(Sesto Potere) – Forlì – 6 novembre 2026 – Martedì 10 novembre alle ore 18 nuovo appuntamento, è il secondo evento, al Ridotto del Teatro Diego Fabbri di Forlì, con la quarta edizione di “Ridotto in Poesia”, ciclo di confronti culturali e poetici organizzato al Ridotto del Teatro Diego Fabbri da Comune di Forlì, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Associazione Culturale Metropolis, con il sostegno di Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
Ospite di questa occasione sarà la poetessa torinese Carolina Anna Falbo, come sempre in dialogo con il giornalista, scrittore e poeta Marco Colonna, presidente di Metropolis.
Lettura della silloge La distrazione che ci rende dissimili e inediti di Carolina Anna Falbo.

L’ingresso all’incontro è aperto gratuitamente al pubblico fino a esaurimento posti.
Carolina Anna Falbo si laurea con lode in Lettere moderne all’Università di Pisa, con una tesi dal titolo “Fisionomie socioculturali della solitudine”. Nel 2015 la suddetta tesi diviene libro edito dalla Fondazione Mario Luzi Editore, previa prima segnalazione al Concorso internazionale Mario Luzi, nella sezione Magna cum laude.
Si specializza in Demo-etno-antropologia a Roma e nel 2022 consegue un Master in Mestieri dell’Editoria presso l’Università Iulm a Milano.
La silloge La distrazione che ci rende dissimili (prefazione di Dario Voltolini, editore Controluna, 2025) è la sua prima raccolta poetica ed è stata proposta alla quarta edizione del Premio Strega Poesia 2026.
Ha alcuni inediti, per adesso silenti.
Ha studiato pianoforte per sette anni in Conservatorio a Cosenza. Appassiona al disegno, alla pittura e a questioni di antropologia teatrale ha frequentato alcuni laboratori teatrali residenziali con Elena Bucci.
Sinossi de La distrazione che ci rende dissimili: “La distrazione che ci rende dissimili” sono parole dall’emergenza, scritte in un tempo comodo, quando i parametri di sicurezza e affidabilità erano in piedi. Vengono alla luce nelle stenosi espressive e talvolta barattano il significato con il gioco e la filastrocca perché, nelle crucialità, senso e non-senso sono leggeri e interscambiabili, e quindi tanto vale far esplodere i fonemi”.
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