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Demografia, in aumento la popolazione in provincia di Forlì-Cesena e Rimini

(Sesto Potere) – Forlì – 21 ottobre 2026 – Nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Economico e Sociale della Camera di commercio della Romagna, è disponibile un nuovo report di analisi per il territorio di competenza dell’Ente, che ne delinea il profilo demografico e i suoi cambiamenti nel medio periodo. La Camera di commercio della Romagna, nell’ambito della linea strategica dedicata all’Informazione economica, presidia, aggiorna e innova sistematicamente il patrimonio informativo a disposizione del territorio.

Il profilo demografico della provincia di Forlì-Cesena

L’analisi delle principali variabili demografiche prende in considerazione il periodo 2000-2025 con l’anno 2020 punto intermedio, al fine di evidenziare ed isolare gli effetti che il Covid-19 ha avuto sulle dinamiche demografiche naturali, migratorie e strutturali. I risultati, in sintesi, sono di seguito riportati, rimandando alla consultazione del report, disponibile sul sito della Camera di commercio della Romagna, per un maggiore dettaglio e per gli approfondimenti del caso.

Al 31 dicembre 2025, dati provvisori, la popolazione in provincia di Forlì-Cesena è pari a 394.337 residenti (+10,6% rispetto al 2000). Negli ultimi 25 anni la densità demografica è passata da 150 abitanti per km quadrato a 166 abitanti per km quadrato. Con riferimento ai Comprensori, quello di Cesena risulta il più popoloso (208.624 residenti, pari al 52,9% della popolazione provinciale), con una crescita dei residenti nel lungo periodo del 13,0% ed una densità abitativa pari a 187 abitanti per km quadrato (165 nel 2000). La popolazione residente nel Comprensorio di Forlì è pari al 47,1% di quella provinciale ed è cresciuta dell’8,1% dal 2000, mentre la sua densità è pari a 147 abitanti per km quadrato (136 nel 2000). Per tutti i territori in analisi, i residenti sono sostanzialmente rimasti stabili negli ultimi 5 anni (2020-2025), registrando variazioni percentuali minime (+0,4% a livello provinciale), così come i valori di densità abitativa.

L’età media dei residenti in provincia è pari a 47,6 anni (47,3 Emilia-Romagna, 47,1 Italia). In termini strutturali, in provincia di Forlì-Cesena il 25,8% della popolazione è over 64enne (dato superiore al contesto regionale 25,2% e nazionale 25,2%), mentre l’11,5% è nella fascia di età 0-14 anni; nel confronto con il 2000 si nota un lieve decremento dell’incidenza di quest’ultima classe di età (era pari all’11,7%), un incremento dell’incidenza della popolazione anziana (era il 21,4%) ed una contestuale riduzione dell’incidenza della popolazione potenzialmente attiva (15-64 anni, dal 66,9% al 62,7%).

Negli anni in esame in provincia la natalità è diminuita (il tasso di natalità – nati vivi per mille residenti – è passato da 8,4 del 2000 a 5,5 del 2025), mentre la mortalità è aumentata (tasso di mortalità – deceduti per mille residenti – da 10,6 a 11,2); rispetto al periodo Covid la mortalità è tuttavia in riduzione, in quanto nel 2020 si era registrato un tasso pari a 12,4 (13,3 Emilia-Romagna, 12,5 Italia). La crescita naturale (differenza tra nati e morti per mille abitanti) della popolazione residente in provincia è pertanto negativa (-5,7), peggiore rispetto al dato regionale (-5,2) e nazionale (-5,0); dal 2000 è evidente il peggioramento di questo parametro su tutti i territori in analisi e di confronto, mentre dal 2020 (-6,0) è visibile un lieve recupero dovuto sostanzialmente al rientro in media della mortalità.

Dal 2000 la speranza di vita alla nascita nel territorio provinciale di Forlì-Cesena è passata da 80,6 a 83,1 anni nel 2020, raggiungendo gli 84,6 anni nel 2025.

