(Sesto Potere) – Cesena – 9 giugno 2026 – I dati del primo trimestre 2026 confermano le difficoltà che stanno attraversando le imprese della moda. La produzione nei comparti tessile, abbigliamento e pelli registra una flessione del 2,8%, un calo meno accentuato rispetto al -5,5% del 2025 ma comunque in controtendenza rispetto alla crescita dello 0,4% della manifattura nel suo complesso. Anche sul fronte delle esportazioni il settore continua a mostrare segnali di debolezza: nei primi tre mesi dell’anno l’export della moda diminuisce del 2,2%, mentre la media della manifattura cresce del 3,3%.
Confartigianato Cesena evidenzia come il comparto stia risentendo di un contesto internazionale sempre più complesso.
Gli effetti dei dazi introdotti dagli Stati Uniti e della svalutazione del dollaro stanno incidendo sulla competitività delle produzioni italiane. Tra agosto 2025 e marzo 2026 l’export della moda verso il mercato statunitense è diminuito del 2,3%, invertendo la crescita del 4,9% registrata nei primi sette mesi del 2025. Particolarmente penalizzati risultano il tessile e l’abbigliamento, mentre pelli e calzature mostrano una maggiore capacità di tenuta.
Per Confartigianato Cesena è fondamentale evitare che queste criticità si traducano in un ulteriore rallentamento degli investimenti. Le imprese stanno ancora pagando gli effetti della stretta monetaria avviata nel 2022 e un eventuale nuovo aumento del costo del denaro rischierebbe di frenare la ripresa della propensione a investire che si è manifestata nei primi mesi del 2026.
Confartigianato Cesena condivide e sostiene le proposte avanzate da Confartigianato Moda per rafforzare le filiere nazionali e consolidare la competitività del Made in Italy.
In particolare, occorre valorizzare gli investimenti nelle fasi produttive a maggiore intensità artigianale, dalla filatura alla tessitura, dalla cucitura alla lavorazione della pelle e dell’accessoristica. È inoltre necessario premiare le imprese che acquistano almeno il 50% dei semilavorati in Italia, rafforzando il legame con il territorio e la qualità delle produzioni.
Secondo Confartigianato Cesena, la legge sulle PMI deve riconoscere un ruolo centrale alle aziende che mantengono capacità produttiva effettiva sul territorio nazionale e garantiscono continuità alle filiere. Solo attraverso il rafforzamento dell’intera catena del valore sarà possibile tutelare l’autenticità del prodotto 100% Made in Italy, sostenere l’occupazione e creare le condizioni per una crescita duratura del comparto moda.

