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Alluvione, Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo donano 1,5 milioni di euro alla Città metropolitana di Bologna

(Sesto Potere) – Bologna – 24 novembre 2023 – Una donazione straordinaria di 1,5 milioni di euro per finanziare una serie di interventi le cui caratteristiche non rientrano nel perimetro dei rimborsi urgenti chiesti alla struttura commissariale, e come tali necessitano di fonti di finanziamento alternative per essere realizzate in tempi rapidi.

A tanto ammontano le risorse che la Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo hanno riconosciuto alla Città metropolitana di Bologna come contributo alla ricostruzione, sia tramite il finanziamento diretto della Fondazione per 500 mila euro, sia tramite il sostegno diretto per 1 milione di euro che Intesa Sanpaolo ha destinato alla Fondazione come erogazione liberale, affinché, nell’individuare i soggetti beneficiari dell’aiuto economico, questa potesse garantire un processo di selezione richiamato ai comuni princìpi cui la Fondazione e la Banca stessa si ispirano nelle rispettive attività.

Il contributo complessivo di 1,5 milioni di euro è destinato a consentire: il miglioramento di alcune strade provinciali colpite dall’alluvione del maggio scorso; il rifacimento dello storico ponte in località Bellaria a Monzuno, al confine con Marzabotto, sulla SP 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio (uno dei collegamenti più importanti e più fragili da un punto di vista geologico della rete stradale metropolitana di Bologna); l’acquisto di mezzi per il controllo e la manutenzione stradale.

sede fondazione Carisbo da loro sito web

Matteo Lepore, Sindaco della Città metropolitana di Bologna, ha dichiarato: «Ringrazio la Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo per questa importante donazione, che testimonia ancora una volta il grande legame con il territorio. Le opere per migliorare le strade provinciali sono importanti tanto quanto quelle di ricostruzione, se non di più, perché permettono di limitare i danni in caso si ripetessero simili calamità. Con questa azione si consolida il rapporto tra Fondazione e Amministrazioni comunali e metropolitana, prezioso per il sostegno alla nostra comunità nei momenti di necessità, così come per la promozione di tante iniziative sociali, educative e culturali durante tutto l’anno.»

Patrizia Pasini, Presidente della Fondazione Carisbo, ha affermato: «Per offrire un immediato soccorso alla popolazione colpita dall’alluvione dello scorso maggio, la Fondazione Carisbo ha reso disponibile, subito dopo l’evento, un contributo di 500 mila euro. Con l’ulteriore sostegno di Intesa Sanpaolo, alla quale va un pensiero grato per la collaborazione e vicinanza al territorio, l’impegno economico complessivo di 1,5 milioni di euro è stato indirizzato ed esteso nel medio-lungo periodo alla ricostruzione dei territori compromessi. Il Consiglio di Amministrazione, in ossequio a criteri di trasparenza ed efficacia, ha quindi deciso di procedere ad una verifica condivisa con la Città metropolitana, per selezionare specifici interventi, individuati tra quelli più determinanti ai fini della prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico e della bonifica ambientale, poiché la tutela delle comunità che soffrono l’emergenza è costante obiettivo della Fondazione Carisbo.»
Paolo Bonassi
, Executive Director Strategic Initiatives and Social Impact di Intesa Sanpaolo, ha commentato: «Intesa Sanpaolo è vicina alle comunità supportando le famiglie, le imprese e le persone in difficoltà anche attraverso un lavoro congiunto con le fondazioni azioniste come la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Dopo le moratorie, questo nuovo sostegno alle attività di ricostruzione e consolidamento delle infrastrutture danneggiate dal maltempo rappresenta un ulteriore aiuto alla ripartenza di un territorio così gravemente colpito

Nello specifico, il finanziamento diretto della Fondazione di 500 mila euro consentirà la realizzazione del nuovo ponte in località Bellaria sulla SP 325 Val di Setta (Comune di Monzuno – confine Marzabotto).

