(Sesto Potere) – Bologna – 13 luglio 2026 – Il Comune di Bologna ha aderito al Global Urban Data Centres Pact, il manifesto promosso dalla rete internazionale C40 Cities che riunisce 41 città di sei continenti impegnate a definire principi comuni per uno sviluppo sostenibile delle infrastrutture digitali e dei data center. Tra i firmatari figurano, oltre a Bologna, città come Londra, Barcellona, Copenaghen, Melbourne, Rio de Janeiro, Johannesburg, Milano e Phoenix. Il Patto nasce per accompagnare la rapida crescita dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali, affinché produca benefici concreti per le comunità locali, nel rispetto degli obiettivi ambientali e della qualità della vita.
L’adesione viene resa nota oggi, nella stessa giornata in cui Regione Emilia-Romagna, Comune e Città metropolitana hanno presentato il nuovo modello di governance condivisa del Tecnopolo Dama. Due iniziative distinte ma complementari, che rafforzano la volontà di Bologna di essere protagonista nello sviluppo dell’economia della conoscenza, promuovendo al tempo stesso una crescita governata, sostenibile e orientata all’interesse pubblico.
Il Comune di Bologna sottolinea che le città sono il punto in cui gli investimenti prendono forma, ma sono anche il luogo in cui si manifestano gli effetti delle grandi trasformazioni economiche e tecnologiche. Per questo i sindaci sentono oggi l’esigenza di coordinarsi a livello internazionale. La competizione globale per attrarre investimenti nell’intelligenza artificiale e nei data center rappresenta una straordinaria opportunità, ma non può essere lasciata esclusivamente alle dinamiche del mercato.
Per Bologna l’adesione al Patto C40 rappresenta anche un indirizzo per le future scelte urbanistiche e di pianificazione. Le infrastrutture digitali dovranno inserirsi in una strategia di sviluppo sostenibile della città, coerente con gli obiettivi ambientali, con la tutela delle risorse, con la qualità dello spazio urbano e con l’interesse della comunità. Ogni nuovo investimento dovrà contribuire a creare lavoro qualificato, innovazione e valore condiviso, evitando che siano le sole logiche speculative a orientare le trasformazioni del territorio.
Con il Tecnopolo Dama Bologna è oggi uno dei principali poli europei dei Big Data, del supercalcolo e dell’intelligenza artificiale. Proprio per questo la città ritiene di avere una responsabilità ulteriore: contribuire a costruire un modello di sviluppo nel quale innovazione, sostenibilità, qualità urbana e interesse pubblico procedano insieme. È questo il significato dell’adesione al Patto C40.
Il Global Urban Data Centres Pact invita governi e imprese a sviluppare data center integrati nella pianificazione urbana, efficienti dal punto di vista energetico e nell’uso dell’acqua, trasparenti nei confronti delle comunità locali e capaci di generare benefici economici condivisi per i territori che li ospitano.

