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Sicurezza, Censis-Verisure: oltre 20 milioni di italiani hanno subito almeno un furto o un tentativo di furto in casa

(Sesto Potere) – Roma – 20 ottobre 2026 – Oltre 20 milioni di esperienze vissute. La storia degli italiani è anche una storia di furti in casa. Oltre 20 milioni, il 40,8% del totale, hanno subito almeno un furto o un tentativo di furto in casa. Circa 6 milioni e 400.000 italiani hanno subito almeno un atto di vandalismo ai danni della loro abitazione. È quanto emerge dal 5° Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della Casa, intitolato «Il perimetro della sicurezza domestica».

Le paure degli italiani. Il 43,2% della popolazione colloca il furto in casa al primo posto tra i reati che ha paura di subire, il 31,5% teme di essere vittima di aggressioni, minacce o percosse, il 19,5% del furto di dati online, il 14,2% di rapine. Il 22,9% delle donne mette al primo posto la paura di subire una violenza sessuale. Di sera l’allarme aumenta: il 44,0% degli italiani ha paura di tornare a casa da solo con il buio e il 56,0% è in apprensione per i familiari che tornano a casa da soli di sera.

Le insidie della casa. Sicurezza domestica vuol dire sentirsi protetti da qualsiasi evento negativo può accadere in casa; non solo furti e rapine, ma anche incidenti, malesseri, malfunzionamenti. La pensa così l’87,2% degli italiani. Del resto, i pericoli sono molteplici: il 42,0% ha paura di sentirsi male in casa e di non essere soccorso; il 32,4% teme di essere vittima di un incidente domestico e il 29,1% dichiara di limitarsi nelle attività dentro casa perché ha paura che gli possa accadere qualcosa.

Spazi esterni da proteggere assolutamente. Sfuma il confine tra dentro e fuori le mura domestiche: il 53,2% della popolazione vuole sentirsi sicuro a partire dalla strada in cui abita e il 29,4% dal portone o dal cancello della propria abitazione. Del resto, il 67,4% di chi ha subito almeno un furto o un tentativo di furto dichiara che i ladri per accedere all’abitazione si sono serviti di spazi esterni come giardini, garage e balconi. Ecco perché il 92,1% degli italiani pensa che sia importante rilevare con sensori perimetrali esterni collegati a telecamere un tentativo di furto o di intrusione prima che il ladro riesca ad entrare.

Allarme solitudine. Le persone che vivono da sole sono quasi 10 milioni e negli ultimi trent’anni sono più che raddoppiate. Tale condizione costituisce di per sé motivo di preoccupazione e di ansia, e il 43,0% degli italiani è in apprensione per un familiare che vive da solo. Vivere da solo non necessariamente significa essere solo. La solitudine relazionale riguarda circa 5 milioni di italiani che non hanno rapporti né con parenti né con amici, e di questi circa 4 milioni sono completamente soli perché non hanno rapporti neppure con i vicini di casa.

Via libera alla casa smart. Oggi una casa sicura ha un sistema di protezione fatto da un insieme di dispositivi in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale. Gli italiani lo hanno capito e il 58,5% considera affidabile un sistema di allarme che utilizza l’intelligenza artificiale a condizione che sia supervisionato da persone pronte a intervenire e il 63,8% indica al primo posto nella scelta di un sistema di allarme la combinazione tra prezzo, tecnologia e servizi offerti.

Una rete che ti accompagna. La sicurezza domestica deve essere una rete che ti accompagna lungo tutta la vita e l’86,4% della popolazione pensa che per ridurre i furti in casa occorra una collaborazione sempre più stretta tra Forze dell’ordine, enti locali e vigilanza privata in progetti di sicurezza urbana.

