(Sesto Potere) – Cesena – 10 agosto 2026 – I dati arrivano dalla rilevazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato nazionale e fotografano una situazione che merita attenzione anche sul territorio cesenate. Il credito per le piccole imprese continua infatti a ridursi, mentre il costo del denaro resta significativamente più elevato rispetto a quello applicato alle imprese di maggiori dimensioni. Secondo l’analisi di Confartigianato nazionale, dal 2019 a marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese italiane sono diminuiti di 34 miliardi di euro, con una contrazione del 25,9%, che sale al 39,3% per le imprese artigiane. Un calo nettamente superiore a quello registrato per il complesso delle imprese italiane, pari al 7,3%.
La tendenza prosegue anche nel 2026: a marzo i finanziamenti alle piccole imprese risultano in diminuzione del 4,3% su base annua, peggiorando rispetto al -4% di fine 2025. Ancora più marcata la flessione per le imprese artigiane, che raggiunge il -8,8%.
Anche il costo del credito evidenzia una forte penalizzazione per le piccole realtà. A fronte di un tasso medio del 4,97% applicato alla generalità delle imprese, i tassi per le piccole imprese arrivano al 7,2% in Emilia-Romagna. A livello nazionale si passa dal 6,5% di Bolzano fino al 10,6% della Sardegna.
“È importante sottolineare che questi dati della rilevazione di Confartigianato nazionale – evidenzia il Gruppo di Presidenza di Confartigianato del Cesenate – rappresentano un elemento di riflessione importante anche per il Cesenate, dove la presenza di piccoli imprenditori artigiani e piccole imprese è una componente fondamentale dell’economia locale”.
Il problema non riguarda infatti soltanto la possibilità di ottenere un finanziamento, ma anche il costo necessario per sostenerlo. Per una piccola impresa, un tasso di interesse più elevato può incidere direttamente sulla convenienza di un investimento, sulla possibilità di acquistare un macchinario, rinnovare un’attrezzatura, affrontare una transizione digitale o energetica oppure ampliare l’attività. “Quando il credito diventa più caro e più difficile da ottenere – prosegue il Gruppo di Presidenza – il rischio è che siano proprio le imprese più piccole, quelle che costituiscono una parte essenziale del nostro tessuto economico, a rinviare gli investimenti. È un tema che riguarda la competitività futura del territorio e che deve essere affrontato con attenzione”. La rilevazione di Confartigianato conferma dunque la necessità di rafforzare gli strumenti che possono facilitare l’accesso al credito delle micro e piccole imprese. In questo quadro, assumono particolare importanza il sistema delle garanzie, il ruolo dei Confidi e strumenti finanziari capaci di rispondere in modo rapido e adeguato alle esigenze degli imprenditori.

