(Sesto Potere) – Ravenna – 28 settembre 2026 – Il vento, il mare aperto, la vita a bordo e, soprattutto, la forza del gruppo. Tutti contenti al termine della seconda edizione di “Velando 2 su Ravenna”, il progetto nazionale promosso dal ministero per le Disabilità e realizzato da Marinando Ravenna insieme ad Anffas Emilia-Romagna con il coinvolgimento di realtà del mondo della vela e della nautica.
Diverse le novità rispetto alla prima edizione, spiegano gli organizzatori, a partire dalla formula immersiva: non soltanto alcune ore di navigazione, anche la possibilità di vivere il mare a 360 gradi, dormendo, mangiando e condividendo la quotidianità a bordo.
Marinando da anni utilizza il mare e la vela come “strumenti di relazione, autonomia e crescita“, mettendo a valore un metodo registrato e depositato che in ogni edizione conferma validità e risultati.
“Il risultato più importante è quello della squadra”, sottolinea il presidente Sante Ghirardi presidente di Marinando. E costruire, gli fa eco la presidente di Anffas Emilia-Romagna Barbara Bentivogli, “sostegni appropriati affinché possano esercitare i propri diritti, fare scelte e realizzare insieme il proprio progetto di vita”.
E una mano l’ha dato anche il meteo che, pur con qualche cambiamento imposto, non ha impedito di vivere pienamente l’esperienza: dal tramonto osservato in mezzo al mare alle lunghe giornate di navigazione, con uscite che hanno raggiunto anche le otto ore in mare aperto.
Tre le imbarcazioni impiegate, per diverse destinazioni, tra cui Baiona, Cesenatico e l’Isola degli Spinaroni, alternando alla navigazione la scoperta del territorio. E anche a momenti di musica, karaoke, balli e divertimento. Senza dimenticare quelli dedicati all’apprendimento e all’autonomia: dalla scuola di vela alla guida del gommone, dalle attività di comunicazione in mare alla gestione delle diverse responsabilità necessarie durante la navigazione.
A Cesenatico i partecipanti hanno inoltre visitato il museo, accompagnati da una guida. Il ritmo intenso delle giornate ha permesso ai partecipanti di acquisire una sempre maggiore familiarità con il mare e anche dal punto di vista fisico i ragazzi hanno dimostrato una buona capacità di affrontare la navigazione e di stare in mare, senza particolari problemi o malori.
Così Sara e con le Elia si sono sentiti “parte di una vera famiglia”; e Loris si è immerso in una sfida personale, una sorta di lotta con le proprie paure che è riuscito a superare. E anche i volontari si sono emozionati. Velando 2 ha così confermato che “il mare può diventare uno spazio nel quale sperimentare l’autonomia, la responsabilità, la relazione e la fiducia.

