(Sesto Potere) – Forlì – 12 maggio 2026 – La situazione dello stabilimento Electrolux di Forlì impone una presa di posizione immediata. Nel marzo 2026 i dati industriali indicavano ancora una tenuta produttiva significativa, con circa 1,488 milioni di pezzi prodotti nel 2025 tra forni e piani cottura e una previsione per il 2026 pari a circa 1,580 milioni di pezzi. A distanza di poche settimane, tuttavia, l’azienda svedese annuncia 1.700 esuberi in Italia, di cui circa 400 nello stabilimento di Forlì in cui dovrebbe essere interrotta del tutto la produzione di piani cottura, un segmento che rappresenta circa un terzo dell’attività. Si tratta quindi non solo di una riduzione occupazionale, ma di un vero ridimensionamento industriale di uno dei presìdi produttivi più importanti del nostro territorio.”: evidenzia in una nota RinnoviAmo Forlì (nella foto il direttivo).
“Il settore manifatturiero italiano opera in un quadro nazionale ed europeo segnato da costi energetici elevati, instabilità dei mercati, concorrenza globale aggressiva e crescente domanda di energia. In questo scenario, l’Unione Europea dovrebbe assumere una posizione più protezionista del suo mercato interno, tutelando marchi, produzioni e competenze europee dalla concorrenza extra UE basata spesso solo sul prezzo e su standard non sempre comparabili. Al tempo stesso, è indispensabile accelerare gli investimenti in energie rinnovabili e in fonti capaci di garantire indipendenza dalle forniture estere, con una riduzione dei costi dell’energia sopportati dalle imprese. Senza una vera
politica industriale ed energetica, il rischio è continuare a concedere sostegni pubblici ad aziende prive di un piano di lungo periodo per i territori, senza garanzie effettive su occupazione, ricerca e continuità produttiva. Per questo è necessario aprire immediatamente un tavolo nazionale che coinvolga Governo, Regione, azienda e organizzazioni sindacali, non limitandosi alla gestione emergenziale degli esuberi”: propone RinnoviAmo Forlì.
“Occorre una politica industriale vera per il settore dell’elettrodomestico e per la manifattura italiana: riduzione del costo dell’energia, tutela del mercato interno e delle filiere strategiche, incentivi alla ricerca e sviluppo, collaborazione stabile con università, ITS e istituti tecnici, affinché gli stabilimenti italiani possano competere sulla qualità, sull’innovazione e sul valore aggiunto, non sulla compressione del lavoro.
Sul piano locale, la priorità assoluta è difendere il livello occupazionale dello stabilimento di Forlì. Non parliamo di numeri astratti, ma di 400 famiglie del nostro territorio che potrebbero ritrovarsi senza reddito. È necessario sostenere con forza i tavoli sindacali, ridurre quanto più possibile il numero dei posti di lavoro colpiti dalle misure annunciate da Electrolux e, ove ciò non fosse sufficiente, predisporre subito percorsi concreti di ricollocazione, riqualificazione e reinserimento nelle realtà produttive del territorio”: aggiunge RinnoviAmo Forlì che conclude con un appello: “Chiediamo all’azienda e alle istituzioni locali una risposta forte e immediata per salvaguardare la tenuta sociale della nostra comunità, le competenze dei nostri lavoratori e lo sviluppo del nostro territorio”.

