(Sesto Potere) – Bologna, 29 ottobre 2026 – All’Università di Bologna arriva il sistema IRIS (Immersive Reconfigurable Interaction): una nuova struttura per la visualizzazione immersiva installata al Campus di Forlì. Il sistema, sviluppato in collaborazione con ST Engineering Antycip, nasce per rafforzare le attività di ricerca e formazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale.
IRIS permette infatti a ricercatori e studenti di sperimentare, analizzare e interagire con sistemi complessi e innovazioni future in scala reale. Può funzionare come un ambiente CAVE (Cave Automatic Virtual Environment) completamente immersivo, o può essere adattato per la visualizzazione su larga scala. Le sue applicazioni di ricerca comprendono la mobilità aerea urbana, le interfacce uomomacchina, la progettazione delle cabine degli aeromobili e il comfort dei passeggeri, i prototipi digitali in scala reale, l’addestramento e le operazioni
collaborative.
La struttura è stata finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, e fa parte del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), il più grande programma di ricerca italiano dedicato alla mobilità innovativa. IRIS è stato sviluppato in collaborazione con ST Engineering Antycip, che ha fornito e integrato il sistema di
visualizzazione immersiva sulla base dei requisiti scientifici, didattici e tecnici individuati dal gruppo di ricerca dell’Università di Bologna.
“Questa infrastruttura rafforza ulteriormente le eccezionali capacità sperimentali dell’Università di Bologna”, dice Francesca De Crescenzio, professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria Industriale. “Rispecchia l’idea che innovazione e tradizione non siano in contrasto tra loro, ma si completino a vicenda”.
Uno degli ambiti già esplorati con IRIS è l’evoluzione dei sistemi aerospaziali e delle interfacce uomo-macchina. I ricercatori possono utilizzare la realtà virtuale per sperimentare e valutare tecnologie e nuove soluzioni di interfaccia prima che siano fisicamente disponibili, contribuendo a orientarne lo sviluppo.
“La realtà virtuale svolge un ruolo fondamentale perché consente agli utenti finali di sperimentare e valutare nuove tecnologie e soluzioni di interfaccia molto prima che siano fisicamente disponibili”, spiega Sara Bagassi, professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria Industriale. “Questo non solo aiuta gli utenti a comprendere meglio i futuri scenari operativi, ma fornisce anche riscontri preziosi che possono orientare e migliorare il processo di progettazione”.
Lo sviluppo di IRIS ha unito le competenze scientifiche dell’Università di Bologna e il contributo tecnico di ST Engineering Antycip, con l’obiettivo di creare un ambiente flessibile in grado di sostenere diverse applicazioni di ricerca e di formazione.
“È un progetto di cui siamo particolarmente orgogliosi”, dice Andrea Gimbo, Business Development Manager per l’Italia di Antycip. “Essendo il nostro primo sistema CAVE realizzato in Italia, rappresenta un traguardo importante per il nostro team. Fin dall’inizio, il progetto ha puntato a comprendere le esigenze dell’Università per questo ambiente e a creare un sistema sufficientemente flessibile da sostenere applicazioni di ricerca molto diverse tra loro. Vedere IRIS oggi utilizzato a sostegno di ricerche concrete e dell’innovazione futura è
estremamente gratificante”.
Per le attività di formazione, ricerca e collaborazione con l’industria del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna, presso il Campus di Forlì, la simulazione immersiva consente di esercitarsi nelle procedure, confrontare configurazioni alternative e studiare l’interazione umana con sistemi complessi, senza i costi o i vincoli legati alla realizzazione fisica di ogni scenario.
La nuova struttura può inoltre sostenere attività interdisciplinari, mettendo in relazione le conoscenze ingegneristiche con lo studio dell’esperienza degli utenti, dell’ergonomia e dei processi decisionali in ambito operativo.

