venerdì, Giugno 5, 2026
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Bassa Romagna, Unione dei Comuni trasmette le proprie osservazioni all’Autorità di bacino distrettuale del Po

(Sesto Potere) – Lugo – 5 giugno 2026 – Nei giorni scorsi si sono chiusi i termini per la presentazione delle osservazioni al progetto di variante al Piano stralcio per assetto idrogeologico del bacino idrografico del Po (o Pai Po) e la Giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha trasmesso le proprie osservazioni all’Autorità di bacino distrettuale del Po, alla Regione Emilia-Romagna, al Consorzio di Bonifica e alla Provincia di Ravenna.

Sono 18 le osservazioni presentate, nell’ottica del miglioramento della qualità del quadro conoscitivo del territorio, dell’efficacia delle norme e degli interventi, nonché del coordinamento tra i livelli istituzionali e gli enti coinvolti dal tema della sicurezza idraulica.

In sintesi, i principali punti affrontati dai sindaci dell’Unione del tema della protezione idraulica del territorio partono dalla definizione delle priorità d’intervento e delle tempistiche di attuazione dei progetti per la sicurezza, attraverso un documento ufficiale di «Programmazione delle Priorità». Secondo i sindaci sarebbe necessario subordinare quelli per le aree di esondazione controllata (che devono restare l’estrema ratio) alla creazione di casse di laminazione fuori linea, di maggiore efficacia in caso di alluvione.

Il documento con le osservazioni inviate sostiene con forza l’utilizzo di sistemi di palancolature strutturali verticali per migliorare la tenuta arginale dei fiumi in prossimità dei centri abitati, con l’eventualità di utilizzarle anche per le arginature delle aree di esondazione controllata.

Quanto alle localizzazioni delle brecce arginali per le esondazioni controllate, i sindaci chiedono chiarimenti sui criteri adottati per l’individuazione delle aree e la rivalutazione degli scenari alla luce degli interventi sulle difese idrauliche che hanno fatto seguito alle rotture del 2023 e del 2024, modificando in maniera sostanziale la situazione delle aree in cui sono verificate le rotture.

Si chiede inoltre di revisionare e potenziarla capacità di invaso della cassa di laminazione che si progetta di realizzare in località San Severo, nel Comune di Cotignola, per i colmi di piena del Senio. I sindaci della Bassa Romagna ritengono che l’ampliamento di questo invaso migliorerebbe la protezione per il centro abitato di Cotignola e permetterebbe di ridurre o eliminare l’area di tracimazione controllata «Cà Rossa».

Sul fronte dei regimi indennitari relativi a espropri e delocalizzazioni necessari a realizzare le nuove aree di laminazione ed esondazione controllata, si fa richiesta di un apposito Piano degli Indennizzi e delle Compensazioni.

I sindaci dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna sottolineano in ultimo la necessità di rafforzare il coordinamento istituzionale su questi temi, chiedendo di attivare un tavolo tecnico-politico con la Regione Emilia-Romagna, per definire indirizzi condivisi per realizzare le nuove perimetrazioni, promuovere uno studio idraulico di area vasta, definire uno scenario idraulico unitario di riferimento e aggiornare il quadro normativo regionale.

«Ringraziamo gli uffici che hanno lavorato con noi alla definizione delle osservazioni, in particolare Lavori Pubblici, Edilizia e Urbanistica, Protezione Civile – dichiarano Elena Zannoni e Nicola Pondi., presidente e sindaco delegato alla Protezione Idraulica dell’Unione -. Con queste proposte e integrazioni vogliamo dare un contributo costruttivo a un Piano che rappresenta un fondamentale tassello per il miglioramento della sicurezza idrogeologica del territorio. Il Piano dovrà definire la natura e le priorità degli interventi, comprendendo anche tutte le opere che sono già in fase di realizzazione, oltre alle ricadute in termini urbanistici, in modo da consentire ai nostri cittadini e alle imprese di avere certezza delle proprie possibilità e dei limiti imposti. Siamo consapevoli del fatto che l’adattamento e la messa in sicurezza del territorio necessiteranno sempre di aggiornamenti, perciò consideriamo il Piano un documento vivo è aperto a futuri aggiornamenti».