(Sesto Potere) – Roma – 4 novembre 2026 – “Dopo due giorni di trattativa al Mimit, è stato raggiunto l’accordo tra Governo, Electrolux e organizzazioni sindacali. La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di questi mesi ha determinato un importante risultato. Con l’ipotesi di accordo raggiunta si riduce il numero di eccedenze, inizialmente previsto dall’azienda pari a 1700, scendendo a 918. Saranno 390 le uscite volontarie incentivate tra gli operai di produzione, 16 tra gli operai di ricerca e sviluppo e 512 tra gli impiegati, con la previsione anche del turn over se, per qualsiasi motivo, dovessero uscire più lavoratori rispetto i numeri concordati: le sostituzioni così previste daranno priorità a quei lavoratori che negli ultimi 2 anni hanno lavorato in Electrolux con contratti precari. Sono stati definiti anche gli incentivi per le uscite incentivate. Inoltre, gli investimenti passano da 90 a 100 milioni, di cui 72% di prodotto e 28% di processo”: dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario generale Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico.
“Su nostra richiesta, il Governo si è impegnato a rifinanziare i contratti di espansione, per prevedere nuove assunzioni e potenziare il ricambio generazionale. Esprimiamo soddisfazione per l’ipotesi di accordo che costituisce un passo avanti importante nella risoluzione della vertenza al fine garantire l’occupazione di tutti gli stabilimenti – Cerreto D’Esi, Forlì, Porcia e Pordenone, Solaro, Susegana – e la produzione nel settore dell’elettrodomestico del nostro Paese e che respinge il piano di dismissione e disimpegno che l’azienda ha provato ad imporre. Le parti hanno convenuto anche di monitorare l’andamento degli impegni presi e degli organici nei singoli siti ogni 3 mesi”: aggiungono gli esponenti di Fiom-Cgil.
“Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori che dovranno esprimersi attraverso il referendum sull’ipotesi di accordo. Resta la necessità di prevedere politiche industriali per il settore dell’elettrodomestico anche a livello nazionale ed europeo per garantire prospettive ad un settore che sta soffrendo molto in Italia e in Europa”: concludono Samuele Lodi e Barbara Tibaldi.