A livello di Comprensori non si riportano differenze significative nella dinamica naturale della popolazione, se non una maggior mortalità in quello di Forlì (11,7 contro 11,2 provinciale e 10,8 del Comprensorio di Cesena) che tuttavia è storicamente il territorio con una maggior incidenza di over 64enni (26,3% nel 2025), anche in un confronto regionale e nazionale. Il Comprensorio in esame presenta inoltre un indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni) storicamente più elevato (228,3) rispetto al dato provinciale (225,5), regionale (218,6) e nazionale (216,3); lo stesso si può affermare per l’indice di dipendenza degli anziani, ovvero il carico sociale (rapporto tra la popolazione di età 65 anni e più e la popolazione in età attiva), che a Forlì è pari a 42,3 rispetto al 41,2 provinciale.

L’attrattività del territorio provinciale (dinamica migratoria netta, comprensiva dei movimenti di cittadini italiani e stranieri da altri Comuni e dall’Estero, N.d.R.), invece, di fatto, non è cambiata negli anni; se si esclude il 2020, dove i flussi di immigrazione ed emigrazione si sono ridotti per le note restrizioni sanitarie alla circolazione, il tasso migratorio netto (differenza tra immigrati ed emigrati per mille residenti) del 2000 (8,5) è dunque sovrapponibile a quello del 2025 (8,2). L’attrattività del Comprensorio di Forlì nel 2025 (10,1) risulta maggiore di quella di Cesena (6,5), contrariamente a quanto rilevabile nel 2000 dove era il Comprensorio di Cesena maggiormente attrattivo (9,3 contro 7,6).

La popolazione straniera residente in provincia di Forlì-Cesena (45.874 unità nel 2025) è cresciuta in modo rilevante nel lungo periodo (+373,0%) e la sua incidenza è passata dal 2,7% del 2000 all’11,6% del 2025, incidenza superiore al dato nazionale (9,4%). La presenza di stranieri residenti è storicamente maggiore nel Comprensorio Forlivese (incidenza 12,9% nel 2025) rispetto a quello Cesenate (10,5%), anche se si può notare come in provincia la maggioranza dei residenti non italiani (il 52,2%) nel 2025 si localizzi sul territorio forlivese, mentre nel 2000 era individuabile nel Comprensorio cesenate (52,9%). Negli ultimi 5 anni (2020-2025), la popolazione straniera residente in termini assoluti è tornata a crescere a livello provinciale (+0,6%), trainata in particolar modo dal Comprensorio forlivese (+5,8%) a fronte di una decrescita in quello cesenate (-4,6%).

I dati previsionali Istat di scenario mediano indicano per la provincia di Forlì-Cesena una sostanziale tenuta demografica nel lungo periodo, in controtendenza rispetto alla flessione calcolata a livello nazionale (-4,6% al 2045) e in linea con il trend di crescita dell’Emilia-Romagna (+1,7%). Nello specifico, la popolazione residente aumenterà progressivamente fino a toccare i 396.422 residenti nel 2030 (+0,8% rispetto al 2025) e i 397.107 nel 2035 (+1,0%), per poi assestarsi a 395.725 residenti nel 2045 (+0,6% sul 2025).

Sotto il profilo della struttura per età, le stime confermano un progressivo e marcato invecchiamento della popolazione: l’età media dei residenti salirà dai 47,6 anni del 2025 ai 48,3 nel 2030, 49,1 nel 2035, fino ai 50,3 anni nel 2045 (a fronte dei 50,0 anni della media regionale e dei 50,7 nazionali). Entro il 2045, la quota di over 64enni sfiorerà il 33,5% della popolazione complessiva (era il 25,8% nel 2025), a fronte di una contrazione sia della popolazione in età attiva (15-64 anni, dal 62,7% al 56,2%), sia dei giovani tra 0 e 14 anni (dal 11,5% al 10,3%). Questo sbilanciamento strutturale determinerà un drastico aumento dell’indice di vecchiaia, destinato a salire da 225,5 del 2025 a 262,8 nel 2030, 302,3 nel 2035 e 326,5 nel 2045 (rispetto ai 317,7 dell’Emilia-Romagna). Contestualmente, l’indice di dipendenza (carico sociale) crescerà da 59,5 nel 2025 a 60,9 nel 2030, 65,5 nel 2035 fino a toccare quota 77,9 nel 2045.

