martedì, Ottobre 27, 2026
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Dal carcere organizzavano aggressioni armate e traffico di droga, blitz di polizia e Dda di Bologna: 6 arresti

(Sesto Potere) – Bologna – 27 ottobre 2026 – La Polizia di Stato di Bologna, dalle prime ore di oggi, ha dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Bologna – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) –, a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e porto di armi, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti e utilizzo illecito di apparati telefonici all’interno di istituti penitenziari.

In particolare, l’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Bologna ha consentito di accertare che alcuni soggetti, detenuti presso istituti penitenziari emiliani per gravi reati, tra cui l’omicidio volontario consumato, sarebbero riusciti a dirigere e coordinare, dall’interno delle strutture carcerarie e mediante l’utilizzo di apparati telefonici illecitamente detenuti, attività criminali all’esterno degli istituti. Tali attività riguardavano, in particolare, il traffico di sostanze stupefacenti e il recupero di crediti e la riscossione di debiti derivanti da affari illeciti, anche mediante il ricorso a armi comuni da sparo illegalmente detenute.

Nel corso delle indagini è stata ricostruita una compravendita di un chilogrammo di cocaina, concordata all’interno di un istituto penitenziario da due soggetti detenuti. Secondo l’ipotesi accusatoria, il pagamento della sostanza stupefacente sarebbe stato successivamente sollecitato attraverso un’azione intimidatoria compiuta l’8 gennaio 2026 nella provincia di Bologna, quando due uomini avrebbero esploso colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura della madre di uno dei detenuti.

È stata, inoltre, ricostruita un’aggressione commessa il 28 febbraio 2025 all’interno di un parcheggio di Bologna, mediante l’utilizzo di una pistola. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’azione sarebbe stata eseguita da due fratelli di nazionalità albanese su mandato di un terzo fratello, all’epoca detenuto, con l’obiettivo di riaffermarne il prestigio criminale. Nel corso dell’aggressione, la vittima riportava una ferita, senza tuttavia sporgere denuncia per l’accaduto.

È doveroso evidenziare che il procedimento si trova in fase di indagini preliminari, per cui gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza di condanna.