 
Questi sono i principali risultati della ricerca «Il perimetro della sicurezza domestica» che è stata presentata oggi a Roma da Anna Italia, Direttrice di ricerca del Censis e discussa da Anna Maria Domenici, Presidente Unione Nazionale Imprese di Vigilanza e Servizi di Sicurezza-Univ.
Sono intervenuti anche: Stefano Locatelli, Vicepresidente nazionale Anci, Luigi Rinella, Direttore Centrale Polizia Scientifica e Sicurezza Cibernetica Dipartimento Pubblica Sicurezza Ministero dell’Interno, Maria Paola Suppa, Viceprefetto di Roma, Antonio Russo, Managing Director Verisure Italia, Roberta Serroni, Dirigente DG Politica industriale Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Michele Altomari, Operations Director Verisure Italia, Enzo Amich, IX Commissione Telecomunicazioni Camera dei Deputati, Raffaele Bifulco, Professore ordinario di Diritto Costituzionale Luiss, Donatella Caprioglio, Psicologa dell’abitare, psicoterapeuta e scrittrice, Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, Emanuela Notari, Longevity strategist, Diego Ricchiardi, Information Technology Senior Manager Verisure Italia, Roberto Massucci, Questore di Roma, Davide Rossi, Ricercatore Osservatorio Internet of Things Politecnico di Milano, Luca Toccalini, X Commissione Attività produttive Camera del Deputati, e Janina Landau, Giornalista Class Cnbc.

  Dichiarazioni dei relatori

Antonio Russo – Managing Director di Verisure Italia, ha detto: “La quinta edizione dell’Osservatorio conferma un’evoluzione profonda dei bisogni di sicurezza degli italiani. Le persone non cercano più soltanto protezione da intrusioni e furti, ma una risposta più ampia ai rischi e alle vulnerabilità della vita quotidiana. È a partire da questa evoluzione che Verisure ha costruito il proprio modello, integrando tecnologia avanzata, una Centrale Operativa attiva 24 ore su 24, presidio umano e la collaborazione responsabile tra istituzioni, aziende e territorio. La nostra ambizione è contribuire a ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformandolo da semplice protezione dei beni a servizio capace di tutelare le persone, dentro e fuori casa, nei momenti in cui il supporto può fare davvero la differenza”.

Emanuela Notari – Longevity Strategist, ha affermato: “La vera sfida della longevità è intervenire prima che la casa diventi un limite all’autonomia della persona. Occorre individuare soluzioni di revisione del layout interno della casa che rendano gli spazi abitativi più sicuri e accessibili e consentano alle persone di continuare a vivere bene e in autonomia”.

Donatella Caprioglio – Psicologa dell’abitare, psicoterapeuta e scrittrice, ha aggiunto: “La casa non è soltanto uno spazio da proteggere, ma un luogo che custodisce la nostra identità, la nostra intimità e il nostro senso di appartenenza. Abitare significa anche abitarsi. Integrare la dimensione psicologica nella cultura della sicurezza significa non solo proteggere la casa dalle intrusioni, ma anche aiutare le persone a ritrovare fiducia e sicurezza nel proprio spazio”.

Michele Altomari – Operations Director Verisure Italia, ha sostenuto: “La Centrale Operativa Verisure è un osservatorio privilegiato non solo sui fenomeni criminali, ma anche sui comportamenti e sui bisogni di protezione delle persone. Oggi la domanda di sicurezza non riguarda più soltanto la protezione della casa e dei beni, ma sempre di più la tutela delle persone, della loro autonomia e delle loro fragilità. Per rispondere a bisogni sempre più complessi servono soluzioni evolute, capacità operativa e, soprattutto, una presenza umana in grado di accompagnare le persone prima, durante e dopo un evento”.

Diego Ricchiardi – Head of Information Technology Verisure Italia, ha concluso: “Una casa smart è una casa capace di adattarsi ai bisogni di chi la abita. Nella sicurezza questo significa integrare tecnologie, connessione continua e competenza umana. L’Intelligenza Artificiale ci permette di vedere prima, vedere meglio e vedere più lontano, ma il principio resta chiaro: la tecnologia potenzia la persona, non la sostituisce. Valutazione e decisione restano umane”.