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Antimafia, Regione E-R “presta” alle Prefetture personale con competenze maturate nella ricostruzione post-sisma

(Sesto Potere) – Bologna – 28 luglio 2026 – La Regione Emilia-Romagna rafforza il proprio impegno nella lotta alle mafie e alla corruzione attraverso una nuova convenzione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture del territorio.

L’accordo permette di valorizzare le competenze maturate negli anni della ricostruzione post-sisma 2012, quando furono potenziati gli Uffici Antimafia delle Prefetture di Reggio Emilia, Modena, Bologna Ferrara, e mette a disposizione personale specializzato regionale per i controlli antimafia, il monitoraggio degli appalti pubblici e le attività di prevenzione.

Un patrimonio di professionalità che viale Aldo Moro vuole preservare, evitando la dispersione delle competenze sviluppate in oltre dieci anni di collaborazione istituzionale.

La convenzione è stata presentata oggi dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dall’assessora alla Legalità, Elena Mazzoni, nel corso della riunione della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile (vedi foto).

“Tutelare l’economia legale e proteggere il nostro territorio dalle infiltrazioni mafiose richiede un impegno quotidiano e strumenti concreti- afferma il presidente de Pascale-. Con questa convenzione non ci limitiamo a confermare un’intesa, ma mettiamo competenze e risorse umane a diretto servizio delle Prefetture, rafforzando sul campo quel sistema di prevenzione che abbiamo costruito negli anni complessi della ricostruzione post-sisma. Per noi la legalità non è un concetto astratto o una risposta repressiva alla criminalità, ma una vera e propria politica di sviluppo.  Per questo la Consulta è uno strumento fondamentale: grazie al suo lavoro possiamo contribuire insieme a prevenire il crimine organizzato, contrastare la corruzione e promuovere la cultura della legalità. Solo unendo le forze istituzionali e facendo crescere comunità consapevoli possiamo creare gli anticorpi più efficaci contro ogni tentativo di infiltrazione”.

“La prevenzione delle illegalità passa anche attraverso una maggiore coesione sociale- aggiunge l’assessora Mazzoni-.  Dal 2011 il nostro impegno si è trasformato in politiche strutturali, costruendo strumenti normativi, sociali e culturali che rappresentano un argine alla criminalità organizzata. E continuiamo su questa strada: anche quest’anno sosterremo con 1,2 milioni di euro progetti sui territori dedicati alla promozione della legalità, alla prevenzione della criminalità organizzata e alla cittadinanza responsabile, a fronte di un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro. Un segno tangibile della vittoria delle istituzioni e di tutte le cittadine e i cittadini: dove la criminalità aveva cercato di affondare le sue radici, nascono spazi di partecipazione, servizi e opportunità per tutte e tutti”.

Nel corso della seduta della Consulta sono state analizzate le principali sfide sul fronte della legalità, a partire dal rischio di infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali, in particolare camorra e ‘ ndrangheta, capaci di modificare rapidamente strategie e modalità operative.

La Regione ha rafforzato una rete territoriale permanente di prevenzione delle mafie e della criminalità, investendo contemporaneamente su giovani, scuole, beni confiscati, ricerca universitaria e comunità locali, con l’obiettivo di trasformare la legalità da semplice principio a pratica quotidiana di cittadinanza.

Il protocollo tra Regione e ministero dell’Interno

La Regione assegnerà temporaneamente proprio personale qualificato alle Prefetture, per supportare le attività di controllo antimafia, le istruttorie amministrative, l’aggiornamento delle banche dati e il monitoraggio degli appalti pubblici.

I dipendenti resteranno alle dipendenze della Regione, che continuerà a sostenerne i costi, mentre le Prefetture avranno il compito di coordinarne le attività operative, definendo fabbisogni, organizzazione del lavoro, formazione e valutazione.

L’accordo può essere prolungato fino a sei anni, attraverso proroghe della convenzione e delle assegnazioni temporanee del personale.
In sintesi, la convenzione istituzionale consente alla Regione di mettere a disposizione personale qualificato per sostenere i controlli antimafia delle Prefetture emiliano-romagnole, assicurando la prosecuzione di un’esperienza decennale nata con la ricostruzione post-terremoto e considerata strategica per la tutela della legalità sul territorio.