martedì, Maggio 12, 2026
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Cure palliative di Ravenna: IOR dona un’auto per l’assistenza domiciliare

(Sesto Potere) – Ravenna – 12 maggio 2026 – Venerdì 8 maggio si è tenuta, presso il Centro di Medicina e Prevenzione dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, la cerimonia di consegna dell’automobile donata dall’Istituto Oncologico Romagnolo alla Struttura Semplice Dipartimentale di Cure Palliative della provincia bizantina: un aiuto al mantenimento e alla diffusione dei fondamentali servizi di assistenza domiciliare prestati dagli operatori dell’equipe del dott. Luigi Montanari, reso possibile grazie alla sensibilità de “La Cassa di Ravenna”.

Il gruppo bancario, che comprende anche Banca di Imola, Banco di Lucca e del Tirreno e tre società di prodotti e servizi, ha deciso di destinare lo 0,2% di un’obbligazione triennale a tasso fisso dedicata proprio al sostegno delle attività dello IOR sul territorio. Dal canto suo l’organizzazione non-profit fondata nel 1979 dal prof. Dino Amadori, di concerto con l’AUSL Romagna, ha valutato di reinvestire i contributi proprio nel potenziamento di un servizio sempre più fondamentale per le famiglie del territorio di Ravenna: l’assistenza domiciliare, infatti, permette di portare direttamente presso le case dei pazienti che affrontano la fase del fine-vita quelle cure palliative che garantiscono sollievo dalla sofferenza e dignità fino all’ultimo momento.

Attività, queste, che altrimenti ricadrebbero con tutto il loro peso esclusivamente sulle spalle di affetti e famigliari: i cosiddetti “caregiver”, verso la cui salute occorre un’attenzione sempre maggiore.

Se fino ad alcuni decenni fa venivano confuse con quei trattamenti che “non servono a nulla”, perché somministrati proprio quando la guarigione non è più un obiettivo possibile, con il cambio di paradigma avvenuto negli ultimi anni, per cui ad essere al centro della presa in carico del percorso oncologico non è più la malattia bensì la persona con tutte le sue esigenze e necessità, le cure palliative hanno acquisito una dignità e una importanza pari a quella delle altre discipline mediche. Strutturata in una rete che comprende anche i Comuni di Cervia e Russi, è organizzata per erogare assistenza in diversi setting a seconda dei bisogni della persona, per migliorare la qualità di vita dei malati e delle famiglie: dall’ambulatorio, per chi può accedere autonomamente, agli Hospice, per chi soffre di problematiche complesse che necessitano di assistenza specifica residenziale. In questo contesto il domicilio, per chi non può raggiungere in autonomia questi luoghi ma dispone di un caregiver che possa garantire un’idonea assistenza, rappresenta l’ambiente migliore: pertanto, i veicoli sono indispensabili per raggiungere rapidamente e in sicurezza quelle famiglie che richiedono un aiuto.

«La storia del nostro Istituto è una storia legata a doppio filo alle attività delle Cure Palliative – ha spiegato nel corso della cerimonia Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR – il prof. Amadori, nel 1979, fondò questa organizzazione anche e soprattutto con l’idea di sostenere l’assistenza domiciliare e portare al contempo compagnia e ascolto, tramite i volontari, nelle case di chi soffre. Lo stesso nostro fondatore è risultato poi fondamentale, a fine anni ’90, quando ricopriva il ruolo di Presidente AIOM, nella diffusione capillare di strutture come gli Hospice. Al dott. Luigi Montanari, più che una collaborazione, ci lega un rapporto di amicizia, basata sulla reciproca stima per l’opera che svolgiamo. In un’epoca in cui i nuclei famigliari sono sempre meno numerosi e sparpagliati sul territorio, la cronicizzazione dei tumori, che ha restituito mesi e anni di vita preziosi al paziente oncologico, non è solo una conquista, ma anche una sfida sociale e sanitaria. Al di là delle esigenze del paziente stesso ricordo infatti che, di recente, è uscito uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità che mostra come 4 caregiver su 10 sviluppino una o più patologie croniche che non avevano prima della diagnosi del proprio caro. Questo significa che lo spirito abnegazione verso il sollievo, l’igiene, la dignità del malato può presentare un tributo, sia da un punto di vista fisico che psicologico, se il famigliare viene abbandonato a sé stesso. Nessuno va lasciato indietro: per questo ringrazio il gruppo “La Cassa di Ravenna”, che ha accettato di buon grado di dedicare i contributi della loro iniziativa all’importante impegno delle cure palliative. Un impegno che ci ricorda come, anche laddove la malattia non sia più guaribile, la persona è sempre curabile».

«La UCPD della Rete Locale Cure Palliative di Ravenna si arricchisce oggi di un nuovo mezzo per le visite a domicilio in un Distretto di circa 200.000 abitanti, comprendente i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi – ha aggiunto il dott. Luigi Montanari, Direttore della Struttura – sarà utilizzata soprattutto per le visite congiunte a casa degli assistiti da parte dell’equipe domiciliare composta dal Medico Palliativista e dall’ Infermiere Case Manager. Nel 2025 sono stati presi in carico circa 300 nuovi pazienti con patologia cronica degenerativa evolutiva, con problematiche complesse (dolore cronico e globale, deficit neuromuscolari, nutrizionali, cognitivi, relazionali). L’82% di questi erano persone con diagnosi di tumore. Nell’ambito ravennate sono presenti 12 Nodi di Cure Palliative: gli Hospice di Ravenna, Faenza e Lugo; gli ambulatori all’ interno dei 3 Presidi Ospedalieri e al CMP di Ravenna; l’attività di Consulenza intra-ospedaliera nei reparti dei 3 Presidi Ospedalieri; le cure Domiciliari e consulenze nelle Residenze anziani nei 3 Distretti della Provincia. Si ringrazia la generosità dello IOR e de “La Cassa di Ravenna” per questo gesto di attenzione e aiuto al Servizio Pubblico, ulteriore nota su come i cittadini e il volontariato collaborano concretamente a sostenere le attività sanitarie e assistenziali per il bene di ammalati e famiglie».

«Il gruppo bancario “La Cassa di Ravenna” è un gruppo di banche del territorio, legato alle famiglie, agli imprenditori, alle persone, ai giovani e a tutti coloro che svolgono attività per altri, soprattutto per chi è in difficoltà — ha affermato il Presidente del gruppo, Antonio Patuelli — come banca del territorio, accanto all’esigenza di essere azienda e di lavorare per azionisti, dipendenti e clienti, per noi è fondamentale essere vicini al territorio, captarne le esigenze più profonde e intervenire (direttamente e indirettamente con le meritorie iniziative della benemerita Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna) a sostegno di chi lavora per la salute e il benessere delle persone. In questo siamo lieti di affiancare l’Istituto oncologico e di sostenere la sua preziosa attività a favore di pazienti e famiglie che vivono un momento di grande sofferenza e sacrificio».

«Partecipo con soddisfazione e gratitudine – ha concluso l’Assessora alle Politiche per la salute, Roberta Mazzoni – a questa cerimonia di consegna da parte dello IOR di un’auto, donata anche grazie al contributo de La Cassa, che sarà di supporto all’ Unità organizzativa Cure Palliative di Ravenna. Si tratta di un gesto di grande valore e significato nel quadro del comune obiettivo di migliorare e rendere più efficace l’azione degli operatori sanitari in un ambito così delicato».