(Sesto Potere) – Roma – 2 novembre 2026 – Si è tenuto oggi, 2 novembre 2026, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) a Roma l’ennesimo incontro sulla vertenza Electrolux, un vertice in due occasioni: in tarda mattinata un primo tavolo tecnico a porte chiuse tra i vertici dell’azienda Electrolux Italia e i sindacati di categoria metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, UglM; e dal tardo pomeriggio è in corso il tavolo plenario alla presenza del ministro Adolfo Urso, dei rappresentanti delle Regioni coinvolte (tra cui Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Marche) e dei sindaci delle città dove sono collocate sedi della multinazionale che ha nei mesi scorsi presentato un piano di ristrutturazione aziendale.
Il ministro Urso ha indicato la giornata di domani, 3 novembre 2026, come termine ultimo per raggiungere un’intesa quadro.
Dunque, il piano di ristrutturazione della multinazionale svedese – che solo a Forlì tiene col fiato sospeso più di 220 posti di lavoro e un indotto di migliaia di persone – è ai titoli di coda. Obiettivo: trovare una soluzione condivisa e sostenibile che, tra gli altri, tuteli anche il polo produttivo di viale Bologna a Forlì.
Al vertice, è presente, per il Comune di Forlì, l’assessore comunale alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione, Kevin Bravi.
“Non potevamo non esserci” – dichiara l’Assessore Bravi ancora in attesa di entrare all’incontro con i rappresentanti degli altri Comuni e Regione coinvolte. Se si renderà necessario e se il Ministro Urso e le parti sociali lo riterranno utile per salvare il futuro di centinaia di lavoratori, staremo qui anche di notte. Il Comune di Forlì non tornerà a casa e non si tirerà indietro. Siamo e saremo sempre al fianco dei sindacati e di tutte le persone che, a Forlì come negli altri stabilimenti d’Italia, rischiano il posto di lavoro”.
“Per noi è fondamentale giungere a una soluzione ‘di qualità’, che tenga conto prima di tutto del fatto che stiamo parlando non di unità, ma di famiglie, di vite umane, di uomini e donne che, in fabbrica, hanno maturato professionalità ed esperienza, contribuendo con i propri sacrifici allo sviluppo di un intero territorio. Ecco perché non sono ammessi altri passi falsi o, peggio ancora, pericolosi compromessi. Stasera scendiamo in campo per giocare la partita più importante di sempre. Vincerla è dovere di tutti.”: conclude l’assessore comunale alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione, Kevin Bravi.
Electrolux ha rivisto in 1.190 gli esuberi, comprendendo i 150 lavoratori del sito di Cerreto. Le riduzioni hanno riguardato solamente gli operai, mentre rimangono in 600 le eccedenze tra gli impiegati.
I sindacati Fim-Fiom-Uilm-UglM Nazionali ritengono “ancora non sufficiente la disponibilità dell’azienda nel ridurre le uscite. Abbiamo inoltre richiesto di dare disponibilità al ricorso ai contratti di espansione per favorire un ricambio professionale o di assumere l’impegno a non ridurre gli organici al di sotto di una soglia concordata, oltre la quale l’azienda dovrà procedere alla sostituzione dando precedenza a chi ha avuto in Electrolux espe-rienze lavorative con contratti temporanei”.
Al Governo i sindacati hanno chiesto di rifinanziare i contratti di espansione e più in generale di adottare quelle misure che possano favorire e sostenere l’accordo a tutela dei lavoratori.

