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Approvata all’unanimità legge regionale per prevenire gli arresti cardiaci extraospedalieri

(Sesto Potere) – Bologna – 22 ottobre 2026 – Maggiore diffusione dei defibrillatori, lavoro integrato fra sanità, innovazione tecnologica, volontariato, scuola, associazioni sportive. Introduzione della settimana regionale “Viva!”, dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini, sostegno a programmi di formazione e ricerca, percorsi di riabilitazione per chi sopravvive a un arresto cardiaco, potenziamento degli strumenti per monitorare i risultati delle politiche regionali e migliorarle nel tempo.

Obiettivo: rendere l’Emilia-Romagna un punto di riferimento nella lotta all’arresto cardiaco extraospedaliero attraverso una rete di intervento più efficiente e il coinvolgimento attivo dei cittadini nella prevenzione. 

Sono i punti di forza del progetto di legge “Disciplina del sistema regionale integrato per la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero e per la promozione della prevenzione collettiva, delle tecnologie e della partecipazione della comunità” a firma dei consiglieri regionali Gian Carlo Muzzarelli (Partito democratico) e Giovanni Gordini (Civici) approvato all’unanimità dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. 

Il sostegno bipartisan al provvedimento è stato evidente fin dalle parole del relatore di maggioranza Giovanni Gordini (Civici) e di quello di minoranza Luca Pestelli (Fratelli d’Italia) ed è stato confermato nelle successive dichiarazioni dei rappresentanti di tutti i gruppi consigliari intervenuti nel dibattito in Assemblea legislativa.

Soddisfazione per l’approvazione della legga è stato espresso anche dall’assessore alla Sanità Massimo Fabi: “Parliamo di interventi concreti per la vita delle persone. Siamo di fronte a una legge su cui rilevo una consonanza di intenti: il sistema è ben strutturato, ma vogliamo ulteriormente migliorarlo”. 

Il progetto di legge in sintesi 

Il progetto di legge mette ordine alle tante iniziative già esistenti e le riunisce in un’unica strategia regionale. Prevede il potenziamento della rete dei defibrillatori automatici esterni (DAE), il loro monitoraggio costante, il rafforzamento del Registro regionale degli arresti cardiaci extraospedalieri (RACER), della piattaforma digitale DAE respondER e un coordinamento stabile fra aziende sanitarie, sistema 118, Terzo settore, scuole e associazioni sportive. 

Grande attenzione è riservata anche ai più giovani, con programmi di prevenzione della morte cardiaca improvvisa nelle scuole, screening dedicati, coinvolgimento della medicina dello sport e percorsi specifici rivolti a ragazze e ragazzi. La proposta, inoltre, dedica un’attenzione particolare alla medicina di genere, promuovendo la formazione degli operatori sanitari e una maggiore consapevolezza sul fatto che le malattie cardiovascolari nelle donne possono manifestarsi con sintomi differenti rispetto agli uomini e richiedono percorsi diagnostici e terapeutici sempre più mirati. Un approccio che punta a superare modelli costruiti prevalentemente sulla ricerca clinica condotta sulla popolazione maschile, contribuendo a garantire cure più appropriate ed efficaci anche per le donne. La proposta, poi, riconosce il ruolo fondamentale del volontariato e del Terzo settore nella formazione dei cittadini e nella costruzione di una rete di primo soccorso sempre più diffusa. a. 

Gli interventi dei relatori 

Per il relatore di maggioranza Giovanni Gordini (Civici) “nella nostra regione registriamo purtroppo 4.500 morti all’anno per arresto cardiaco: un dato che dimostra quanto sia importante dedicare risorse e massima attenzione a questo problema. La legge punta a coinvolgere direttamente i cittadini in modo che chiunque sia presente possa intervenire tempestivamente con le manovre di rianimazione cardiopolmonare: una formazione che deve partire anche dalle scuole. Inoltre, i drammatici episodi di morti giovanili ci ricordano l’importanza della prevenzione e questa legge punta anche a mappare e intercettare eventuali familiarità. Nella parte più operativa della legge, infine, viene dedicata un’attenzione particolare all’uso dei defibrillatori: la loro localizzazione deve essere ben definita, così come l’obbligo per i proprietari dei dispositivi di segnalarne ufficialmente la presenza”. 

Per il relatore di minoranza Luca Pestelli (FdI) “dobbiamo togliere tempo alla morte. In Emilia-Romagna c’è una media di 12 arresti cardiaci al giorno: delle persone coinvolte da questi eventi, ne sopravvive solo una. Questo dimostra come la prevenzione e l’intervento extraospedaliero debbano rappresentare una vera priorità per le politiche sanitarie. Molti Comuni si sono già mossi per diventare realtà ‘cardioprotette’ e questo progetto di legge regionale si inserisce nel solco della legge nazionale del 2021, votata all’unanimità dal Parlamento. L’evento extraospedaliero richiede un approccio integrato per garantire una reale capillarità d’intervento. Questo testo lo fa, adottando una visione che non è solo clinica, ma che abbraccia l’intero percorso: dalla prevenzione fino alla riabilitazione. È fondamentale coinvolgere i cittadini attraverso la formazione, partendo dalle scuole, dalle associazioni di volontariato e sportive, fino alle Forze dell’ordine. È importante una reale mappatura capillare dei defibrillatori”.