martedì, Giugno 16, 2026
HomeBolognaEcco l'dentikit di chi cerca lavoro online: adulti, diplomati e orientati ai...

Ecco l’dentikit di chi cerca lavoro online: adulti, diplomati e orientati ai mestieri operativi

(Sesto Potere) – Roma – 16 giugno 2026 – Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online di recruiting si muove una platea composta soprattutto da lavoratori adulti, con titolo di studio medio e orientamento verso professioni operative, commerciali e di servizio.

Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a maggio le imprese programmano oltre 544mila contratti e circa 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, ma il mismatch resta elevato: il 42,9% dei profili ricercati risulta ancora di difficile reperimento.

In questo contesto, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, ha analizzato il profilo degli utenti attivi nel periodo 2 gennaio 2025 – 18 maggio 2026, restituendo una fotografia concreta di chi utilizza il web per cercare nuove opportunità professionali.

Il dato anagrafico mostra una presenza rilevante di lavoratori adulti: il 68,4% dei candidati ha più di 35 anni. La fascia più rappresentata è quella tra 45 e 54 anni, pari al 28,7%, seguita dalla fascia 35-44 anni, al 26,9%. I candidati tra 25 e 34 anni rappresentano il 19,8%, mentre gli under 25 si attestano all’11,9%. La fascia 55-65 anni pesa per il 12,4%, mentre gli over 65 rappresentano una quota residuale.

Anche il livello di istruzione restituisce un’immagine lontana dagli stereotipi. Il 51,1% dei candidati possiede un diploma di maturità, il 35,2% ha completato la scuola dell’obbligo, l’11,8% è laureato e l’1,9% possiede un master. Complessivamente, il 64,8% del campione possiede almeno un diploma.

Dal punto di vista del genere, la componente maschile rappresenta il 53,5% dei candidati, mentre quella femminile raggiunge il 46,5%, confermando una presenza piuttosto equilibrata tra uomini e donne nella ricerca attiva di lavoro online.

Le aree professionali più rappresentate confermano il peso dei mestieri concreti e delle professioni operative. La categoria artigiani-produzione-operai è la più presente, con il 21,6% del campione. Seguono commercio-negozi con il 13,0%ristorazione con il 12,6%amministrazione-segreteria con l’11,1% e acquisti-logistica-trasporti con il 9,4%.

Tra le professioni specifiche più indicate dai candidati emergono commessi e addetti alle vendite con l’8,5%impiegaticon l’8,1%operai specializzati con il 6,5%magazzinieri con il 5,4%colf e addetti alle pulizie con il 5,3%operai generici con il 4,6%chef e cuochi con il 3,6% e camerieri con il 3,2%.

A livello territoriale, tra le province con maggiore presenza di candidati attivi emergono Torino, con il 6,2%Roma con il 5,5%Milano con il 4,4%Bergamo con il 3,4%Napoli con il 3,2%Brescia con il 2,9% e Bari con il 2,5%. Tra le località italiane più rappresentate compaiono invece RomaTorinoMilanoPalermoNapoliGenovaBariCataniaVerona e Bologna.

“Questi dati aiutano a leggere meglio il mercato del lavoro digitale: chi cerca occupazione online non è soltanto giovane, laureato o legato alle nuove professioni tecnologiche. Vediamo una platea molto concreta, composta da lavoratori adulti, spesso diplomati, che si candidano soprattutto per ruoli operativi, commerciali, logistici, amministrativi e di servizio. Il problema, però, non riguarda solo i candidati: molte aziende, soprattutto piccole e medie imprese, non utilizzano ancora in modo strutturato gli strumenti digitali di recruiting. Questo rende più difficile intercettare profili già disponibili e finisce per ampliare il divario tra domanda e offerta di lavoro”, afferma Marco Contemi, founder di AppLavoro.it.

La fotografia che emerge dall’osservatorio suggerisce quindi una lettura chiara: il recruiting digitale non è più un canale riservato a profili altamente qualificati o a fasce giovani della popolazione. Al contrario, rappresenta sempre più uno spazio trasversale in cui si muovono lavoratori adulti, diplomati e con competenze spendibili nei settori dove la domanda delle imprese resta elevata.

Allo stesso tempo, il mismatch non può essere letto solo come mancanza di lavoratori disponibili. Una parte del problema riguarda anche la capacità delle imprese di rendere visibili le proprie offerte, presidiare i canali digitali e utilizzare strumenti in grado di migliorare l’incontro tra competenze richieste e profili effettivamente presenti sul mercato.