(Sesto Potere) – Forlì – 7 ottobre 2026 — Predappio e la sua storia sono entrate ancora una volta nel dibattito nazionale, questa volta dai microfoni de La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, dove nella serata del 6 ottobre (qui il video integrale della puntata: https://www.youtube.com/watch?v=a6x_Db03Sr8) è stato ospite in studio l’avvocato Francesco Minutillo, membro dell’Assemblea Nazionale di Futuro Nazionale Vannacci.
Nel corso dell’ampio confronto radiofonico, che ha toccato diversi temi politici, culturali e di attualità, uno dei momenti più accesi è stato lo scontro tra Minutillo e Parenzo che ha riguardato proprio Predappio, la sua identità storica e il rapporto della città con la figura di Benito Mussolini.
A introdurre il tema è stato Giuseppe Cruciani:« Parenzo vuole cambiare il nome a Predappio dicendo che bisogna abolire Predappio…»
A quel punto Parenzo ha spiegato direttamente la propria proposta: «Ribrandizzarla, darle una nuova immagine, perché non è possibile che l’immagine di questa ridente cittadina dell’Emilia-Romagna venga associata a custodire il corpo di un dittatore che per vent’anni ha distrutto e tenuto sotto scacco questo Paese, facendo leggi liberticide.»
Netta la replica di Minutillo: «Cambiare il nome di Predappio è l’illusione di Pierino che vuole svuotare il mare con il secchio. La storia non si cambia, la storia è quella. Come si fa ad avere anche soltanto il parto di un’idea di questo tipo, che è soltanto un’idea di distruzione?»
Parenzo ha quindi ribadito: «Cambiare il nome? Sì, sì, ma lo dico per la città.»

«È stato uno scambio significativo – ha osservato Minutillo – perché dimostra ancora una volta quanto Predappio continui ad avere un rilievo che va ben oltre i confini della Romagna. Se della sua identità, della sua storia e persino del suo nome si discute in una delle trasmissioni radiofoniche nazionali più seguite e controverse, significa che Predappio continua inevitabilmente a rappresentare qualcosa nella memoria pubblica italiana. Invito caldamente il sindaco Roberto Canali a condannare e stigmatizzzare questa ipotesi che riguarda direttamente la sua città. Perché credo che sia profondamente offensiva per Predappio ed predappiesi che sono orgogliosi del loro paese e del loro patrimonio storico e culturale, di cui non hanno nulla da vergognarsi».
Secondo Minutillo, tuttavia, «proprio questa centralità rende ancora meno comprensibile l’idea di intervenire sul nome della città».
«Si può avere qualunque giudizio sul fascismo e su Mussolini – ha detto Minutillo -. Si può discuterne, criticarli, condannarli sul piano storico o politico. Ma altra cosa è immaginare di risolvere il rapporto con la storia cancellando i nomi, rimuovendo i luoghi o tentando una sorta di rebranding del passato. Predappio è conosciuta in Italia e nel mondo proprio perché è uno dei luoghi nei quali una parte della storia italiana del Novecento si è materialmente svolta. Pensare di cancellare questo dato cambiando il nome al paese significa confondere la memoria con la rimozione».
Per Minutillo, il tema assume anche un significato più generale. «La storia non appartiene soltanto a chi la approva. Appartiene anche a chi la critica e a chi la studia. E soprattutto non può essere riscritta eliminando le parole che risultano sgradite nel presente. Predappio non ha bisogno di essere cancellata né “ribrandizzata”: ha bisogno di essere valorizzata, conosciuta, studiata e affrontata per ciò che realmente rappresenta nella storia italiana».
«È precisamente nei luoghi nei quali il confronto è più duro come La Zanzara – ha concluso Francesco Minutillo – che occorre avere il coraggio di sostenere le proprie idee senza complessi. E il fatto che ancora oggi, nel 2026, qualcuno possa pensare di risolvere il “problema Predappio” cambiandole il nome dimostra che, evidentemente, il rapporto dell’Italia con la propria storia è tutt’altro che pacificato».