Le proiezioni evidenziano una dinamica naturale che rimarrà strutturalmente in campo negativo: il tasso di crescita naturale è stimato a -6,1 per mille abitanti nel 2030, -6,0 nel 2035 e -6,6 per mille nel 2045, per effetto di un tasso di mortalità in aumento (fino a 13,3 per mille nel 2045) non compensato dal tasso di natalità (6,0 per mille nel 2030 e 6,7 nel 2045). La stabilità della popolazione sarà garantita esclusivamente dal tasso migratorio netto, che si manterrà costantemente positivo nel tempo (+7,9 per mille nel 2030, +6,6 nel 2035 e +6,1 per mille nel 2045).

Il profilo demografico della provincia di Rimini

L’analisi delle principali variabili demografiche prende in considerazione il periodo 2000-2025 con l’anno 2020 punto intermedio, al fine di evidenziare ed isolare gli effetti che il Covid-19 ha avuto sulle dinamiche demografiche naturali, migratorie e strutturali. I risultati, in sintesi, sono di seguito riportati, rimandando alla consultazione del report, disponibile sul sito della Camera di commercio della Romagna, per un maggiore dettaglio e per gli approfondimenti del caso.

Avvertenza: il dato della popolazione residente si riferisce ai confini amministrativi dell’epoca; nel tasso di crescita dei residenti e nel valore assoluto degli stessi è dunque compreso anche l’effetto delle variazioni amministrative intervenute nel 2009 (entrata dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello) e nel 2022 (entrata dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio).

Al 31 dicembre 2025, dati provvisori, la popolazione in provincia di Rimini è pari a 341.244 residenti (+26,0% rispetto al 2000). Negli ultimi 25 anni la densità demografica provinciale è passata da 507 abitanti per km quadrato a 370, valore superiore al dato regionale (199) e nazionale (195). Negli ultimi 5 anni (2020-2025), invece, i residenti sono cresciuti dell’1,0%, mentre la densità abitativa si è ulteriormente ridotta (era 390 nel 2020).

L’età media dei residenti in provincia è pari a 47,6 anni (47,3 Emilia-Romagna, 47,1 Italia). In termini strutturali, in provincia di Rimini il 25,3% della popolazione è over 64enne (dato superiore al contesto regionale 25,2% e alla media nazionale 25,2%), mentre l’11,1% è nella fascia di età 0-14 anni; nel confronto con il 2000 si nota un decremento dell’incidenza di quest’ultima classe di età (era pari al 12,8%), un incremento dell’incidenza della popolazione anziana (era il 19,2%) ed una contestuale riduzione dell’incidenza della popolazione definita potenzialmente attiva (15-64 anni, dal 68,0% al 63,6%). L’aumento dell’incidenza degli over 64enni ha portato in provincia un incremento dell’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni, da 150,8 del 2000 a 227,8 del 2025), dell’indice di dipendenza degli anziani (rapporto tra la popolazione di età 65 anni e più e la popolazione in età attiva, da 28,3 a 39,8) e dell’indice di struttura (rapporto tra la popolazione di 40-64 anni e la popolazione di 15-39 anni, da 94,4 a 149,2).

Negli anni in esame in provincia la natalità è diminuita (il tasso di natalità – nati vivi per mille residenti – è passato da 9,6 del 2000 a 5,1 del 2025), mentre la mortalità è aumentata (tasso di mortalità – deceduti per mille residenti – da 9,3 a 9,9); rispetto al periodo Covid la mortalità è tuttavia in riduzione, in quanto nel 2020 si era registrato un tasso pari a 12,5 (13,3 Emilia-Romagna, 12,5 Italia). La crescita naturale della popolazione residente (differenza tra nati e morti per mille abitanti) in provincia è pertanto negativa (-4,9), ma leggermente più contenuta del dato regionale (-5,2) e nazionale (-5,0); dal 2000 è evidente il peggioramento di questo parametro in provincia di Rimini (era +0,3) e su tutti i territori di confronto, mentre dal 2020 (-6,1) è visibile un recupero dovuto sostanzialmente al rientro in media della mortalità.

