(Sesto Potere) – Cesena – 6 novembre 2026 – “Ritardi nei pagamenti: un problema che mette a rischio liquidità, investimenti e occupazione e che in Europa continua ad aggravarsi”. Lo rimarca Confartigianato Cesena, che segnala come si tratti di una della criticità maggiori anche nel territorio.
Ma la questione ha una dimensione ben più ampia. Nel 2025 il 52% delle imprese dell’Unione europea ha segnalato difficoltà legate ai ritardi di pagamento, 10 punti percentuali in più rispetto al 2021. I tempi medi di incasso hanno raggiunto 70,4 giorni nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione (B2G) e 62,5 giorni nelle transazioni tra imprese (B2B).
Sono numeri che confermano quanto il fenomeno rappresenti una minaccia concreta, soprattutto per le realtà artigiane e le piccole aziende, che spesso si trovano a dover finanziare i propri clienti, anticipando risorse che servirebbero per sostenere l’attività quotidiana e programmare il futuro.
“Le conseguenze sono pesanti- aggiunge Confartigianato Cesena – : nel 2025 il 19% delle imprese europee ha denunciato ripercussioni sui propri investimenti e sulle nuove assunzioni, il 18% interruzioni dell’attività ordinaria e il 16% difficoltà nel rimborso dei prestiti o la necessità di ricorrere a finanziamenti aggiuntivi. Inoltre, il 31% delle aziende ha dichiarato di aver a propria volta ritardato i pagamenti a causa dei mancati incassi dai clienti. Per recuperare i crediti scaduti le imprese dedicano mediamente 9,1 ore alla settimana”.
Di fronte a questo scenario, il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto), stigmatizza con forza la decisione della Commissione europea di ritirare dal proprio programma di lavoro la proposta di regolamento contro i ritardi di pagamento.
“Una scelta – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – che rappresenta un grave passo indietro nella tutela delle piccole imprese e che appare ancora più incomprensibile mentre Bruxelles richiama continuamente la necessità di rafforzare competitività, investimenti e crescita. Il ritiro della proposta rischia infatti di lasciare le imprese più piccole senza strumenti adeguati per contrastare gli squilibri contrattuali con clienti più grandi e dotati di maggiore forza negoziale. Non si tratta di semplici inefficienze amministrative, ma di un problema strutturale che condiziona la capacità delle aziende di investire”.
Confartigianato chiede quindi alla Commissione europea di non tardare a riaprire il confronto politico, per non compromettere l’obiettivo di introdurre regole più efficaci contro i ritardi di pagamento, a tutela soprattutto delle imprese più esposte agli squilibri contrattuali.
“Il principio “Think Small First” deve tradursi in fatti, non restare uno slogan. Servono tempi certi di pagamento, controlli e strumenti di tutela effettivi. Pagare puntualmente non è una concessione, ma un dovere e una condizione indispensabile per un mercato equo e competitivo»: conclude il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena.

