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Convention nazionale delle Città dell’Olio, tra i partecipanti anche l’assessore all’agricoltura del Comune di Imola

(Sesto Potere) – Imola – 18 luglio 2026 – Si è conclusa il 12 luglio a Corigliano-Rossano (Cosenza) la prima Convention Nazionale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, tre giorni di confronto che hanno riunito amministratori, istituzioni, mondo della ricerca, imprese e operatori del settore per discutere il futuro dell’olivicoltura italiana intorno al tema “L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’Olio, Comunità di Valori”.

Al centro dei lavori i temi della tutela del paesaggio, della biodiversità, della qualità del lavoro, dell’oleoturismo e del ruolo delle comunità locali nello sviluppo dei territori, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa raccolta nella Carta di Calabria. 

Tra i partecipanti anche Pierangelo Raffini, assessore allo sviluppo economico con delega all’agricoltura del Comune di Imola e consigliere regionale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Questa Convention – afferma Raffini  ha dimostrato che l’olivicoltura non è soltanto una produzione agricola di eccellenza, ma rappresenta un patrimonio identitario, culturale, ambientale ed economico capace di generare sviluppo per i territori. Dalla Calabria è arrivato un messaggio chiaro: investire sull’olivo significa investire nelle comunità, nella qualità della vita, nella valorizzazione delle aree interne e del turismo. È una visione che condivido pienamente e che deve tradursi sempre di più in politiche concrete. Come consigliere regionale dell’Associazione continuerò a lavorare affinché anche l’Emilia-Romagna rafforzi il proprio ruolo all’interno della rete nazionale delle Città dell’Olio, favorendo lo scambio di buone pratiche e promuovendo progetti che mettano insieme agricoltura, turismo, cultura, sostenibilità e innovazione”.

La nostra regione possiede produzioni di grande qualità e territori che meritano di essere valorizzati attraverso una strategia sempre più integrata. La Carta di Calabria – continua Raffini  rappresenta un punto di partenza importante. Ora spetta a tutti noi trasformare gli impegni emersi durante la Convention in azioni concrete, capaci di sostenere i produttori, tutelare il paesaggio olivicolo e creare nuove opportunità economiche e occupazionali, soprattutto per le giovani generazioni

La Carta della Calabria è il documento programmatico sottoscritto durante la prima Convention Nazionale delle Città dell’Olio. Definisce una visione condivisa per il futuro dell’olivicoltura italiana, impegnando istituzioni e territori a promuovere una governance integrata che valorizzi l’olivo non solo come produzione agricola, ma anche come patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale e sociale.

La Carta pone al centro la tutela della biodiversità, la qualità del lavoro, lo sviluppo dell’oleoturismo, il sostegno alle aree interne e la nascita delle Comunità dell’Olio, reti territoriali che uniscono enti locali, imprese, ricerca, associazioni e cittadini per uno sviluppo sostenibile dei territori olivicoli.

L’Associazione città dell’olio riunisce oltre 560 enti pubblici tra Comuni, Province, Camere di Commercio, Parchi e Comunità Montane impegnati nella valorizzazione dell’olivicoltura italiana. Il Comune di Imola è membro dell’associazione dal 2024.