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Caldo estremo, Coldiretti: I danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro

Roma – 16 agosto 2026 – Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana fino ad oggi hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti, ma il conto degli effetti del cambiamento climatico potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare.

La situazione più critica resta concentrata al Nord, dove la scarsità d’acqua del periodo estivo sta mettendo a rischio intere produzioni. In alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre cresce l’allarme per il riso, con punte del 40% di calo del raccolto. 

In Lombardia, così come nelle principali aree risicole del bacino del Po, la disponibilità di acqua si è ridotta fino alla metà, alimentando la preoccupazione delle aziende. Particolarmente sotto pressione sono mais e colture estive, con perdite che in alcune zone arrivano al 70%, mentre nel Mantovano è scattato l’allarme anche per le zucche.

Pesante pure la situazione del Po dove a Pontelagoscuro il livello è di 6,90 metri sotto lo zero idrometrico, mentre a Cremona è di 8,50 metri.

In Veneto ed Emilia-Romagna aumenta il ricorso all’irrigazione per cercare di salvare le produzioni, con un conseguente incremento dei costi a carico delle imprese. Restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola e foraggi, mentre a complicare ulteriormente il quadro è l’avanzata del cuneo salino, che riduce la disponibilità di acqua dolce.

La gravità della situazione siccità è evidenziata anche dalla situazione dei grandi laghi. Il riempimento di quello di Como è a circa il 7% rispetto al volume teorico di riempimento, mentre per quello Maggiore si scende addirittura al 3%, l’Iseo è all’11% e il Garda è al 46%, secondo l’analisi Coldiretti su dati Laghi.net.

Per Coldiretti: “La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti”.

“I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche”: conclude Coldiretti.

Fonte notizia e foto: coldiretti.it