(Sesto Potere) – Cesena – 15 ottobre 2026 – «L’innovazione è una leva fondamentale per garantire competitività, crescita e prospettive alle nostre imprese. I dati diffusi dall’Istat dimostrano che le piccole aziende italiane stanno svolgendo un ruolo da protagoniste in questo percorso. È un segnale importante, che conferma la capacità dell’artigianato di evolversi, investire e affrontare le trasformazioni del mercato».
È quanto sottolinea il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati, commentando i dati sull’innovazione nelle imprese italiane. Nel triennio 2022-2024, secondo l’Istat, il 62,9% delle imprese con almeno dieci addetti ha svolto attività innovative, con un incremento di 4,3 punti percentuali rispetto al periodo precedente.
La crescita è trainata soprattutto dalle piccole imprese, la cui propensione all’innovazione è aumentata di 5,1 punti percentuali.
«Questi numeri raccontano una realtà che conosciamo bene anche nel nostro territorio: le piccole imprese non sono soltanto custodi di competenze e tradizioni, ma realtà dinamiche, capaci di introdurre nuove tecnologie, ripensare i processi produttivi e rispondere alle esigenze dei clienti», evidenzia il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena.
«L’innovazione non è un obiettivo riservato alle grandi aziende. È una necessità concreta anche per l’artigiano, che deve poter contare su strumenti, informazioni e opportunità adeguati alle proprie dimensioni».
Un ulteriore elemento significativo arriva dal confronto europeo. In base ai dati Eurostat richiamati nell’analisi, il 64,5% delle piccole imprese italiane risulta innovatore, una quota superiore alla media europea e a quelle registrate in Germania, Francia e Spagna, pur considerando le differenze nei perimetri statistici.
«Il posizionamento dell’Italia dimostra che il nostro sistema produttivo possiede energie e capacità che meritano di essere valorizzate», prosegue il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena. «Per consolidare questo risultato occorre accompagnare le imprese nei processi di trasformazione, favorendo l’accesso agli investimenti, la diffusione delle competenze digitali e l’adozione di soluzioni che migliorino efficienza, qualità e organizzazione del lavoro».
Innovazione e sostenibilità sono, infatti, due dimensioni sempre più strettamente collegate.
L’analisi dei dati Istat evidenzia che il 35,1% delle piccole imprese innovative ha introdotto innovazioni con benefici ambientali.
Tra gli interventi figurano la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, il riciclo dei materiali e dell’acqua, l’impiego di fonti rinnovabili e la sostituzione di materiali tradizionali con alternative meno inquinanti.
«La sostenibilità non deve essere interpretata esclusivamente come un obbligo, ma come una possibilità per rendere le imprese più efficienti e preparate alle sfide future», sottolinea il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena. «Ridurre gli sprechi, consumare meno energia e utilizzare meglio le risorse significa contribuire alla tutela dell’ambiente, ma anche contenere i costi e rafforzare la capacità competitiva delle aziende. Per molte realtà artigiane, anche piccoli interventi possono produrre risultati significativi».
«Perché la transizione diventi davvero accessibile, è fondamentale che le imprese possano programmare gli investimenti con maggiore certezza e trovare strumenti di sostegno semplici, efficaci e proporzionati alle loro esigenze», rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena.
«Le piccole aziende hanno spesso idee e volontà di innovare, ma devono confrontarsi con costi, tempi e difficoltà organizzative. Accompagnarle significa sostenere non soltanto le singole attività, ma l’intero tessuto economico locale»: concludono Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati.