  • In località Bellaria sulla SP 325 Val di Setta, tra i Comuni di Monzuno e Marzabotto, già interessata a sud dal movimento franoso di diversi anni fa (di fronte alla località Gardelletta), l’alluvione ha danneggiato un antico ponte che la collega a nord al resto del territorio comunale (in particolare la frazione Vado). Il finanziamento consentirà la realizzazione di un nuovo ponte.

Le risorse per 1 milione di euro che Intesa Sanpaolo ha erogato alla Fondazione per selezionare le progettualità a cui offrire supporto, sono così allocate:

  • 350 mila euro per la realizzazione di un percorso pedonale sulla SP 325 in località Ponte Locatello – Cà Lagaro (Comune di Grizzana Morandi)
    La possibilità di usufruire della rete autostradale che insiste nella Val di Setta e Val di Bisenzio, se in parte la preserva dall’isolamento dall’altra la rende un territorio fortemente antropizzato dalle reti infrastrutturali strategiche dello Stato, su cui gravano precedenti danneggiamenti ai ponti, ulteriori gravi alluvionali e i lavori relativi alla Variante di Valico. Si tratta pertanto di una strada meritevole di interventi volti a migliorare la fruibilità e la vivibilità dell’infrastruttura a partire da tutti i residenti che vi si affacciano. In accordo con il Comune di Grizzana, si propone quindi un intervento di messa in sicurezza con ampliamento della fondazione stradale e contestuale miglioramento della pedonalità interna al centro abitato (tra le progressive chilometriche 21 e 22).
  • 300 mila euro per l’ampliamento ciclopedonale nell’ambito dei lavori di riqualificazione e adeguamento strutturale del ponte sul torrente Lavino della SP 26 Valle del Lavino (Comune di Monte San Pietro)
    Il Comune di Monte San Pietro è stato tra quelli maggiormente danneggiati nella prima fase alluvionale, in particolare a causa di numerosi movimenti franosi nella valle del Torrente Landa (frazione Loghetto) e delle piene del torrente Lavino che hanno eroso la strada provinciale tra le frazioni di Montepastore (loc. Padova) e Monte San Giovanni (loc. Pilastrino). Le 2 località sono su sponde opposte del torrente, e sono tra loro collegate da un ponte (di competenza della Città metropolitana di Bologna) stretto, tale da non consentire il transito in sicurezza di pedoni e biciclette, ad esempio per raggiungere le fermate del trasporto pubblico.
  • 230 mila euro per l’acquisto di una macchina operatrice specializzata per la manutenzione delle ripe stradali
    La riorganizzazione della struttura manutentiva della Città metropolitana concentra le squadre dei cantonieri in quelle zone del medio e alto Appennino (tra cui i Comuni di Monghidoro e Grizzana Morandi) dove più alti sono i rischi derivanti dal progressivo abbandono del territorio, ad esempio su quella manutenzione ordinaria del verde che circonda la strada in questi contesti fortemente naturalizzati, necessaria per prevenire dissesti o problematiche complesse (caduta rami o alberi, allagamenti, ecc.). A supporto di questa attività verrà acquistata una macchina moderna, specificamente progettata per operare tutto l’anno nella cura del verde stradale e forestale da parte degli enti pubblici. Il mezzo individuato dispone anteriormente di un robusto braccio telescopico da 7 metri, adatto sia per il superamento di ostacoli nel lavoro di pulizia dei bordi stradali, sia per essere usato in estensione, anche verticalmente, per raggiungere spazi lontani fino ai confini delle pertinenze stradali. Offre un grande comfort per l’operatore e un’ottima visibilità di lavoro, attraverso un’ampia vetratura.
     
  • 120 mila euro per l’acquisto di quattro automezzi fuoristrada ibridi per la sorveglianza delle strade provinciali
    Il presidio e la vigilanza della rete provinciale devono essere garantiti soprattutto quando le condizioni meteorologiche sono critiche. Il mercato automobilistico, a causa di un generalizzato aumento dei costi, ha sempre minore offerta di utilitarie a trazione integrale e pertanto si rende opportuno aggiornare la flotta con nuovi veicoli a trazione integrale e con capacità di trasporto adatta alle strumentazioni tecniche, indispensabili in condizioni ambientali difficili e di emergenza.