(Sesto Potere) – Forlì – 3 novembre – Sono riprese questa mattina al Mimit, dopo la pausa notturna di ieri scattata ben oltre la mezzanotte, le trattative iniziate ieri sul futuro di Electrolux in Italia tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell’azienda e le istituzioni.
Il tavolo di confronto, presieduto dal Ministro Urso, ha come obiettivo quello di raggiungere un accordo sostenibile e condiviso che tuteli i livelli occupazionali e la continuità produttiva dei siti industriali.
È di queste ore la notizia che le parti sociali stanno lavorando, d’intesa con gli altri interlocutori, alla bozza di accordo presentata dai vertici di Electrolux, nella speranza di giungere a una versione definitiva che soddisfi le richieste di sindacati, Governo, enti locali e multinazionale svedese.
“Il documento, ancora in bozza, prevede un nuovo scenario anche per il sito industriale di Forlì – spiega l’Assessore Bravi – il piano conferma la centralità strategica dello stabilimento di viale Bologna. Sono previsti 15 milioni di euro di investimenti in 3 anni, per rinnovare l’offerta del prodotto, evolvere i processi industriali e migliorare l’efficienza operativa. Stando a quanto dichiarato dai responsabili dell’azienda, il nuovo assetto produttivo prevedrebbe 1.283 milioni di pezzi all’anno. Le linee produttive a regime diventerebbero tredici: sette per i forni elettrici, una per la tecnologia a gas, cinque per i piani cottura. Per i forni, l’obiettivo è concentrarsi su soluzioni più tecnologiche e di maggior valore. Per i piani cottura, si punta a valorizzare le competenze distintive del sito, senza concentrarsi solo su produzioni premium più complesse. Resta però il nodo degli esuberi. Le eccedenze dichiarate ‘scenderebbero’ a 194, che verrebbero trattate non come licenziamenti diretti, ma con una riduzione occupazionale programmata sostenuta da incentivi economici all’esodo, accompagnamenti verso la pensione per chi ne ha i requisiti, ricollocazioni interne e percorsi di riqualificazione professionale, ricorso agli ammortizzatori sociali e uscite volontarie. Il condizionale però è d’obbligo”.
“Il testo è ancora al vaglio delle rappresentanze sindacali e del Ministro. Così come formulato, se non dovesse cambiare, per il nostro territorio il documento contiene due notizie di segno opposto. Quella positiva è che Electrolux conferma Forlì come stabilimento strategico, assegna investimenti e mantiene le produzioni tecnologicamente più rilevanti. Quella negativa è la previsione di 194 posti di lavoro a rischio, che rappresenta una criticità occupazionale significativa per tutto il territorio. Inoltre, i volumi produttivi previsti sono obiettivi del piano, non risultati già acquisiti. Insomma, bene i 15 milioni di investimenti e il futuro industriale confermato per Forlì, ma la vera misura del successo del piano sarà la capacità di tutelare concretamente i 194 lavoratori coinvolti.”: conclude Kevin Bravi.

