport. Adesso viene criticato Alcaraz, specie dai leoni della tastiera che dicono cose completamente false.”
Scanagatta ha poi narrato alcuni aneddoti: tra questi, uno riguarda Boris Beker, in occasione della sua vittoria nell’Open di Australia. Di ritorno in Europa, in aereo offri champagne a tutti i passeggeri, compreso Scanagatta; poi però, essendo ubriaco, cadde addosso proprio al giornalista. Preoccupato, Beker chiese cosa potesse fare per Scanagatta, che prontamente gli chiese una intervista in esclusiva. Il giocatore accettò e i due si rividero in Germania in occasione della Coppa Davis. Al termine della conferenza stampa mandò via tutti gli altri giornalisti dicendo loro che aveva una esclusiva con Scanagatta.
Un altro aneddoto riguarda Federer: dopo un viaggio di 25 ore per arrivare in Australia, Scanagatta durante la conferenza stampa per un atto chiuse gli occhi ma subito sentì Federer dire che quella conferenza stampa non era divertente. Poi puntò il dito contro Scanagatta e tutti risero. Ma a quel punto fu lo stesso Federer a salvare il giornalista, dicendo che di sicuro aveva gli occhi chiusi per meglio concentrarsi per fare la domanda successiva.
Scanagatta ha anche raccontato di aver portato a Firenze, con la sua moto, niente meno che John McEnroe, che voleva recarsi in una gioielleria di Firenze. Il tennista comprò una collana e un bracciale antichi, il tutto per circa 60 mila euro attuali.
Da ultimo, per far capire quanto il mondo del tennis sia cambiato, Scanagatta ha raccontato che Pietrangeli, nel corso di un Roland Garros, giocò il venerdì una partita di calcio a Roma per poi giocare la domenica la finale del torneo!
A questo punto sono fioccate le domande del pubblico: la prima ha riguardato la Federazione Tennis che è retta da 25 anni dallo stesso presidente.
Sarebbe meglio cambiare? La risposta di Scanagatta è stata diplomatica: “A tutti i livelli è giusto cambiare ma a volte i ricambi possono essere peggiori del predecessore”.
Chi può essere il terzo incomodo tra Sinner e Alcaraz? Qui la risposta è stata lapidaria: Fonseca.
Ancora: chi è il più forte tra i tennisti che non hanno vinto uno Slam? Anche qui risposta netta: Zverev.
Infine, quanto contano i due allenatori per Sinner? “Contano moltissimo ma ricordiamoci sempre che chi vince è il giocatore.”
Insomma, una serata che sarà a lungo ricordata.
Didascalia foto premiazione: da sinistra Maurizio Gioiello,Ubaldo Scanagatta, Marilena Rosetti e Stefano Benzoni.