Dal 2000 la speranza di vita alla nascita nel territorio provinciale di Rimini è passata da 80,6 a 82,7 anni nel 2020, raggiungendo gli 85,3 anni nel 2025.

L’attrattività del territorio provinciale (differenza tra immigrati ed emigrati, comprensiva dei movimenti di cittadini italiani e stranieri da altri Comuni e dall’Estero, N.d.R.), si è ridotta dal 2000: il tasso migratorio netto (saldo migratorio per mille residenti) è sceso da 9,5 del 2000 a 7,4 del 2025, toccando un minimo nel 2020 di 4,5, periodo in cui i flussi di immigrazione ed emigrazione si erano ridotti per le note restrizioni sanitarie alla circolazione dovuti alla pandemia Covid-19.

La popolazione straniera residente in provincia di Rimini (37.979 unità al 2025) è cresciuta in modo rilevante nel lungo periodo (+303,9%) e la sua incidenza è passata dal 3,5% del 2000 all’11,1% del 2025, valore superiore al dato nazionale (9,4%). Negli ultimi 5 anni (2020-2025), invece, la popolazione straniera in termini assoluti risulta in lieve decrescita (-1,4%).

Per la provincia di Rimini, lo scenario previsionale mediano (2025-2045) Istat evidenzia una prima fase di espansione demografica nel breve-medio periodo, cui seguirà un lieve ridimensionamento dopo il 2035. La popolazione residente passerà dai 341.244 residenti del 2025 a 343.020 nel 2030 (+0,8%) e a 342.915 nel 2035 (+0,7%), per poi assestarsi a 339.241 residenti nel 2045 (-0,3% rispetto al 2025), un calo comunque contenuto rispetto alla contrazione stimata per il territorio nazionale (-4,6%).

Sul piano della composizione per età, il territorio riminese registrerà l’incremento più accentuato dell’età media, che passerà dai 47,6 anni del 2025 ai 48,4 nel 2030, 49,4 nel 2035 e 50,9 anni nel 2045 (valore superiore sia alla media regionale di 50,0 anni sia a quella nazionale di 50,7). Nel 2045, l’incidenza degli over 64enni raggiungerà il 34,3% della popolazione (dal 25,3% del 2025), a fronte di un calo della fascia giovanile 0-14 anni al 9,7% (dall’11,1%) e della popolazione attiva (15-64 anni) al 56,0% (dal 63,6%).

L’accelerazione dell’invecchiamento porterà l’indice di vecchiaia da 227,8 nel 2025 a 273,7 nel 2030, 325,4 nel 2035 e 354,1 nel 2045, posizionando Rimini su valori decisamente più elevati della media regionale (317,7) e nazionale (338,9). L’indice di dipendenza (carico sociale) salirà da 57,2 nel 2025 a 59,3 nel 2030, 64,7 nel 2035 e 78,7 nel 2045.

Le proiezioni sulla dinamica naturale indicano un allargamento del saldo negativo: il tasso di crescita naturale passerà da -5,8 per mille nel 2030 a -5,9 nel 2035 e -7,1 per mille nel 2045, spinto dalla mortalità in crescita (fino a 13,3 per mille abitanti nel 2045) a fronte di una natalità contenuta (5,6 per mille nel 2030 e 6,2 nel 2045). La tenuta demografica riminese dipenderà quindi dall’attrattività del territorio, con un tasso migratorio netto che si confermerà positivo per tutto il periodo in analisi (+7,5 per mille nel 2030, +6,1 nel 2035 e +5,5 per mille nel 2045).